DOCUMENTO XXX.

(Pag. 471)

_Lettera dei Dieci al Commissario T. Tosinghi. 3 ottobre

1504._[941]

_Tomaso Tosinghi, Commissario in Castris adversus Pisanos. 3 octobris

1504._ — Per questa tua di hieri mattina, data ad levata di sole, siamo

advisati di molti particulari del fosso facto, et dello ad farsi, et

della pescaia, et così di tucta l'opera: commendiamoti del ragguaglio.

Restaci hora solo un desiderio d'intendere quello habbi facto tanta

acqua che voi ci scrivete havere preso et continuamente pigliare el

fosso facto; perchè vorremo intendere bene dove l'approda, et quello

che la fa, et quanto s'allargha, et che volta piglia, et se la è ancora

condocta allo stagno. Intendiamo appresso con piacere grande che del

secondo fosso sia fornito per tucta la sua lungheza, una largheza

di 10 braccia, et come per tucto dì di hieri non vi doveva restare

altro che 80 braccia di sboccatura, la quale voi disegnate largha 55

braccia; et benchè voi ci scriviate che con ogni studio et diligentia

voi adtendiate ad decta sboccatura, nondimeno vi ricordereno quello

ci occorre. Noi intendiamo quello che voi dite della difficultà che ha

cotesta sboccatura ad cavarsi, rispetto alla strada et alla grotta dove

è el terreno più fermo et più forte che in tucta la coda del fosso;

intendiamo come fra sei dì credete haverla fornita, secondo el parlare

di cotesti capi maestri, et come e' se ne potrebbono ingannare, etc.;

et examinato con quante difficultà vi si conducono gli huomini, et con

quanta, condocti vi sono, voi ve gli mantenete, stiamo con dispiacere

in qualche parte di questa cosa; perchè, scorciandosi el tempo,[942]

giudichiamo che bisognerà levare mano subito, veggiendo maxime la

voglia di coteste genti d'arme, et quando el tempo non si scorciassi,

la pagha delle fanterie ci è addosso. Pertanto noi vorremo che si

attendessi con quella più diligentia è possibile alle sboccature, et

però ci parrebbe che voi deputassi al lavorare in su la sboccatura del

fosso secondo, et in su el fare più largha quella del primo, tucte

quelle opere che vi si possono maneggiare; et se ve ne avanzassi,

non levando mano dalla pescaia, nelle cose necessarie, ci parrebbe

le mettessi a lavorare in allarghare più, secondo el primo disegno,

la coda del secondo fosso; et potrete cominciarvi da capo, andando

lavorando col benefitio del tempo et della fortuna, perchè si potrà

ogni volta levar mano, et tucto quello che sarà facto, recherà utile

all'opera, et quello che rimarrà ad farsi, non la disturberà.

Tale modo ci pare da tenere per le cagioni dette; et perchè voi ci

ricordate vangatori et danari, vi diciamo che bisogna teniate ordine

che non si fughino, perchè fare venire nuovi huomini da San Giovanni

et Mugiello non sarebbeno a tempo, et tucti questi Vicarii credono che

voi teniate quelli vi si sono mandati infino all'ultimo dell'opera,

perchè altrimenti loro non li possono ogni dì mandare. Pertanto, se voi

gli lasciate fuggire ad stiere, voi rimarrete in secho, et quanto a'

danari, noi hiarsera l'altra si mandò ad Giuliano Lapi 200 ducati, et

questa sera se ne manda dugento altri....

E' caporali di coteste genti sono stati qui, et in summa ci siamo

resoluti con quelli, si stia costì tanto che la opera sia finita,

servendo el tempo; habbiamo bene detto loro questo: che fra sei o otto

dì crediamo che la harà hauto el suo debito. Et perchè Marcantonio

Colonna ci fa intendere desiderare venire infino qui, siamo contenti

gli dia licenza vengha la sua persona, con ordine di ritornare in costà

subito. _Vale._

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 97 / 116 题