Queste parole svegliarono una dormente — Agnese, la quale, cedendo alla
stanchezza della veglia notturna, aveva preso sonno sopra una seggiola.
Anch’essa era patita; si rizzò in piedi, si stropicciò gli occhi,
vide Corrado, e corse a buttarglisi nelle braccia e come a morderlo
con un bacio selvaggio. Poi si staccò senza dir parola da lui, che,
trasognato, barcollante come un ebbro, ripetè parlando a sè stesso:
«morta!»
— Non ancora! disse Agnese; e andò a sedersi nel suo cantuccio, dove
stette a lungo, cogli occhi stranamente fissi in volto a Corrado,
pallida e silenziosa, viva immagine della sciagura che abitava in
quella cameretta.