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_Lettera dei Dieci ad Antonio Giacomini._ 20 agosto 1504_.[937]
_Antonio Jacomino. Die xx augusti 1504_. — Hiarsera ti si scripse
della deliberatione facta da noi circha el voltare Arno alla Torre
ad Fagiano, et come noi volevamo fare questa factione subito dopo el
guasto, et che per questo egli era necessario che tu pensassi dove,
dato el guasto, stéssi bene el campo, per rendere securo chi lavorerà
ad tale opera. Di nuovo ti replichiamo per questa el medesimo, perchè
tale deliberatione è ferma, et voliamo ad ogni modo che la si metta
innanzi; et però bisognia che oltre allo aiutare tale cosa collo
effecto, la si aiuti _etiam_ colla demostratione. Questo ti si dice,
perchè se fussi costì alcuno condottiero ad chi non paressi, voliamo tu
li possa fare intendere quale sia lo animo nostro, et che noi voliamo
unitamente et con le parole et co' fatti la sia favorita.
Et perchè noi non voliamo che si perda punto di tempo, domattina
manderemo costà Giuliano Lapi e Colombino, ad ciò sieno teco, et,
mostroti el disegnio, possiate ordinare quanto sia necessario. Et acciò
intenda qualche particolare, e' si è ragionato che bisognino dumila
opere il dì, et che gli habbino le vanghe et zappe; voliamo pagare
questi huomini ad dieci soldi el dì per ciascuno. Bisogna adunque
pensare se di cotesto paese all'intorno se ne può trarre tanti, perchè
bisognia che siano buoni, pagandogli noi nel modo soprascripto. Et
havendo ragunato così 1000 marraioli, secondo lo adviso di Francesco
Serragli, potrai examinare fra loro quali sieno sufficienti all'opera
soprascripta, et li farai fermare et provedere degli instrumenti
loro; et el resto provedere in quel modo che ti occorrerà meglio. Et
non ti bastando ad adempiere el numero questi luoghi convicini, te ne
andrai ne' luoghi più propinqui; et quando non si potessi el primo dì
cominciare la opera con dumila huomini, voliamo si cominci con quegli
più si può, et così quanto prima si può, adempia el numero decto.
Ragionerai tucte queste cose con Giuliano Lapi, et ti varrai dell'opera
sua per comandare ad quelle cose che in tale factione sono necessarie.
Mena decto Giuliano seco tre o quattro huomini per valersene, et noi
facciamo conto che tu ti vaglia, oltre ad quelli, di Pagolo da Parrano
et altri simili, che fussino in cotesto campo buoni ad essere soldati,
et ad indirizare una simile faccenda. Nè ti scrivereno altro in questa
cosa, ma ci rimettereno ad quello che ad bocca ti discorrerà Giuliano
Lapi. Et el disopra ti si è scripto, acciò che intenda avanti allo
arrivare suo, e' meriti di questa cosa, vi volga l'animo, et ti prepari
ad quella con ogni modo possibile.
Fara' ci scrivere appunto da chi ne ha la cura, quante marre, vanghe,
pale, et libbre d'auti[938] si truovono costì in munitione, et di tucto
ci darai adviso. Potrai cominciare ad fare comandare e' Comuni che
venghino con quelli huomini ti parrà, et un dì, quale tu giudicherai
che si possa, principiare l'opera; et farai che portino seco la metà
vanghe, et l'altra metà meze pale et meze zappe.