DOCUMENTO XV.[853]

(Pag. 370)

_Lettera dei Dieci al Commissario Giacomini Tebalducci. 1º

luglio 1502._

_Commissario generali, Antonio Iacomino. Die prima iulii 1502._ —

Hiarsera ti si scripse quello ci occorreva in risposta di più tua;

haviamo dipoi ricevute l'ultime di hieri, et per quelle inteso cosa

che ci satisfa, et questo è come Anghiari si tiene, et come e' nemici

non lo possono molto sforzare per mancamento di palle, etc. Et havendo

dipoi ricevuto una lettera da M.^re di Volterra,[854] el quale pochi

dì sono mandamo ad Urbino ad el Duca Valentinese, della quale ti

mandamo copia, et per quella intenderai quello che lui giudicha et

advisa delle genti di quello Duca. El quale adviso, quando fussi vero,

ci renderebbe più sicuri, et più facile ci farebbe la recuperatione

delle cose nostre. Ma desidereremmo bene che la perdita di quelle

non fussi maggiore che la si sia suta infino ad qui, ad ciò che si

cominciassi dipoi più facilmente ad racquistare la reputatione, et non

si continuassi in perderla. Et per questo, se si possessi soccorrere

Anghiari o monstrarli qualche speranza di soccorso, ci sarebbe

sopradmodo grato, et tornerebbe molto approposito alle cose nostre: il

che ci fe' più desiderare uno adviso haviamo hauto da huomo prudente,

che ci scrive dalla Pieve ad San Stephano, significandoci prima come

gli Anghiaresi si difendono ingenuamente: et che se si mandassi un

cento cavalli et qualche fante, admonendogli che facessino spalla

ad quelli della Pieve et ad altri del paese, sarebbono per molestare

intanto e' nemici, che sarebbono necessitati levarsi da campo. Et per

questa cagione ci è parso mandarti la presente volando, ad ciò veggha

quello si può fare in questa cosa, et non manchi del possibile. Et

ad noi pare che, havendo hora la gente franzese alle spalle, si possa

governare le cose costì più audacemente, et con più fiducia mettersi

avanti; et però di nuovo ti ricordiamo, se possibile è, se non in

facto, _saltem_ in demostratione, rincorare quelli nostri fedeli

d'Anghiari, sì per dare animo loro ad stare forti, sì _etiam_ per

non lo tòrre ad li altri, et per non dimostrare ad li subditi nostri

che noi li lasciamo in preda et sì vilmente nelle mani d'un semplice

soldato: et di questo ne aspectiamo risposta, et lo effecto se li è

possibile.

Noi attenderemo ad sollecitare e' Franzesi, e' quali fieno ad Sexto

domani ad ogni modo, et di mano in mano li respigneremo secondo che

ad voi occorra o al capitano di epsi, con el quale speriamo di essere

domattina ad Lugo. Scriverete oltre ad di questo ad Poppi, alla Pieve,

et se voi potete, ad Anghiari et al Borgo, confortando, monstrando gli

aiuti propinqui et che presto con loro satisfactione et danno delli

adversarii saremo liberi da ogni molestia. _Bene valete._

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 65 / 116 题