DOCUMENTO XXXI.

(Pag. 478)

_Lettera dei Dieci a Giovan Paolo Baglioni. 9 dicembre

1504._[943]

_Johanni Paulo de Balionibus. 9 decembris 1504._ — Havendo noi inteso

più volte da qualche giorno in qua, et da più luoghi da prestar loro

fede, come Bartolomeo d'Alviano ingrossa in terra di Roma di gente,

non vi habbiamo vòlto molto lo animo, giudicando che la non possessi

essere cosa di molto momento, et non appartenente allo Stato nostro.

Ma havendo inteso nuovamente el medesimo, et di più come e' Vitegli

fanno el simile, et richiamano tucti li huomini d'arme, usi ad militare

sotto e' padri loro, et rassettono insieme tucte le bandiere delle

lor fanterie, et che sono uniti con decto Bartolomeo, et che gli

hanno delli altri seguaci; ci è parso, anchora che per questo non

ci sia cresciuto molta dubitatione, di darvi notitia di quanto per

noi s'intende, non per altra cagione che per riscontrare con Vostra

Magnificentia questi advisi, et di più intenderne l'opinione et el

parere suo, et che iuditio ne facci; et se tali ristringimenti sono

veri, ad che fine si faccino, et se altri che Vitelli et Alviano

convengono con questi preparamenti, et qual fine sia el loro; perchè in

su l'opinione di Vostra Magnificentia ci riposereno assai; la quale per

essere più propinqua loro, et per molti altri respecti, ne harà potuto

intendere el vero o coniecturarlo. Et ad questo effecto le mandiamo

ad posta el presente nostro cavallaro, ad ciò habbi più occasione di

responderci indreto.

_Ulterius_, ricercando questi tempi che si riveggha spesso le sua

armi in viso, per satisfarsi nel riconoscerle, et per potersene

servire, bisognando, desiderremo che quelli suoi huomini d'arme et

cavalli leggieri che per loro commodità si ritruovono nel Perugino,

ritornassino alle stanze loro, acciò che in sul dare questi nuovi

danari o prima, li possiamo vedere in viso et rassegnarli. Nè altro, se

non offerirci alla Signoria Vostra.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 98 / 116 题