III.

In quello tempo medesimo avvenne che Aniballo, che sire e imperadore

era di Cartagine, assembrò grande gente, tanta quanta più ne potè

avere, per vendicare lo re Amilcar suo padre di coloro che l'avevano

sconfitto e morto in Ispagna; e lo re Aniballo aveva bene udito ed

inteso, ch'e Romani avevano malmenati quelli di Cartagine e tutti

quelli d'Affrica, e tutti coloro che li erano stati in aiuto. Per

questa crudeltà vendicare ragunò gente a maraviglia di tutto lo regno

d'Affrica e di Grecia, e d'onde potè avere soccorso; da ogni parte

ragunò gente per amore e per preghiere e per doni, però ch'egli era

molto ricco, sì che aveva assai che donare, e per questo modo ragunò

tanta gente lo re Aniballo, che mai dinanzi a Tebe o a Troia, che furo

(così come voi avete udito dire) due de' più maravigliosi assedii

che mai fussero, non ebbero tanta gente come Anibal assembrò a quella

fiata per sua preghiera e per suo potere; e sappiate che tutta quella

gente assembrò tutta sotto Cartagine lungo la marina. Anibal domandò

consiglio a' re e a' baroni, cui elli potesse lassare in sua contrada

per guardia del paese. Li nobili uomini tutti s'accordaro insieme

che vi lassasse Margone suo fratello, che re e sire era di Poonia, e

così fu fatto, e tantosto comandò che le navi fussero apparecchiate e

cariche quelle che al porto erano, che bene sappiate che uno solo porto

non bastava a tutto il naviglio. L'avereste veduto molto ricco avere

portare nelle navi, e molti ricchi destrieri ed olifanti di strania

fattura menare nelle navi, e di ciò che faceva mestiero a fare guerra,

ed ogni e ciascuna cosa missero nelle navi.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 13 / 117 题