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_Lettere di Biagio Buonaccorsi a Niccolò Machiavelli in Forlì.
— Luglio 1499._
1[805]
Chiarissimo Niccolò. Benchè dopo la partita vostra di qui non sia
accaduto cosa di molto momento, nè che io reputi degnia di vostra
notitia, _tamen_ non voglio obmectere darvi notitia come le cose vadino
circa la impresa nostra di Pisa, le quali sono cominciate immodo ad
riscaldare, che indubitatamente si può dire habbino ad havere quello
fine che merita una impresa tanto iusta quanta è questa; perchè, come
sapete, Giovanni di Dino tornò di campo, il quale era ito per intendere
a punto l'animo et intentione di quelli Signori, dove si risolveranno,
et circa il danaio volevono loro, et la somma de' fanti et il numero
delle artiglierie et altre cose necessarie a simile expeditione; et
tornò al tucto instructo et benissimo resoluto, et le cose chiese per
parte del Capitano et Governatore sono state tucte approbate, perchè in
vero sono state tanto giuste et tanto honeste, che ciascuno ne è rimaso
contentissimo. Et perchè intendiate ad punto la somma del danaio,
vogliono fra amendua di presente, cioè innanzi alla expugniatione di
Pisa, e' ducati dodicimila di grossi, il che sapete quanto è stato
fuora della intentione di omni uno, che si stimava molto maggiore
somma. Hora la principale cosa era questa, la quale è ferma, le altre
cose sono ordinarie; et di già si è incominciato ad fare li fanti, et
mectere ad ordine tucte le altre cose necessarie, le quali il signore
Capitano vuole che _omnino_ sieno in campo a dì 28 del presente,
che vuole il primo dì d'agosto senza manco accamparsi; et se al dì
disegniato de 28 dì, non saranno le cose ad ordine, che possa uscire ad
campo il dì dallui disegniato, dice non si moverà poi, se non a dì 13
di agosto: sì che qui con omni sollicitudine si attende sieno expedite
il sopradecto dì 28, etc., le quali io stimo certamente saranno, in
modo si sollicitano, che a Dio piaccia.
Qui ci è di nuovo come il Duca di Milano ha richiamato da Roma
Monsignore Ascanio che vadia ad stare in Milano, perchè lui vuole
cavalcare a' confini, et in persona trovarsi in campo. Et benchè noi
non habbiamo più lettere di Francia, per esserci intercepte, etc.,
_tamen_ per le private si intende il Re a dì X di questo essere
arrivato a Lione, et con pompa grandissima: et il transferirsi la
persona del Duca in campo è segnio che la cosa riscalda troppo, come
_etiam_ è da credere.
Da Roma ci è come lo agente del Re Federigo residente quivi, dicendo
al Papa, che bisognava che Sua Santità pensassi ad rimediare alli
disordini di Italia, etc., li espose, lo haveva facto et farebbe;
et decto agente replicò che bisognava uscire de' generali, et che
il suo Re non voleva essere giunto al sonno, et che pareva che Sua
Santità più tosto cercassi la ruina d'Italia che la salute di quella,
con altre parole più ingiuriose. Lui respose reprehendendolo della
poca reverentia che elli usava a Sua Santità, et più oltre che il Re
passerebbe in Italia, in modo sarebbe per opporsi et al Turco et a omni
altro, et expugniare Milano, etc.
Da Vinegia non ci è altro: accadendo, ve ne farò parte, etc.
Scrivendo, sono comparse lettere di là, et in effecto del Turco non si
intende altro, se non grande scorrerìe et prede, per non essere anchora
giunta l'armata, la quale dicono è cosa grandissima, etc.
Io vi conforto ad tornare più presto potete, che lo stare costì non fa
per voi, et qui è uno trabocho di faccende tanto grande, quanto fussi
mai.
Tra lo havere ad scrivere fugiasco, et essere impedito quanto è
possibile, non posso fare mio debito, et altro non mi accade, se non
recomandarmivi, et di nuovo dirvi come le cose di Pisa si sollicitano
quanto più è possibile, ad ciò sieno ad ordine a dì 28, etc. _Bene
valete._
Ex Palatio, die xviiij iulii MCCCCLXXXXVIIII.
_Servitor_ BLASIUS.
_Al suo honorando Niccolò Machiavelli,_
_Dominationis Florentinae Secretario_
_dignissimo._
_Forlivii._
2[806]
Che io non sia adirato, et che sempre mantenga la fede mia, ve ne
faranno buona testimonianza li advisi et de' Turchi et Franzesi, li
quali saranno inclusi nella publica;[807] chè, benchè sia stato un
poco dificile, pure mi parse meglio farlo per via publica che privata,
benchè anchora io _private_ vi advisi di qualche cosetta, et così
mi sforzerò, Niccolò mio, di fare mentre sarete costì. Ma vi fo fede
che se qui fu mai faccende, hora trabochano; sì che, se non fussino
scripte le mia lettere come si richiederebbe, harete patientia, et
voi con la industria et ingegno vostro ne caverete più constructo vi
fia possibile; et quando harò punto di tempo, più vi scriverrò, et più
ad pieno et più distincto, benchè io non credo habbiate ad soprastare
costì molto tempo, che qui è nicistà de' casi vostri.
Et quanto al fuggirmi et venire costà, se havessi voluto fussi
venuto, non bisogniava mi indugiassi ad hora, chè farei fare uno viso
a ser Antonio della Valle,[808] che parrebbe non havessi ritenuto
l'argomento; che se farete a mio modo, recherete assai acqua rosa per
rinvenirlo, che qui non si sente altri che lui; et di già ci ha facto
lavare il capo a' nostri Magnifici Padroni, et da maledecto senno:
che li venga il cacasangue nel forame! Pure la cosa è qui, et quattro
fregagioni hanno assettato omni cosa. In effecto tucti vi desideriamo,
et sopra omni altro il vostro Biagio, il quale a omni hora vi ha in
bocha, et parli omni hora un anno, come non pareva a voi quando lui
era fuori, il che credo habbia ad essere il riscontro di quelli stratiò
lui, etc.[809]
Io non dubito punto che la Ex.^tia di Madonna[810] vi faccia quello
honore, et vi vegga lietamente, come ne scrivete, _maxime_ per più
respecti, li quali al presente non replicherò per non essere tedioso,
chè presto vi verrei ad noia.
A mio iudicio voi havete exequito insino a hora con grande vostro
honore la commissione iniunctavi, di che io ho preso piacere
grandissimo, et di continuo piglio; ad ciò si vegga ci è altri anchora,
che benchè non sia così pratico, non è inferiore a ser Antonio, etc.,
che gonfiava così; sì che seguitate, chè insino ad hora ci havete facto
grande onore.
Io vorrei per il primo,[811] mi mandassi in su uno foglio ritracta la
testa di Madonna, che costì se ne fa pure assai; et se la mandate,
fatene uno ruotolo ad ciò le pieghe non la guastino. Et altro al
presente non mi occorre, se non recomandarmi et offerirmi a voi, etc.
_Bene valete._
Ex Palatio, die xviiij iulii MCCCCLXXXXVIIII.
SERVITOR _Blasius Bona_: CANCEL.
_Al suo honorando Niccolò Machiavelli,_
_Dominationis Florentinae dignissimo_
_Secretario._
_Forlivii._
3[812]
_Spectabilis vir et honorande patrone_, etc. Per le mani di messer
Marcello mi fu presentata una vostra, la quale mi fu nel numero delle
altre cose vostre oltre ad modo grata, come di quello che io amo sopra
tucti li altri di, etc. Et perchè intendiate in che modo ci fu lavato
il capo da' nostri padroni, ad ciò siate anchora advisato de' casi
della Cancelleria, _brevibus accipite_. Ser Antonio, come sapete, è
in omni minima cosa impedito, et non ci sendo noi la mattina così ad
buona hora, et la sera non stando insino alle 3 hore, ne fe' querela
grandissima; donde la mattina, chiamati al conspecto de' Signori,
fumo pure honestamente admoniti, etc. A che fu resposto prima per lo
Alphano, dipoi per il grande ser Raphaello,[813] tanto bestialmente
quanto fussi possibile, benchè fussi lasciato dire ad suo modo. Et
prima dixe,[814] che Loro Signorie havevono preposto a quello officio
uno che haveva poco obligo con la natura, et che non sapeva dove si
era, et che quando fussi conmesso a lui farebbe cose grande, maggiore
di lui; et così molte altre cose et parole più iniuriose, etc., immodo
che lo essere prosumptuoso li è giovato, che a omni hora è chiamato
da' padroni, etc. Et io sono et da Marcello et da omniuno sbattuto,
et stomi _continue_ ad pregare et sollicitare che ne vegniate, chè
ce n'è di bisognio; et _tandem_ io ho voluto giucare il resto con lo
amico, et dectoli lo servirò infino alla tornata vostra, et poi voglio
ritornare al mio luogo, cioè ad scrivere con voi. Et così mi sto da me,
et se non mi è decto, non parlo a persona; in modo s'è adveduto già lo
amico, che mi ha iniuriato et non poco; et questo fu che a una certa
lettera mi vagliò,[815] et comandò non mi fussi decto cosa alcuna, il
che sarà l'ultima volta, perchè mi chiama sei volte inanzi responda;
ma io ho disposto l'animo, et così voglio seguire mentre ci starò. Et
voi conforto ad expedirvi con quanta più presteza si può, chè non è
il facto vostro ad stare costì, di che a bocha vi raguaglierò; così di
molte altre cose, et di Marco anchora, il quale ha sentito molto lodare
le vostre lettere, et omni dì viene ad fiutare et sbottoneggiare; ma vi
possete presummere per certo, li resposi in modo non me ne parla più,
nè me ne parlerà per lo advenire: et credo conoscerete nel fine chi è
stato et è Biagio, et basti. Alla tornata saremo insieme, et potremovi
conferire di quelle cose, pure nostre, che ad scriverle sarebbe lungo,
etc.
Con messer Marcello, circa il respondervi presto, etc., non vi sono più
buono nè voglio essere, sì che cercate altro mezo, et quello potrò fare
io, sapete non sono nè sarò mai per mancare, come a quello al quale
sono sommamente obligato.
Qui ci è di nuovo come il Re ha rotto a Milano, et messer Gianiacopo
ha facto certe scorrerìe, ma non di danno, secondo habbiamo; et il
Re, quanto più vede il Duca[816] prepararsi, tanto più si accende alla
impresa.
Li Svizeri et Alamanni sono venuti a questi dì alle mani, et chi se ne
habbia havuto il meglio, non si può sapere il vero, come vi è noto,
perchè donde viene, se è amico, la fa grassa, et _e converso_: pure
stimiamo per più riscontri li Svizeri havere havuto il meglio.
L'armata del Turco uscì fuora dello strecto, et stimasi vadia ad ferire
ad Napoli di Romanìa: è cosa grande, secondo si intende. Così quella
Signoria[817] ha facto grande preparationi per defendersi, et anchora
ha cominciato ad dare danari alle gente d'arme vuole adoperare in
Lombardia, ad rompere a Milano, che dicono vogliono servare le promesse
al Re, etc. Dio lasci seguire il meglio.
La impresa nostra di Pisa va di bene in meglio, et questi M.^ci S.^ri
non restono nè dì nè nocte di fare le provisioni necessarie et di
danari et di omni altra cosa, et di già hanno ad ordine quasi tucti
li fanti, in modo si stima certo Pisa essere presso che in potestà
di questa M.^ca S.^ria, benchè loro sieno per ancora durissimi, etc.
Ben sapete che ser Philippo Radichi monstrò tanti disegni, che elli
andò Commissario in Lunigiana ad sgallinare,[818] et sovi dire farà il
dovere. _Nec alia._ A voi mi recomando et offero, etc.
Florentie, die xxvij iulii MCCCCLXXXXVIIII.
_Servitor_ B., etc.
_Al suo honorando Niccolò Machiavelli,_
_D. F.^tie Secretario dig._
_Forlivii._