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_Altra lettera dei Dieci allo stesso. — 24 luglio 1502._
_Antonio Thebaldutio, Commissariis in castris. Die 24 (iulii)._ —
Anchora che per la nostra di hieri vi si scrivessi lo animo nostro
circha ad quello ne haveva referito Lorenzo de' Medici della pratica
tenuta fra Ubalt[859] et Vitellozo; nondimancho, veduto quanto ci
scrivete per la vostra di hiarsera circha la medesima praticha, et
quello che Ubalt ha disegnato dire ad Vitellozo et concludere seco,
ci parve necessario di nuovo farvi intendere lo animo nostro, perchè
questa resolutione d'Ubalt, facta ultimamente, ci pare poco discosto da
quello ha referito Lorenzo. Nè veggiamo con che honore della Maestà del
Re o utile nostro la si possa fermare così, sendovi incluse conditioni,
che 'l cardinale Orsino debbe prima parlare ad quella Maestà; perchè
per la parte del Re ogni conditione che si mette nell'appuntamento è
con poco suo honore; et per la parte nostra non veggiamo che sicurtà
ci rechi rimetterci al parlamento del cardinale Orsino, per essere
uno de' capi delli adversarii nostri. Per tanto non ci consentirete
per la parte vostra in alcun modo, se già, come hieri si dixe, non
si levassino tucte le conditioni, et che subito le terre tucte si
rimettessino nelle mani di cotesti capitani, sanza riservo di alcuna
cosa, et che quelli ne havessino ad fare tucto quello ne disponessi
la Maestà del Re, sanza mettervi alcuna conditione o interpositione di
tempo, perchè ad questo modo venemo ad restare solo ad discretione di
quella Maestà, il che ci sarebbe grato per essere sempre suti disposti
riconoscere el bene et il male da quella. Pure, quando voi vedessi
cotesti capitani vòlti ad alcuna cosa contro ad questo nostro disegno
et opinioni, vedrete, sanza consentirvi, di non li alterare; ma li
anderete temporeggiando prudentemente.
Piaceci bene sommamente questa ultima vostra conclusione et resolutione
facta di uscire in campagna, perchè ci veggiamo più beni; el primo,
che Vitellozo si perderà quella reputatione che li ha dato questo
abboccamento; el secondo, che si salverà buona parte di questi grani
di Val di Chiana, che ne vanno tucti in quello di Siena; l'altro, che
voi viverete con più facilità, potendovi provedere da quelli castelli
et terre, che sono pieni di vectovaglie; et oltra queste comodità che
sono certe, potrebbe seguirne dal farsi innanzi molto honore et molto
utile, che la occasione ne potrebbe arrecare per la reputatione che si
adquisterebbe d'essere in compagnia....
Havendo[860] scripto fino qui, ci è suto referito di luogo che noi li
prestiamo fede assai, come Perugia è in arme per esservisi achostato
el duca Valentino colle sue genti, et volere entrare dentro, et li
Perugini non lo volere acceptare; il che quando fussi vero, che lo
crediamo in maggior parte, vi debba dare tanto più animo allo andare
avanti, perchè tucto torna in preiudicio di Vitellozo, per essere una
medesima cosa Giovan Paolo et lui, come sapete.