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_Lettera dei Dieci al Soderini, cui si partecipa la sua nomina
a Gonfaloniere a vita. — 23 settembre 1502._
_Petro Soderini, ad Arezzo, die quo supra (23 settembre)_. — E' fu
sempre mai giudicato da tutti li huomini che sono chiamati prudenti,
cosa utile et necessaria costituire un capo al governo di questa[862]
Città, el quale potesse mantenere nelli ordini suoi le cose che ancora
non ne fussino uscite, et quelle che ne fussino uscite ridurvele; la
quale opinione è stata tanto favorita dalla industria di buoni,[863]
da' tempi et da la fortuna della Città, che prima e' se ne fece
pubblica deliberatione, et da poi, havendosi ad venire ad lo individuo
della electione, come è piaciuto a Dio (che in vero sua opera la
giudichiamo) è cascata la sorte sopra di te, di che noi tanto più ci
rallegriamo, quanto elli è stato più secondo el desiderio nostro,
conoscendo nelle qualità tue tutte quelle parti che in comuni si
possono immaginare in uno huomo che habbi a tenere tanto segno quanto
è questo. Ringratiamone adunche lo altissimo Dio et la gloriosa sancta
Madre, le intercessioni[864] della quale non sono stati ad noi manco
propitie in questo, che si sieno stati per qualunque altro tempo,
in qualunque altro accidente che habbia auto questa Repubblica. Nè
e' nostri preghi et supplicationi sono stati meno accepti che si
richiegha, et a la fede nostra et alla clementia sua. Rallegriancene
per tanto con tutti e' pretettori di questa Città,[865] con tutto
questo popolo, et con epso teco, pregando l'altissimo Dio che ti sia in
tanto favorevole, che la patria nostra non manchi di questo bene, et di
quelle felicità che la spera con seguitare mediante le opere tue.