DOCUMENTO XXXV.

(Pag. 490)

_Lettera dei Dieci a P. A. Carnesecchi Commissario in Maremma.

— 30 luglio 1505_.[948]

_Pier Antonio Carnesechi. 1505, die 30 iulii_. — Noi habbiamo questo dì

ricevute dua tua lettere di hieri, le quali ci hanno dato dispiacere,

veduto quanto tu monstri di temere in su li advisi ci sono suti porti

di Bartolomeo; et perchè tu intenda l'ordine nostro, quando infino

ad qua non lo havessi inteso, sappi che in su questi movimenti di

Bartolomeo, havendo noi considerato l'insulti ci poteva fare, et

veduto ci posseva assaltare in Maremma et in Valdichiana, habbiamo

sempre creduto che vengha più presto verso Valdichiana che in costà:

le ragioni che ce lo facevono credere sono molte, le quali non adcade

replicare. Et per questa cagione si era pensato fare testa grossa al

Poggio, luogo comune ad potere soccorrere costà et le Chiane, dove

fussi bisognio. Et quivi habbiamo vòlte tucte le fanterie che si sono

facte, et tucta volta le spignamo ad quella volta, andando dietro ad

el primo disegno nostro. Habbiamo questo dì hauto l'adviso tuo, per

il quale scrivi Bartolomeo doveva essere infino hieri ad Scarlino;

el quale adviso, quando fussi vero, harebbe chiarito la partita che

venissi con le genti in costà et non nelle Chiane; et haremo facto

spignere ad cotesta volta tucte le forze ordinate, se noi d'altronde

non intendessino Bartolomeo a' 28 dì essere ad Istia[949] in sul fiume.

Et perchè questo riscontro habbiamo di più d'un luogho, lo crediamo;

et essendo anchora in lato da potersi anchora voltare in Valdichiana,

non ci determiniamo ad voltare tucte le forze costà. Pure alcuni

conestaboli, che hanno la compagnia loro qui in Firenze, l'inviereno

ad cotesta volta, nè manchereno, al primo adviso certo dove e' sia,

d'inviare gli altri; nè siano per manchare di aiuto nè ad te, nè ad

cotesto paese.

Et perchè tu intenda meglio le qualità del nimico, sappi che el conte

Lodovico di Pitigliano, che ha 60 huomini d'arme, non _solum_ non viene

seco, ma noi questa mattina l'habbiamo condocto, et è diventato soldato

nostro. El signore Renzo de Ceri, che ha più di 80 huomini d'arme, non

vuole seguirlo; molti huomini da bene, spicciolati, come el Mancino da

Bologna et altri, l'hanno lasciato, tale che non li resta 150 huomini

d'arme et 200 cavalli leggieri: fanterie non ha; Gian Paulo nè Sanesi

non lo aiutono. Viene ad questo insulto contro la voglia di Consalvo;

et di questo ne habbiamo mille riscontri, in modo che delle fanterie di

Piombino non è per valersi, nè per havere riceptaculo in quella terra.

Onde, considerato ogni cosa, non è tanto terribile questa sua venuta

che non si possa opporseli, et che con le forze ti truovi costì non

lo possi tenere ad bada tanto che li altri soccorsi venghino, che

verranno subito. Et quando havessi dove fussi al certo, ne scriverrai

al Governatore, chiedendogli quelle forze che ti può subministrare.

Pertanto di nuovo ti si fa fede che noi non siamo per abbandonare

nè te nè cotesto paese, purchè tu non l'abbandoni te medesimo. Et

comunicherai li advisi di questa lettera ad el signor Marcantonio,

ad ciò veggha in quanti passi d'acqua si trova el nemico, et conosca

quanto e' si abbia ad temere di lui, ad ciò che non ci nuoca più la

reputatione sua che le forze. Polvere, passatoi, gavette et molte altre

cose ti se ne mandò infino domenica buona somma.

Se Girola[mo] Pilli si truova in cotesto paese, fermera'lo costì, et

per la prima ti scriverreno quello voliamo ne facci.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 102 / 116 题