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_Lettera dei Dieci al Commissario Giacomini Tebalducci. 1º
luglio 1502._
_Commissario generali, Antonio Iacomino. Die prima iulii 1502._ —
Hiarsera ti si scripse quello ci occorreva in risposta di più tua;
haviamo dipoi ricevute l'ultime di hieri, et per quelle inteso cosa
che ci satisfa, et questo è come Anghiari si tiene, et come e' nemici
non lo possono molto sforzare per mancamento di palle, etc. Et havendo
dipoi ricevuto una lettera da M.^re di Volterra,[854] el quale pochi
dì sono mandamo ad Urbino ad el Duca Valentinese, della quale ti
mandamo copia, et per quella intenderai quello che lui giudicha et
advisa delle genti di quello Duca. El quale adviso, quando fussi vero,
ci renderebbe più sicuri, et più facile ci farebbe la recuperatione
delle cose nostre. Ma desidereremmo bene che la perdita di quelle
non fussi maggiore che la si sia suta infino ad qui, ad ciò che si
cominciassi dipoi più facilmente ad racquistare la reputatione, et non
si continuassi in perderla. Et per questo, se si possessi soccorrere
Anghiari o monstrarli qualche speranza di soccorso, ci sarebbe
sopradmodo grato, et tornerebbe molto approposito alle cose nostre: il
che ci fe' più desiderare uno adviso haviamo hauto da huomo prudente,
che ci scrive dalla Pieve ad San Stephano, significandoci prima come
gli Anghiaresi si difendono ingenuamente: et che se si mandassi un
cento cavalli et qualche fante, admonendogli che facessino spalla
ad quelli della Pieve et ad altri del paese, sarebbono per molestare
intanto e' nemici, che sarebbono necessitati levarsi da campo. Et per
questa cagione ci è parso mandarti la presente volando, ad ciò veggha
quello si può fare in questa cosa, et non manchi del possibile. Et
ad noi pare che, havendo hora la gente franzese alle spalle, si possa
governare le cose costì più audacemente, et con più fiducia mettersi
avanti; et però di nuovo ti ricordiamo, se possibile è, se non in
facto, _saltem_ in demostratione, rincorare quelli nostri fedeli
d'Anghiari, sì per dare animo loro ad stare forti, sì _etiam_ per
non lo tòrre ad li altri, et per non dimostrare ad li subditi nostri
che noi li lasciamo in preda et sì vilmente nelle mani d'un semplice
soldato: et di questo ne aspectiamo risposta, et lo effecto se li è
possibile.
Noi attenderemo ad sollecitare e' Franzesi, e' quali fieno ad Sexto
domani ad ogni modo, et di mano in mano li respigneremo secondo che
ad voi occorra o al capitano di epsi, con el quale speriamo di essere
domattina ad Lugo. Scriverete oltre ad di questo ad Poppi, alla Pieve,
et se voi potete, ad Anghiari et al Borgo, confortando, monstrando gli
aiuti propinqui et che presto con loro satisfactione et danno delli
adversarii saremo liberi da ogni molestia. _Bene valete._