XXVI.

In cui si vede che gli amici del Circolo sanno sempre tutto.

Quel giorno, andando a far visita alla fanciulla, Corrado trovò

appostato sulla via, cogli occhi fissi nella casetta che biancheggiava

in mezzo al verde dei gelsi e delle acacie, un giovine, un bel giovine,

quasi più alto di lui, snello, ma robusto, dalla faccia schietta

adombrata da poca barba e più da una lieve tinta di melanconia.

Fingendo di non vedere, il signor conte aveva visto tutto ciò ed

indovinato il suo rivale. Egli tirò diritto senza impaccio; l’altro

finse di guardare di qua e di là, ma non si mosse. Nell’atto di sparir

dietro la siepe, Corrado volse il capo e vide che il giovine ignoto

aveva chinato la testa sul petto e non si moveva.

Un quarto d’ora dopo il conte diceva a Grazietta, pigliandole le manine

bianche perchè non gli sfuggisse:

«Signorina, c’è un giovine, un bravo giovine, che le vuol bene, e che

vorrebbe....

Non seppe andare innanzi. La fanciulla provò a svincolare le mani, ma

non le riuscì, e disse, facendosi rossa: «vorrebbe che cosa?....

Allora Corrado ripigliò, con un tremito strano nella voce:

«Signorina, ci è un uomo, un po’ maturo, ma un brav’uomo.... almeno mi

pare — che le vuol tanto bene e che vorrebbe....

Così dicendo, aveva allentato la stretta; la fanciulla ne approfittò

e fuggì via, come un uccelletto. Tornò poi, canticchiando, col volto

illuminato da una segreta gioia; corse pel viale, si cacciò nell’erba,

evitando però di rimaner sola col conte. Costui s’era fatto buio in

volto, seguiva con occhi spenti le movenze della poveretta, evitando

anch’egli di rimaner solo con lei. Poi si accomiatò bruscamente.

E Grazietta, punto sbigottita di quei modi, si buttò nelle braccia

della signora Valentina, dicendo: «quanto sono felice oggi!»

— Davvero! e perchè oggi più d’ieri?

— Non so, balbettò la fanciulla.

Aveva un segreto!

Il giorno successivo, Corrado, mentre attraversava la via, sentì alle

spalle un passo frettoloso e il suo nome pronunziato una volta, due —

era Filiberto.

— È un secolo che non ti si vede, gli disse il giovinotto con un

lievissimo accento di canzonatura, mentre gli stringeva forte la mano;

hai abbandonato gli amici.... già tutti così voi altri....

— Voi altri.... che cosa?

— Voi altri innamorati.... scusa sai?... ripeto quel che si dice, e con

ragione, mi pare — perchè non ci è che l’amore, anzi non ci è che un

amore come il tuo per dar di simili sassate all’amicizia....

— Ah! si sa che io sono innamorato? chiese Corrado, ritrovando il tono

beffardo con cui era solito sgominare le ciancie dei suoi buoni amici.

— Si sa, si sa....

— E si sa che sorta d’amore è il mio?

— Si sa.... si sa tutto; un amore puro, di quelli che si sognano a

sedici anni per una fanciulla, la quale ancora non ne ha diciasette....

Corrado ebbe la forza di sorridere, facendo cenno all’amico di

proseguire.

— La tua innamorata è bionda, questo si sapeva da un pezzo, è bella —

nessuno ti ha mai fatto il torto di dubitarne — ma vi è un guaio.

— Sentiamo il guaio....

— Un grosso guaio.... è una ragazza purissima, per giungere alla quale

bisogna passare per le forche caudine — o tutta la vita o niente....

— Diancine! e allora?

— E allora.... bada.... non sono io che ti calunnio, è il mondo — e

allora tu te la sposi. Felicino è già stato due volte al Municipio per

vedere le pubblicazioni — non ci sono ancora....

— Come! non ci sono ancora?

— Dunque te la sposi, lasci strillare il parentado e ne fai una

contessina magnifica, e te la porti via.... La contessina Grazietta

sarebbe il gioiello delle nostre sale — ma non puoi stare a Milano per

causa di sua sorella....

Il conte non seppe reprimere un atto di stupore; lo dissimulò alla

meglio dicendo:

— Grazietta ha una sorella?

— Pur troppo!.... una sorella niente affatto pura, che si fa

mantenere — una bionda meravigliosa, appartenente alla famiglia delle

_aristocratiche_, come le chiamiamo noi.... Questa bionda meravigliosa

è il punto nero dell’idillio; essa è innamorata pazzamente di te, odia

sua sorella; ci sono state scene di gelosia terribili — di’ un po’ che

tutto questo non è vero?

— È verissimo; ne dubiti forse?

— Io sì, ma il mondo no.... e le nozze quando?

— Fra una settimana.

— E dove andrai a stare?

— In cima ad un monte; ho comperato un castello forte in rovina, lo

faccio rimettere a nuovo senza guastarne l’orrido — ci sarà il suo

ponte levatoio, e un trombettiere per dar l’avviso quando verranno gli

amici..., ci verrai anche tu.... Mi compongo una felicità medioevale;

vedrai, vedrete.... Dove sei diretto?

— Veramente.... in nessun luogo....

— Addio, Filiberto; tante cose a quei cari matti.

E Corrado piantò l’amico, il quale per lo stupore rimase alcuni istanti

nel mezzo della via.

— Signorina, disse Corrado a Grazietta con un’insolita gravità di

modi; ieri mi è sfuggita sul meglio d’una rivelazione, oggi mi deve

ascoltare....

— Una rivelazione?.... balbettò la fanciulla provandosi a sorridere....

— O meglio un’ambasciata.... Prometta di starmi a sentire.

La fanciulla chinò gli occhi a terra e disse con un filo di voce:

«Glielo prometto.»

— Ci è un giovine, un bel giovine, ventiquattro anni al più.... che si

è innamorato di lei e le vuole un mondo di bene.... non l’ha mai visto

lei quel giovine?

Grazietta aveva curvato la testina sul petto — non rispose. E Corrado

coll’accento affannoso:

— Quel bel giovine è anche un bravo artista, laborioso, onesto; vuol

farla felice.... e la domanda in isposa....

Per un istante non trovò più parole....

— Che risponde? disse poi.

E insistè:

— Non bisogna dirgli di no....

E siccome la fanciulla taceva sempre, Corrado, ponendole una mano

sotto il mento per rialzarle il volto, sentì il caldo di due lagrime

silenziose. Si curvò allora a guardarla, ma Grazietta ruppe in un

singhiozzo e fuggì. Il conte appressò la mano alla bocca ed asciugò

colle labbra la traccia di quelle lagrime. Un pezzo stette così,

immobile; poi, obbedendo ad un’improvvisa idea, fuggì, attraversò

molte vie a passo frettoloso, salì le scale note, e giunto alle spalle

d’Agnese: «Eccomi!» disse.

La bella lo guardò nello specchio prima di voltarsi; e a Corrado parve

d’udire questa esclamazione inesplicabile: «Peccato!»

Capelli biondi · 第 35 / 57 题