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_Lettera dei Dieci al Commissario Antonio Giacomini. 16 agosto
1505_.[950]
_Antonio Giacomino, Commissario Generali. 16 augusti._ — Per la tua
Δ,[951] data hiarsera ad 6 hore, intendiamo come voi, per havere inteso
per duplicate, Bartolomeo d'Alviano volere ire alla volta di Pisa, eri
deliberati andarne questa mattina alle Caldanelle, per essere el passo
dove lui è necessitato venirvi sotto, quando voglia ire ad Pisa per
la Maremma. Intendiamo le genti dite che sono rimase ad Bartolomeo,
et la opinione certa havete di metterlo ad mal cammino, quando vi
vengha ad trovare. Noi habbiamo considerato et examinato bene questo
scrivere vostro; et considerata la prudentia tua et della Signoria del
Governatore, non ne habbiamo pelo che pensi e' vi possa incontrare per
alcun conto alcuna cosa sinistra, perchè sappiamo harete pensato ad
ogni cosa che potessi sforzarvi, et mettere in ruina coteste genti; et
che harete considerato come, nonobstante che si dica che Gian Paulo
sia ad Grosseto, e' potrebbe sanza la persona sua havere ingrossato
Bartolomeo delle sue genti; et come nonobstante che el Signore di
Piombino vi habbi testificato havere ad sospecto Bartolomeo, potrìa
_tamen_ essere che fussino confidenti, et che queste cose fussin facte
per havervi più incauti. Crediamo che harete _etiam_ pensato gli aiuti
ch'e' Pisani possono dare ad Bartolomeo nel farsi avanti, et ad mille
altre cose che noi non sapremo altrimenti discorrere.
Nondimancho, con tucta questa opinione, vi significhereno lo animo
nostro, quale è che noi desideriamo assai, che Bartolomeo d'Alviano non
passi per ad Pisa, per fuggire tutte quelle molestie che ci potrebbe
fare, essendo congiunto co' Pisani. Ma noi desideriamo molto più, et
senza comparatione, che si salvi cotesto exercito; perchè, passando
lui ad Pisa, noi haremo mille rimedi, come potete per voi immaginare,
mediante le nuove genti condocte, le quali fanno adcelerare forse
Bartolomeo di darvi occasione d'appiccarvi, per non lo havere ad fare
quando fussi tucti insieme, et mediante le pratiche che vanno adtorno,
di che vi habbiamo dato piena informatione. Ma, perdendo coteste genti,
non ci sarebbe remedio alcuno; et però desiderreno che si fuggissino
tucte quelle zuffe, dove tucte coteste nostre forze s'havessino ad
impegnare, et nelle quali bisognassi o vincere al tucto o essere ropti
al tucto. Nè crediamo che voi la intendiate altrimenti, nè habbiate
altro in disegno che questo, per le ragioni preallegate, per quelle che
per altre vi habbiamo decte, et per quelle che voi medesimi conosciete
et ad noi anchora havete scripte. Insomma noi ricordiamo di nuovo alle
prudentie vostre la salute di coteste nostre genti, la quale voliamo
si prepongha ad ogn'altra cosa. Noi non vi ricordereno che egli è bene
pensare in ogni evento come rimane Volterra et Livorno; perchè, sendo
certissimi che el fine habbi ad essere buono, governandovi con quella
prudentia che noi ci persuadiamo, non scade pensarvi. Pure, quando ad
voi paressi di havervi consideratione et provedervi in qualche modo, o
voi lo farete costà, o voi ce ne adviserete; et così d'ogni altra cosa
che ad voi occorra. Et noi di nuovo vi ricordiamo el salvare coteste
genti.[952]