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_Lettera dei Dieci al Commissario T. Tosinghi. 30 settembre
1504_.[940]
_Tomaso Tosinghi in Castris Commissario. Die xxx septembris 1504_. —
Hieri et avanti hieri et questa mattina ti si scripse particularmente
quale fussi el nostro desiderio circa el procedere nelle cose di costà,
et di nuovo brevemente ti replicheremo, come noi vogliamo si stia tanto
in campagna et si seguiti cotesta opera, quanto el tempo ci serve, el
quale, per essere questo dì bellissimo, ci dà speranza che, se non
mancha da voi, cotesta impresa debbi havere el fine desideriamo. Et
vi si ricorda particularmente el fortificare la pescaia, et ridurla
in termine che la facci qualche fructo, et così che voi diate la
perfectione ad quel secondo fosso, et lo riduciate in termine che
pigli dell'acqua; et sopra ad ogni altra cosa, vi si ricorda fare
l'abboccature de' fossi larghissime, in modo che fra l'uno et l'altro
fosso presso ad Arno, almeno ad cento braccia, non rimanghi punto di
grotta, anzi sia sgrottato ogni cosa, se non infino al piano de' fossi,
almeno quanto più giù si può, acciò che venendo Arno grosso, et non
trovando chi lo ritengha, e' rovini più facilmente verso quella parte
donde se gli è cominciato ad dare la via. Noi ve lo replichiamo spesso
perchè lo desideriamo, parendoci che, potendosi finire l'opera o non
si potendo finire, questa sia una delle più utili cose et delle più
necessarie che voi dobbiate fare. Non voliamo manchare farvi intendere
come e' ci è venuto ad notitia, che in Barbericina et _etiam_ da
cotesta parte d'Arno donde è il campo, si truovono anchora ritte buona
quantità di biade; di che ti diamo notitia, perchè vorremo che ad ogni
modo le si togliessino o guastassino a' Pisani. Et se non si potessi nè
guastare nè tòrre quelle di Barbericina, si guastassino almeno quelle
che fussino da cotesta parte del fiume; però intenderai dove le sieno,
et vedrai ad ogni modo di privarne e' nemici. _Vale._
Sendosi dato per il Consiglio Grande della nostra Città, autorità
amplissima a' nostri Excelsi Signori di potere per arbitrio loro
perdonare et rendere e' beni ad qualunque Pisano, ti mandiamo, in
questa, copia d'uno bando, per il quale si possi pubblicare tale loro
autorità; el quale bando vorremo che tu mandassi ad quella hora ti
paressi più comodo, in lato che chi fussi in sulle mura di Pisa lo
potessi udire; et dipoi lo mandassi anchora in cotesto exercito nostro.
_Vale._
_Per parte de' Magnifici et Excelsi Signori Priori di Libertà et
Gonfalonieri di Iustitia del Popolo Fiorentino, si fa bandire et
pubblicamente notificare, come egli è stato ad loro Excelse Signorie
conceduta amplissima autorità et facultà dal Popolo et Consiglio
Maggiore della città di Firenze, di potere concedere venia per arbitrio
loro ad ciascuno di qualunque grado, stato o conditione si sia, el
quale al presente habiti nella città di Pisa, et restituirli e' suoi
beni, et adsolverlo da qualunque delitto, maleficio o oxcesso, per
alcun tempo infino ad questo dì havessi commesso._