Poi lo baciò e gli disse «buon viaggio.»

Il giorno successivo, quando credeva Corrado partito, Agnese se lo vide

venire dinanzi all’improvviso: impallidì.

— Che significa?

— Significa che non parto, che non posso partire; sono stato a dire

_addio_ a Grazietta — sarò pazzo, sarò sciocco, ma credo che la

poveretta mi ami.... ridi pure, sì essa mi ama! ne sono sicuro —

rimango.

Agnese stette un istante dubbiosa, poi, cedendo ad un’improvvisa idea,

pigliò le mani di Corrado nelle proprie, e piantandogli in volto gli

occhi sfavillanti:

— Sì, disse, Grazietta ti ama! — Ebbene.... sarà un’onta di più

nella mia vita, ma non importa — sposala! Credevo che l’amore d’una

cortigiana potesse essere un inciampo — vedo bene che non lo è mai;

sposala, e falla felice — io partirò, andrò lontano perchè non giunga

fino a voi l’ombra della mia vergogna. — Nessuno saprà mai che la

contessa Germinati ha una sorella come me.

Il conte teneva il capo chino a terra, e a queste ultime parole disse,

come parlando fra sè: «Lo sa Filiberto, lo sanno gli amici del circolo,

tutti lo sanno!»

E tacque.

Agnese si era lasciata cadere sopra una seggiola, teneva gli occhi

fissi a terra. Lungo silenzio.

— Parto, disse Corrado.

Uscì. Agnese non si mosse, non sollevò lo sguardo — pareva la statua

della sciagura.

Capelli biondi · 第 38 / 57 题