Quando tutte le navi furono cariche di bestie e di vivande e di vino
e d'acqua e d'armadure, e di ciò che faceva mestiero a portare in
oste a sì ricco uomo, li re e duchi e prencipi entraro in loro navi,
e li arditi cavalieri e sergenti, ch'erano più di cento milia, erano
in altre navi. Là averebbe altri potuto vedere molte ricche navi di
diverse fatture e molti ricchi arboli alti e dritti, ove l'antenne
che portavano le vele della seta erano; là erano molte ricche galee e
barche e molte ricche navi, ove li arditi cavalieri erano e li savi
marinari per andare dinanzi al navilio, quando fusse mosso per prendare
porto, quando bisognasse. Così come voi udite, entrò Anibal in mare e
con lui Astrubal suo fratello e molti altri prencipi; e quando furo
entrati in mare, li mastri marinari, che del mare sapevano la natura
e l'usanza, comandarono che l'àncore fussero gittate nelle barche, che
le navi seguitavano a pieno corso, e le vele fussero sviluppate in
sulli arboli per tosto dilungarsi da terra; e sì tosto come le vele
furono spiegate, uno vento ferì entro sì buono, che 'l mare ne gonfiò
in più parti. E bene sappiate che molto fu maravigliosa cosa a vedere
tante ricche vele partire da terra, ma molto fu più maravigliosa cosa,
quando le navi ebbero tal vento, che corsero e passaro senza avere
nulla tempesta, tanto che furo arrivati nel porto di Spagna, e allora
ebbero molto gran gioia all'uscire delle navi, ed a trare fuore le
grandi ricchezze. Allora quelli della contrada, quando li viddero a
maravigliane, furo sbigottiti di sì grande popolo, che sopra loro era
venuto, d'onde non si prendevano guardia in nulla maniera, che venire
vi dovessero, e della gran paura ch'egli ebbero, tutti si ritrassero
e fuggiro alle castella e fortezze e città per più sicuramente loro
difendare contra loro nemici; e tosto fu la novella saputa e sparta la
boce infino alli monti di Pitaneos, in Gaule ed in Italia e a' senatori
e consoli in Roma; ma di tutto ciò non curò lo re Anibal, che suoi
corridori fece corrare per mezzo la contrada per le prede raccogliare
e prendare, e per combattare le fortezze, che molte ve n'erano, acciò
che a sua gente non facessero noia e gravezza, e sì comandò a' suoi
marinari che tornassero colle navi in Affrica per vivanda, acciò che
l'oste non patisse bisogno di nulla cosa.