DOCUMENTO XXVII.

(Pag. 469)

_Lettera dei Dieci ad Antonio Giacomini._ 20 agosto 1504_.[937]

_Antonio Jacomino. Die xx augusti 1504_. — Hiarsera ti si scripse

della deliberatione facta da noi circha el voltare Arno alla Torre

ad Fagiano, et come noi volevamo fare questa factione subito dopo el

guasto, et che per questo egli era necessario che tu pensassi dove,

dato el guasto, stéssi bene el campo, per rendere securo chi lavorerà

ad tale opera. Di nuovo ti replichiamo per questa el medesimo, perchè

tale deliberatione è ferma, et voliamo ad ogni modo che la si metta

innanzi; et però bisognia che oltre allo aiutare tale cosa collo

effecto, la si aiuti _etiam_ colla demostratione. Questo ti si dice,

perchè se fussi costì alcuno condottiero ad chi non paressi, voliamo tu

li possa fare intendere quale sia lo animo nostro, et che noi voliamo

unitamente et con le parole et co' fatti la sia favorita.

Et perchè noi non voliamo che si perda punto di tempo, domattina

manderemo costà Giuliano Lapi e Colombino, ad ciò sieno teco, et,

mostroti el disegnio, possiate ordinare quanto sia necessario. Et acciò

intenda qualche particolare, e' si è ragionato che bisognino dumila

opere il dì, et che gli habbino le vanghe et zappe; voliamo pagare

questi huomini ad dieci soldi el dì per ciascuno. Bisogna adunque

pensare se di cotesto paese all'intorno se ne può trarre tanti, perchè

bisognia che siano buoni, pagandogli noi nel modo soprascripto. Et

havendo ragunato così 1000 marraioli, secondo lo adviso di Francesco

Serragli, potrai examinare fra loro quali sieno sufficienti all'opera

soprascripta, et li farai fermare et provedere degli instrumenti

loro; et el resto provedere in quel modo che ti occorrerà meglio. Et

non ti bastando ad adempiere el numero questi luoghi convicini, te ne

andrai ne' luoghi più propinqui; et quando non si potessi el primo dì

cominciare la opera con dumila huomini, voliamo si cominci con quegli

più si può, et così quanto prima si può, adempia el numero decto.

Ragionerai tucte queste cose con Giuliano Lapi, et ti varrai dell'opera

sua per comandare ad quelle cose che in tale factione sono necessarie.

Mena decto Giuliano seco tre o quattro huomini per valersene, et noi

facciamo conto che tu ti vaglia, oltre ad quelli, di Pagolo da Parrano

et altri simili, che fussino in cotesto campo buoni ad essere soldati,

et ad indirizare una simile faccenda. Nè ti scrivereno altro in questa

cosa, ma ci rimettereno ad quello che ad bocca ti discorrerà Giuliano

Lapi. Et el disopra ti si è scripto, acciò che intenda avanti allo

arrivare suo, e' meriti di questa cosa, vi volga l'animo, et ti prepari

ad quella con ogni modo possibile.

Fara' ci scrivere appunto da chi ne ha la cura, quante marre, vanghe,

pale, et libbre d'auti[938] si truovono costì in munitione, et di tucto

ci darai adviso. Potrai cominciare ad fare comandare e' Comuni che

venghino con quelli huomini ti parrà, et un dì, quale tu giudicherai

che si possa, principiare l'opera; et farai che portino seco la metà

vanghe, et l'altra metà meze pale et meze zappe.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 94 / 116 题