DOCUMENTO XXXVI.

(Pag. 491)

_Lettera dei Dieci al Commissario Antonio Giacomini. 16 agosto

1505_.[950]

_Antonio Giacomino, Commissario Generali. 16 augusti._ — Per la tua

Δ,[951] data hiarsera ad 6 hore, intendiamo come voi, per havere inteso

per duplicate, Bartolomeo d'Alviano volere ire alla volta di Pisa, eri

deliberati andarne questa mattina alle Caldanelle, per essere el passo

dove lui è necessitato venirvi sotto, quando voglia ire ad Pisa per

la Maremma. Intendiamo le genti dite che sono rimase ad Bartolomeo,

et la opinione certa havete di metterlo ad mal cammino, quando vi

vengha ad trovare. Noi habbiamo considerato et examinato bene questo

scrivere vostro; et considerata la prudentia tua et della Signoria del

Governatore, non ne habbiamo pelo che pensi e' vi possa incontrare per

alcun conto alcuna cosa sinistra, perchè sappiamo harete pensato ad

ogni cosa che potessi sforzarvi, et mettere in ruina coteste genti; et

che harete considerato come, nonobstante che si dica che Gian Paulo

sia ad Grosseto, e' potrebbe sanza la persona sua havere ingrossato

Bartolomeo delle sue genti; et come nonobstante che el Signore di

Piombino vi habbi testificato havere ad sospecto Bartolomeo, potrìa

_tamen_ essere che fussino confidenti, et che queste cose fussin facte

per havervi più incauti. Crediamo che harete _etiam_ pensato gli aiuti

ch'e' Pisani possono dare ad Bartolomeo nel farsi avanti, et ad mille

altre cose che noi non sapremo altrimenti discorrere.

Nondimancho, con tucta questa opinione, vi significhereno lo animo

nostro, quale è che noi desideriamo assai, che Bartolomeo d'Alviano non

passi per ad Pisa, per fuggire tutte quelle molestie che ci potrebbe

fare, essendo congiunto co' Pisani. Ma noi desideriamo molto più, et

senza comparatione, che si salvi cotesto exercito; perchè, passando

lui ad Pisa, noi haremo mille rimedi, come potete per voi immaginare,

mediante le nuove genti condocte, le quali fanno adcelerare forse

Bartolomeo di darvi occasione d'appiccarvi, per non lo havere ad fare

quando fussi tucti insieme, et mediante le pratiche che vanno adtorno,

di che vi habbiamo dato piena informatione. Ma, perdendo coteste genti,

non ci sarebbe remedio alcuno; et però desiderreno che si fuggissino

tucte quelle zuffe, dove tucte coteste nostre forze s'havessino ad

impegnare, et nelle quali bisognassi o vincere al tucto o essere ropti

al tucto. Nè crediamo che voi la intendiate altrimenti, nè habbiate

altro in disegno che questo, per le ragioni preallegate, per quelle che

per altre vi habbiamo decte, et per quelle che voi medesimi conosciete

et ad noi anchora havete scripte. Insomma noi ricordiamo di nuovo alle

prudentie vostre la salute di coteste nostre genti, la quale voliamo

si prepongha ad ogn'altra cosa. Noi non vi ricordereno che egli è bene

pensare in ogni evento come rimane Volterra et Livorno; perchè, sendo

certissimi che el fine habbi ad essere buono, governandovi con quella

prudentia che noi ci persuadiamo, non scade pensarvi. Pure, quando ad

voi paressi di havervi consideratione et provedervi in qualche modo, o

voi lo farete costà, o voi ce ne adviserete; et così d'ogni altra cosa

che ad voi occorra. Et noi di nuovo vi ricordiamo el salvare coteste

genti.[952]

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 103 / 116 题