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_Lettera dei Dieci al Capitano di Livorno. 10 gennaio 1504
(1505)._[944]
_Al Capitano di Livorno. Die x ianuarii 1504._ — La Excellentia del
Gonfaloniere nostro ci ha mostro una tua lettura che tu li scrivi,
dandogli notitia delle cose di costà, et della buona et diligente
guardia che per te si fa in cotesto luogo, il che ci è suto sommamente
grato, perchè in vero non habbiamo al presente chosa che noi
desideriamo più che cotesta. Et di tale tua diligentia ci fa assai
buona testimonianza, lo esservi stato ropto la carcere, et tractone el
prigione sanza che da te o da altri per tuo ordine sia suto sentito,
et dipoi sanza essere visto se ne sia per le mura fuggito, in modo che
ogni poco meno di diligentia che per te si fussi usata, posseva costì
nasciere caso di maggiore importanza e per adventura inremediabile;
perchè chi può uscir fuora per le mura senza esser visto, può _etiam_
sanza esser visto entrar drento; et così chi sanza esser sentito può
rompere una prigione, può _etiam_ fare delle altre cose più pernitiose,
le quali non hanno per adventura bisogno di tanto aiuto, et con mancho
strepito si possono condurre. Pertanto noi non restereno mai satisfacti
della tua diligentia, infino non intendiamo che tu l'habbi in modo
raddoppiata, che costì non si possa muovere una foglia che la non si
veggha o non si senta; et perchè noi speriamo che ad questa hora tu
harai ritrovato chi è suto autore della roptura della carcere et della
fuggita del prigione, voliamo ce ne dia subito notitia, scrivendoci chi
furno et di quale compagnia sono et da quali cagioni mossi. Et quando
tu non li havessi anchora ritrovati, userai diligentia in cercarli per
poterci satisfare in darcene notitia.
Tu accenni, oltre ad di questo, nella preallegata lettera al
Gonfaloniere nostro, come haresti da dire altre cose, oltre ad
quelle scrivi che ragguardano alla salute di cotesta terra, et sono
d'importantia grande; ma non lo fai per esser cose da riferire ad
bocha. Donde e' ci pare che in questo caso tu non usi minor prudentia
che ti habbi usata diligentia in quel primo; et veramente le cose
d'importanza si debbono tener segrete, ma non tanto che per ignoranza
di quelle non vi si possa provedere. Et però era bene considerare
che tu parlavi di Livorno, et che bisognia parlar chiaro, et le cose
d'importanza dirle, maxime scrivendo alla Excellentia del Gonfaloniere
in particulare, del quale ragionevolmente doverresti confidarti. Et
però se tu hai da dire alcuna cosa, dilla et scrivila larghamente,
acciò che vi si possa fare provisione, et che noi non restiamo in aria
per li advisi tuoi.