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_Lettera dei Dieci di Balìa a Paolo Vitelli, per esortarlo
all'espugnazione di Pisa. — 15 agosto 1499._
_Illustri Capitaneo Paulo Vytello. Die xv augusti 1499._ — Anchorchè
la Signoria Vostra, per mezo de nostri Comissarii, habbi più volte
inteso lo animo et desiderio nostro, et che quella, per la sua innata
affectione verso della nostra Excelsa Repubblica, non habbi bisogno
di essere altrimenti pregata et exortata ad expedire quelle chose
che ci habbino a tornare in utilità et honore maximo; _tamen_ per
lo offitio et debito nostro non vogliamo omettere di scrivere alla
Signoria Vostra, et monstrarle come li infiniti oblighi habbiamo con
seco, e' quali, non sendo necessarii, non rianderemo altrimenti,
richieghono di corroborarsi con questo ultimo della recuperatione
di Pisa, per la quale _potissimum_ li fu concesso lo arbitrio delli
exerciti nostri. Et veramente quando noi pensiamo con noi medesimi
la somma sua virtù, et quanto felice exito habbino auto e' preteriti
sua conati, noi non dubitiamo in alcuno modo di conseguire questa
desiderata victoria. Dall'altra parte, el desiderio che habbiamo di
conseguirla, ci fa stare dubbii assai che la dilatione del tempo non
rechi tale incomodità et disordine seco, che non sia in nostro potere
el ripararvi; nè ci darebbe mancho dispiacere quando tal cosa seguissi
(_quod absit_), l'honore di che si priverrebbe Vostra Illustrissima
Signoria, che lo utile, commodo et sicurtà dello Stato nostro, di
che saremo privati noi, perchè non mancho habbiamo a core la grandeza
sua che la preservatione nostra, di che sappiamo non bisognare farle
altra fede che le opere che si sono facte sino a qui, le quali sempre
si accresceranno con li meriti suoi. Sia adunque Vostra Signoria
contenta et pregata volere prima coronare sè di cotanta victoria quale
è cotesta, con admiratione non solo di tutta Italia, ma di tutto
el mondo; et dipoi, con satisfactione et nostra e di tutto questo
popolo, preso supplicio di cotesti nostri ribelli, ed reintegrati
delle cose nostre, possiamo voltarci a chosa che facci la città nostra
felicissima, et la Signoria Vostra non seconda ad alcuno altro, benchè
antico et famosissimo capitano. A la quale del continuo ci offeriamo.