DOCUMENTO XVII.[858]

(Pag. 370)

_Altra lettera dei Dieci allo stesso. — 24 luglio 1502._

_Antonio Thebaldutio, Commissariis in castris. Die 24 (iulii)._ —

Anchora che per la nostra di hieri vi si scrivessi lo animo nostro

circha ad quello ne haveva referito Lorenzo de' Medici della pratica

tenuta fra Ubalt[859] et Vitellozo; nondimancho, veduto quanto ci

scrivete per la vostra di hiarsera circha la medesima praticha, et

quello che Ubalt ha disegnato dire ad Vitellozo et concludere seco,

ci parve necessario di nuovo farvi intendere lo animo nostro, perchè

questa resolutione d'Ubalt, facta ultimamente, ci pare poco discosto da

quello ha referito Lorenzo. Nè veggiamo con che honore della Maestà del

Re o utile nostro la si possa fermare così, sendovi incluse conditioni,

che 'l cardinale Orsino debbe prima parlare ad quella Maestà; perchè

per la parte del Re ogni conditione che si mette nell'appuntamento è

con poco suo honore; et per la parte nostra non veggiamo che sicurtà

ci rechi rimetterci al parlamento del cardinale Orsino, per essere

uno de' capi delli adversarii nostri. Per tanto non ci consentirete

per la parte vostra in alcun modo, se già, come hieri si dixe, non

si levassino tucte le conditioni, et che subito le terre tucte si

rimettessino nelle mani di cotesti capitani, sanza riservo di alcuna

cosa, et che quelli ne havessino ad fare tucto quello ne disponessi

la Maestà del Re, sanza mettervi alcuna conditione o interpositione di

tempo, perchè ad questo modo venemo ad restare solo ad discretione di

quella Maestà, il che ci sarebbe grato per essere sempre suti disposti

riconoscere el bene et il male da quella. Pure, quando voi vedessi

cotesti capitani vòlti ad alcuna cosa contro ad questo nostro disegno

et opinioni, vedrete, sanza consentirvi, di non li alterare; ma li

anderete temporeggiando prudentemente.

Piaceci bene sommamente questa ultima vostra conclusione et resolutione

facta di uscire in campagna, perchè ci veggiamo più beni; el primo,

che Vitellozo si perderà quella reputatione che li ha dato questo

abboccamento; el secondo, che si salverà buona parte di questi grani

di Val di Chiana, che ne vanno tucti in quello di Siena; l'altro, che

voi viverete con più facilità, potendovi provedere da quelli castelli

et terre, che sono pieni di vectovaglie; et oltra queste comodità che

sono certe, potrebbe seguirne dal farsi innanzi molto honore et molto

utile, che la occasione ne potrebbe arrecare per la reputatione che si

adquisterebbe d'essere in compagnia....

Havendo[860] scripto fino qui, ci è suto referito di luogo che noi li

prestiamo fede assai, come Perugia è in arme per esservisi achostato

el duca Valentino colle sue genti, et volere entrare dentro, et li

Perugini non lo volere acceptare; il che quando fussi vero, che lo

crediamo in maggior parte, vi debba dare tanto più animo allo andare

avanti, perchè tucto torna in preiudicio di Vitellozo, per essere una

medesima cosa Giovan Paolo et lui, come sapete.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 67 / 116 题