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_Lettera dei Dieci al Vicario di Scarperia. 7 maggio 1502._
_Iuliano Caffino, Vicario Scarperie. Die vij maii._ — Tu ci hai
scripto più lettere piene di tante exclamationi et tante paure, che
le sarebbono sute troppe havendo el campo intorno, et in terra cento
braccia di muro. Et perchè sappia da quello che tu ti hai ad guardarti,
et quanto habbino ad ire in su e' tuoi sospecti, el campo del
Valentinese è ad Medecina, e' Franzesi se ne sono iti verso Lombardia,
et noi teniamo buona amicitia con el Duca et col Papa. Ma tucti e'
sospetti che si hanno, sono perchè, sendo nel campo del Valentinese
Orsini et Vitegli, pensiamo che, sendo inimici nostri, potrebbero di
furto fare qualche insulto ad qualche nostro luogo, nè si crede che per
altri conti o per altra via possiamo essere offesi. Et sta' di buona
voglia, che non ha ad venire costì campo ordinato et con artiglierie
et altri instrumenti atti ad expugnare una terra come è cotesta; et
se pure e' vi havessino ad venire, l'artiglierie non volano, hanno
ad passare li monti, et per certo noi el doverremo intendere, et
intendendolo, vi provederemo; sì che non è necessario sbigottire a
cotesto modo li subditi nostri, ma confortarli ad stare alla vista et
a' passi, et ricorrere così quando tu li chiamerai, et fare la nocte
qualche guardia, per guardarsi da' facti; et mostrare di essere huomo,
et conoscere di essere in una terra che habbi bisogno del campo ad
perdersi, et non ne andare preso alle grida. Noi ti haviamo voluto dire
questo, acciò che tu ti conforti et conforti e' sudditi nostri, perchè
noi non siamo per abbandonarli, quando tu et loro faranno loro debito,
come speriamo....