„ Del nuziale ostel stridon le porte.
„ Chi n'esce? Egli è Azrael, l'Angel di morte. „
_Thalab._
Dopo la sgradevole scena accaduta nel castello, Lucia venne
trasportata nella sua stanza, ove rimase quasi tutto il giorno in uno
stato poco dissimile dalla morte. Parve per vero dire alla domane
ch'ella avesse ricuperate le forze e l'arbitrio sulle proprie
deliberazioni; ma subito si scopersero in essa novelli sintomi che
spaventaron la medesima lady Asthon. Or mostrava una leggerezza e una
giocondità che nemmeno si accordava coll'abituale sua indole e collo
stato in cui si trovava; or cupa e tetra, ricusava di rispondere a
qualunque interrogazione le fosse fatta; talvolta capricciosa,
ostinata ed inquieta, tal altra loquace sì, che non v'era modo di
frenarne il profluvio delle parole; i quai cambiamenti ripetutamente
in uno stesso giorno accadeano. Chiamati i medici, e nulla
comprendendo questi sul genere di tale infermità, l'attribuirono
vagamente ad un'agitazione mentale che avesse per soli rimedj un
esercizio moderato e i passatempi.
Lucia non venne mai in discorso su le cose avvenute nel dì che
sottoscrisse il contratto delle sue nozze con Bucklaw; e sembrò anzi
che la sua memoria non ne avesse conservata traccia veruna, perchè fu
veduta più d'una volta portarsi la mano al collo, come se avesse
cercato il nastro che sua madre ne aveva dianzi staccato: ed era
questo il preludio d'un dei suoi impeti di delirio malinconico, onde
fu intesa più d'una volta esclamare con accento di sorpresa e dolore;
„ Chi dunque ha osato recidere il filo della mia vita? „
Ad onta di tali sintomi, che annunziavano un principio di follìa, e
che doveano far temere per la vita medesima di Lucia, lady Asthon non
rimase meno ferma nei suoi disegni, de' quali non volle si tardasse
per questo l'adempimento. Però non le cagionava lieve imbarazzo la
necessità di salvar le apparenze innanzi a Bucklaw, ben sapendo ella
che se questi si fosse accorto dell'assoluta avversione con cui la
donzella si portava a tali nozze, non avrebbe esitato a rinunziare; e
questa rinunzia le sarebbe sembrata un affronto e un'umiliazione dopo
tutti i tentativi che per condurle a termine aveva operati. Senza
pertanto cambiar nulla quanto al giorno prefisso per celebrarle,
risolvè che in quel giorno sarebbero seguite semprechè Lucia
continuasse a prestarsi passivamente a tutto ciò che le veniva
intimato; e pensò che la mutazione di soggiorno e di stato sociale
sarebbe stato per la giovinetta un rimedio più pronto ed efficace di
quanti espedienti i medici avevano potuto suggerire.
La speranza di dar nuovo lustro alla propria famiglia, e la brama di
procacciarsi in Bucklaw e ne' suoi partigiani e congiunti, un sostegno
contro la fazione del marchese di Athol, furono l'esca, onde ser
Guglielmo approvò tal precipizio di cose, cui forse nemmeno avrebbe
osato opporsi apertamente, se in lui ne fosse stata la brama. Quanto a
Bucklaw e al Colonnello, protestarono che dopo quanto era accaduto
sarebbe stato un disdoro il tardar sol d'un'ora l'istante prefisso
alle nozze, e che tale indugio avrebbe potuto imputarsi a timore
inspirato dalla inaspettata visita, e dalle minacce del sere di
Ravenswood.
É però un dovere di giustizia l'accennare in ordine a ciò, che se
Bucklaw avesse saputo lo stato di salute, o a dir meglio di mente,
della giovine a lui promessa, non avrebbe mai comportato un sì
violento contegno. Ma le usanze scozzesi in quel tempo erano tali, che
durante i giorni precedenti immediatamente alle nozze, gli sposi non
aveano colloquj se non se rari e brevissimi colle loro fidanzate;
circostanza di cui lady Asthon profittò con tanta destrezza, che
Bucklaw nè vide, nè sospettò cosa veruna.
Nel giorno prima delle nozze, tra le variazioni mentali cui soggiaceva
Lucia, la leggerezza più lungamente prevalse; onde trascorse gran
parte della sera ad esaminare, colla curiosità e col diletto che
sarebbero stati addicevoli ad un fanciullo, tutto quanto dovea servire
all'aggiustamento nuziale, così di lei, come di tutti gl'individui di
sua famiglia.
Bellissima fu la mattina di questa memorabil giornata; tutte le
persone invitate alla cerimonia a mano a mano arrivarono, e comunque
vasto fosse il castello, bastava appena per contenerle. Non solamente
i congiunti di ser Guglielmo Asthon, e tutta la numerosa gente dei
Douglas, e gli amici e i parenti di Bucklaw, ma non fuvvi quasi
famiglia distinta di presbiteriani che dimorasse in uno spazio di
cinquanta miglia all'intorno, la quale non volesse partecipare
dell'onor di convenire a tai nozze; perchè tutte le ridette persone
riguardavano sì fatta festa come un trionfo della propria fazione
sopra il lor nemico politico, il marchese di Athol, su cui ricadea in
certo modo l'umiliazione che il suo giovine parente Ravenswood
sofferiva.
Terminata una splendida colezione, che fu imbandita ai convitati,
ciascuno pensò a montare a cavallo per trasferirsi tantosto alla
chiesa. La futura sposa venne condotta nella grande sala dalla madre e
dal suo fratello Enrico. Benchè una tetra malinconia avesse in lei
preso il luogo della non naturale giocondità del dì innanzi, sapendo
ognuno, che in una sì solenne occasione un contegno grave e serio non
è cosa straordinaria in una fanciulla, non vi fu chi a ciò ponesse
mente di sorte alcuna. Aggiungasi, che i suoi occhi pareano
scintillanti, le sue guance animate di vivi colori, oltre quanto erasi
da lungo tempo osservato. La sua naturale avvenenza, l'eleganza del
vestire, lo splendor delle gemme di cui andava coperta, fecero che al
suo comparire si udisse all'intorno di lei un rumor lusinghiero di
lodi, cui non poterono astenersi dal far coro le persone medesime del
suo sesso.
Intantochè la giuliva brigata montava a cavallo, ser Guglielmo chiese
ad Enrico, per qual motivo avesse cinta una spada che apparteneva al
suo fratello militare, e che era sproporzionata per lui. „ Io vi avea
pure, continuò, fatto comperare a bella posta per questa solennità un
piccolo coltello da caccia a Edimburgo. „
„ Non so che ne sia divenuto, rispose Enrico; ogni mia cura per
trovarlo è stata inutile. „
„ Capisco; l'avete nascosto voi medesimo per trarne pretesto ad armarvi
di una spada che sarebbe stata buona per ser Guglielmo Wallace[6]. Ma
non importa; abbiate cura di vostra sorella, e montate a cavallo. „
[6] Uno fra i più celebri eroi della Scozia, vissuto tra il
finire del secolo decimoterzo e l'incominciare del decimoquarto.
Gli obbedì Enrico, e si pose a fianco di Lucia nel centro della
festosa cavalcata. Troppo gli davano da pensare in quel punto e la sua
grande spada, e il suo abito ricamato, e il suo piumato cappello, e il
bel palafreno che cavalcava per la prima volta, perchè potesse badare
ad altra cosa; ma si ricordò in appresso, nè il dimenticò più mai, che
nel prendere la mano della sorella per aiutarla a mettersi a cavallo,
la sentì fredda ed umida, siccome il marmo d'un sepolcro.
Dopo avere ascese colline e attraversate valli, la processione arrivò
finalmente alla chiesa parrocchiale, che ben tosto empierono non
solamente i convitati in numero più di cento e i loro servi, ma i
molti curiosi che la fama di questa festa avea chiamati. Le nozze
vennero celebrate giusta i riti della Chiesa presbiteriana, di cui
Bucklaw avea creduto bene, nè era gran tempo, di abbracciare i dogmi.
Alla porta della chiesa fu fatta una liberale distribuzione di
vettovaglie ai poveri delle vicine parrocchie; il quale incarico era
stato commesso a John Mortsheugh[7], recentemente promosso al
rilevante grado di sagrestano della chiesa parrocchiale di Ravenswood,
impiego che cambiò senza dolersene coll'altro di custode del cimiterio
dell'Eremitaggio.
[7] Ved. pag. 26 di questo tomo.
Sopra una lapide sepolcrale sedeasi la vecchia Ersilia Gourlay, e due
commari di costei, quelle stesse che aveano prestata l'opera loro a
seppellire la cieca Alisa. Stavano queste femmine esaminando la parte
toccata loro nell'accennata distribuzione, e a confrontarla da
invidiose colle parti degli altri.
„ Con tutto il suo abito nero nuovo, quel caro John Mortsheugh, potea
bene usar maggiori riguardi alle sue antiche vicine, Lavinia dicea: A
me non ha dato che cinque aringhe in vece di sei, e non ce n'è una che
abbia cera di valere sei soldi; e questo pezzetto di manzo! scommetto
io che pesa un'oncia meno delle porzioni distribuite agli altri, e non
ci vedo che nervi; ce ne sono anche più nel vostro pezzo, Margherita. „
„ Il mio, rispose la paralitica, è quasi tutt'osso. Se i ricchi han
gusto che i poveri corrano alle lor nozze e ai lor funerali,
dovrebbero almeno regalarli di cose che pagassero un po' meglio il
loro incomodo, dico io! „
„ Credete voi ci facciano questi donativi per amor che ci portino?
soggiunse Ersilia. Credete che importi molto a costoro, se moriamo di
fame o di freddo? Sarebbero indifferenti a regalarne sassi o pane, se
la prima cosa tornasse meglio alla lor vanità, e pretenderebbero da
noi la stessa gratitudine, come se il poco ben che ne fanno derivasse
da bontà di cuore. „
„ É proprio vero, Margherita! „
„ Su via! parliamo d'altro; soggiunse la zoppa Ersilia. Voi che siete
la più vecchia di tutt'e tre, avete mai veduto nozze più splendide? „
„ Non dirò già d'averne vedute di più splendide, ma credo ancora che
non tarderemo a vedere altrettanto splendidi funerali. „
„ E altrettanto io sarei contenta, si fè a dire Lavinia. Noi non
abbiamo obbligo di fare le ipocrite per augurare ogni genere di
prosperità a questi personaggi di grande conto che ci trattano come se
fossimo bestie. Non mi piace far la smorfiosa, e ve lo dico
schiettamente. Un donativo per funerali, mi alletta lo stesso che un
donativo per nozze, e intanto che gli altri piangono, o fanno mostra
di piangere, io canto la mia vecchia canzonetta:
Nel grembiul di panetti un bel paio,
Un soldetto nel salvadanaio;
Poi si dolgano o facciano festa,
Ho in fastidio chi crepa e chi resta „
„ E fate bene, aggiunse la paralitica. Volesse Dio, che ad ogni ridere
per nozze, succedesse un pianger per morti il dì dopo! „
Continuando così ne' lor ragionari le vecchie, terminò la cerimonia, e
ciascuno della nuziale brigata mettea il piè nella staffa del suo
cavallo, quando la zoppa chiedeva ad Ersilia: „ Ditemi un po', come più
vecchia e sapiente di tutte noi, qual sia di tutte quelle garbate
persone quella di cui vedremo più presto i funerali. „
„ Guardate là quella giovinetta tutta splendente d'oro e di gemme, che
aiutano a montare sopra un cavallo bianco, a cui viene appresso un
ragazzo vestito di scarlatto e con una spada più lunga di lui. „
„ Oh Dio! la sposa! gridò Lavinia, che ad onta di avere un cuor di
macigno, non potè difendersi da un primo moto di compassione. La
sposa, voi dite? così giovine, bella, ricca!... e voi credete la sua
ultima ora tanto vicina? „
„ Vicina! La sua cappa da morto le vien fino al collo. Pochi grani di
sabbia rimangono alla sommità del suo oriuolo a polvere, nè è
maraviglia; perchè scendesse più presto non hanno fatto che scoterlo.
Le foglie incominciano ad appassire sugli alberi, ma quella giovinetta
non le vedrà staccate e aggirate in vortici dal vento di S. Martino. „
„ Ersilia, è stata tre mesi nelle vostre mani, e non son io, se per
farle da infermiera non riceveste tre monete d'oro. „
„ Sì, sì, rispose la strega contorcendo la faccia in guisa la più
ributtante; e ser Guglielmo, in premio di essermi sagrificata novanta
notti e altrettanti giorni in compagnia di quella sua sciocchissima
figlia, mi ha promesso una bella camicia rossa, un finimento di
catene, un palo e un barile di pece. Che ne dite di questa bella
gratificazione? Potrebbe con tutta giustizia serbarla per sua moglie. „
„ Ho inteso raccontare, soggiunse Lavinia, che lady Asthon la sappia
più lunga di quanto nessuno s'immagini. „
„ Vedetela là in fondo, Ersilia disse, che fa caracollare la sua grigia
cavalla; esce ora fuor del recinto del cimiterio. É più impastata di
diavoleria quella femmina sola, che nol sono quante streghe hanno
attraversato North-Berwick a chiaro di luna, e cavalcando un manico da
scopa. „
„ Che cosa dite di streghe, vecchie perverse? sclamò Mortsheugh, che
avendo allora terminata la sua distribuzione, udì sonarsi all'orecchio
le ultime tremende parole di Ersilia. Avreste mai fatti sortilegi nel
mio cimiterio per tirar disgrazie addosso ai novelli sposi? Levatevi
di qui, o con un buono staffile vi fo correre più presto di quel che
vorreste. „
„ Eh santo Dio! disse Ersilia. Quanta superbia meniamo per il nostro
bell'abito nero nuovo e per la nostra parrucca ben pettinata, senza
ricordarci più delle fami e delle seti che abbiamo sofferte! E
nondimeno passeremo tutta intera questa notte segando il violino al
castello, in compagnia d'una ventina di saltimbanchi raccolti venti
miglia all'intorno! Ma pregate Dio, che il vostro cantino non si
rompa, John Mortsheugh; non vi dico altro! „
„ Buone persone (così dicendo Mortsheugh, si volgeva a tutti i poveri
che gli stavano appresso) vi chiamo a testimonj dei mali augurj che mi
porta questa vecchiaccia. Se sta notte succede qualche disgrazia al
mio violino, o al padrone del violino, giuraddio! m'avrà scagliato un
sasso che le ricadrà sulla testa, perchè io son l'uomo da denunziarla
al Presbiterato e al Sinodo. Voglio si sappia ch'io sono per metà
ministro, dacchè mi trovo sagrestano di una parrocchia abitata.
Benchè le particolari inclinazioni d'animo di quelle tre malandrine le
allontanassero dal prender parte gioiosa ad un avvenimento che in
apparenza dovea assicurare la felicità a due famiglie, non quindi se
ne conchiuda, che ne' sentimenti delle medesime convenisse il
rimanente di quella plebaglia. Il giubilo anzi parea generale. Lo
sfarzo degli abiti, lo splendor delle gemme, il bell'ordine di una
numerosa cavalcata, e soprattutto l'espettazione delle feste che
apparecchiavansi al castello, ove tutti del contado doveano venire
ammessi, erano altrettante cagioni che produssero su gli animi del
popolo il loro effetto ordinario. Eccheggiava l'aere di viva, ne'
quali i nomi Asthon e Bucklaw confondeansi. Le pistole, gli archibusi,
le carabine che non istavano in ozio, onde non mancasse agli sposi il
così detto _Sparo della Maritata_, annunziavano l'entusiasmo della
folla che circondava e seguiva i primarj personaggi tornando al
castello. Ben v'era qua e là qualche vecchio o qualche vecchia del
paese, i quali sogghignavano di soppiatto all'aspetto di tanta pompa
ad onore di una famiglia, nata ieri, diceano, ma comunque sospirando
in proprio cuore i nobili e antichi Ravenswood, seguivano
cionnullostante il corteggio, adescati dal buon pasto che, così pei
poveri come pei ricchi, si apparecchiava al castello, e a malgrado
delle preoccupazioni de' loro animi, riconoscevano la preminenza
_dell'Anfitrione da cui si desina_[8].
[8] Uno fra i tanti vaghissimi proverbj, cui ha dato origine la
Musa comica dell'immortale Moliere, e dei quali in particolar
modo l'_Anfitrione_ ridonda. Giove trasformatosi per amore di
Alcmena, nel Generale tebano Anfitrione, marito di essa, coglie
il destro, che questi è alla guerra; finge un improvviso
ritorno; e ingannando la donna colle maritali sembianze, ne
ottiene tutto quanto il vero Anfitrione avrebbe ottenuto. Ma
questi arriva effettivamente in tempo che l'Anfitrione falso
aveva ordinato un pranzo. Tutti stanno perplessi per distinguere
quale dei due sia di fatto il padrone di casa. Ma il servo Sosia
esclama:
_Le veritable Amphitryon
Est l'Amphitryon où l'on dine._
Esclamazione non men significante dell'altra, che il comico
francese pone sulle labbra dello stesso Sosia, allorchè
l'Anfitrione dio, manifestandosi con tutta la maestà del padre
degli uomini e degli Dei, promette compensi senza fine
all'Anfitrione uomo, per uno scherzetto che, fatto da un Nume,
diveniva un onore per esso.
_Le seigneur Jupiter sait dorer la pillule._
Così accompagnata da una numerosa comitiva di persone d'ogni età,
d'ogni stato e grado, Lucia rivide il tetto paterno. Bucklaw, usando
del privilegio acquistato colla cerimonia delle nozze già celebrate,
si pose a destra della novella sua sposa; ma poco avvezzo alla
galanteria, pensava piuttosto a farsi scorgere buono scudiere che ad
intertenerla e a corteggiarla; e quindi, taciturni eglino soli, in
mezzo a mille acclamazioni di gioia, al castello pervennero.
Le feste nuziali, siccome è noto, a quei giorni si celebravano con
tale romorosa pubblicità, che il gusto delicato del nostro secolo
fastidirebbe; nè ci accingeremo in questo luogo a descrivere le
profusioni di cui venne largheggiato ai convitati. Gli avanzi della
mensa soprabbondavano tanto al pasto de' servi, che gli avanzi di
questi avanzi bastarono a trattar lautamente gli abitanti di cinque o
sei villaggi all'intorno, pe' quali s'imbandirono tavole e sul
terrazzo, e ne' due cortili del castello. Intantochè i contadini si
davano all'allegrezza in mezzo a molte botti di birra spillate, e
mentre le signore apparecchiavansi al ballo della sera, i commensali
di ser Guglielmo, uniti nella sala del banchetto, reiteravano i loro
brindisi, fra la copia di sceltissimi vini. Dopo essere rimasti a
mensa per lungo tempo, venne un messaggio ad avvertirli, che le
danzatrici si mostravano impazienti del loro arrivo; onde finalmente
si alzarono, e scioltisi delle proprie spade, si trasferirono alla
sala del ballo, che dell'armonia di una lieta musica risonava. Stando
a rigor di etichetta, la sposa avrebbe dovuto dar principio alla
danza, ma lady Asthon fece le scuse per la figlia allegandone
l'infermo stato di salute; e porgendo la mano a Bucklaw, si assunse
tenerne per questa parte le veci.
Ma mentre sollevava con grazia il capo aspettando quel tuono di musica
che doveva esserle segnale per incominciare la danza, rimase attonita
in veggendo un cambiamento seguito in uno degli ornati della sala;
attonita sì che non potè trattenersi dall'esclamare. „ Chi è l'ardito
che ha posto là quel ritratto? „
Tutti gli sguardi nello stesso momento si volsero a quella parte di
muro ove avea fisati gli occhi milady Asthon, e chi era pratico degli
apparati di quella sala, s'avvide che qualcuno avea tolto, dal luogo
in cui trovavasi ancor la mattina, il ritratto di ser Guglielmo, e
postovi in cambio quello di ser Malisio di Ravenswood, il cui
aggrottato sopracciglio, e la corrucciata fisonomia sembravano
minacciare degli effetti di sua vendetta tutti coloro che ivi
trovavansi radunati.
Certamente un tal cambio era stato fatto durante il pranzo, nè altri
se ne avvide prima che le lumiere e i candelabri avessero vinte le
tenebre vespertine di quella sala. Volea il Colonnello che si
facessero immantinente le più accurate indagini per discoprire
l'autore di quanto, a suo avviso, era sfregio gravissimo e alla casa
degli Asthon, e a tutti coloro che in quel momento vi convenivano; ma
più prudente, la madre di lui soggiunse, non potersi accagionare di
tal fatto che un ancella leggiera di mente, la cui immaginazione,
facile a ricevere tetre impressioni, si era forse alterata in udendo i
maravigliosi racconti che la vecchia Ersilia avea narrati in cucina
intorno all'_ultima famiglia_; con questo sol nome lady Asthon solea
indicare la Casa di Ravenswood. Portato finalmente altrove il ritratto
di mal augurio, lady Asthon aperse la danza con tale grazia e dignità,
da autenticare quasi gli encomj tributatili da alcuni vecchi, i quali
pretendevano non esservi nella più recente generazione alcuna
danzatrice, che in cotest'arte le potesse contender la palma.
Terminata questa prima danza, s'avvide però senza maravigliarne, lady
Asthon che la figlia non era più nella sala; e ne andò in traccia, per
timore che il misterioso incidente del cambio de' ritratti avesse
prodotta una sinistra impressione su i nervi della giovine, e per
desiderio di accertarsene, e procurare possibilmente un rimedio al
disordine. Ma convien dire che le apparissero prive di fondamento le
concette paure, poichè di lì a un'ora ricomparve con fisonomia
tranquilla e serena nella sala del ballo, dicendo alcune cose
all'orecchio di Bucklaw, che si allontanò tosto per correre a
raggiunger la sposa.
Continuava il suono festevole degli stromenti, e i danzatori
abbandonavansi alla gioia con tutto l'ardore che inspirano la
giovinezza e la giocondità, quando un acutissimo grido interruppe
d'improvviso la danza e la musica. Regnò immediatamente un profondo
silenzio per tutta la sala. Ciascuno rimase immobile ove trovavasi, ed
essendosi ripetuto il grido, il Colonnello Asthon afferrò un
candelabro, e poichè sembravagli che il grido partisse dalla stanza
assegnata ai due sposi, ne chiese la chiave ad Enrico che come primo
paraninfo delle nozze, la custodiva; poi si trasportò a quella volta,
seguito da ser Guglielmo e da lady Asthon e da una coppia de' più
prossimi parenti della famiglia, intantochè tutta la comitiva
aspettava con impazienza e inquietudine eguale il loro ritorno.
Giunto alla porta della stanza, il Colonnello picchiò all'uscio
chiamando e la sorella e Bucklaw. Un lungo e fievole gemito fu la
risposta sola che ottenne; laonde non esitò ad aprire la porta. Ma un
corpo estranio postole dietro opponea qualche ostacolo, che nondimeno
cedè facilmente al primo sforzo da lui fattosi per aprire. Entrati
nell'appartamento, il primo oggetto che si parò loro innanzi fu il
corpo di Bucklaw steso per terra, e nuotante nel proprio sangue. Tutti
nello stesso tempo mandarono un grido di sorpresa e d'orrore, che
rintronando nella sala portò nuova giunta di terrore ai convitati, e
gl'indusse ad accorrere tutti verso il luogo d'onde il grido era
uscito.
„ Ella lo ha ucciso; disse sommessamente il Colonnello a sua madre.
Cercatela „ Poi sguainando la spada, uscì della stanza, ponendosi
innanzi alla porta, e protestando con giuramento che non avrebbe
conceduto l'ingresso a nessuno, fuorchè al ministro ecclesiastico e ad
un chirurgo che trovavasi nel castello. Si verificò che Bucklaw
respirava tuttavia; ed ebbesi massima sollecitudine nel sollevarlo da
terra e trasportarlo in un altro appartamento, ove i suoi amici il
seguirono per conoscere più sollecitamente il giudizio che sul genere
delle ferite il chirurgo profferirebbe.
Intanto, ser Guglielmo, lady Asthon e i due parenti che gli avevano
accompagnati non vedeano sul letto nuziale Lucia e nè manco a primo
aspetto la scorgeano nella stanza; ned essendovi altra porta fuor
quella d'ond'erano entrati, e che aveano trovata chiusa,
incominciarono a paventare si fosse lanciata dalla finestra. Ma un
d'essi facendo più attente indagini per ogni angolo, osservò qualche
cosa di bianco entro al vano di un grande e antico cammino; ed era la
sciagurata giovinetta giacente, o piuttosto aggruppata in mezzo alle
ceneri a guisa d'un lepre nella sua cova. I capelli di lei
scarmigliati, le vesti lacere e intrise di sangue, gli occhi immobili
e scintillanti, ogni suo lineamento da violenti convulsioni alterato
offerivano i sintomi di un delirio pervenuto al massimo grado. Poichè
s'accorse che l'aveano scoperta, digrignò i denti, mise spaventevoli
grida, e compose in atto minaccevole, e facendo gesti da ossessa, le
mani sue insanguinate.
Fece mestieri di chiamar qualche ancella, perchè senza di ciò, sarebbe
stato impossibile rimoverla spontanea dal ritiro che si era prescelta,
e difficilmente ancora vi si riuscì colla forza. Non avea fino allora
pronunziata una sola parola distintamente articolata, e sol quando
venne trasferita fuor della stanza, sciamò con tuono che potea
egualmente attribuirsi al giubilo di un barbaro trionfo, o alla
espressione di una disperazion forsennata: „ Ebbene! che avete dunque
fatto del marito che mi deste? „ Fu portata in altra stanza, ove molte
donne la seguirono per vegliare sovr'essa, e prestarle gli ufizj al
suo stato addicevoli.
Non vi son tinte assai forti per dipingere la costernazione,
l'angoscia dell'intera famiglia; l'orrore e la confusione che
dominarono nel castello, poichè il luttuoso avvenimento non fu più
ignoto ad alcuno; il furore di cui arsero gli amici e i congiunti di
Bucklaw; le grida di vendetta che misero; le querele che sorsero tra
questi e gli altri della famiglia Asthon, querele che le conseguenze
dei disordini fatti alla mensa rendevano più animate.
Il chirurgo fu la sola persona che giugnesse a farsi ascoltare da
entrambe le parti, rendendo noto che la ferita di Bucklaw, comunque
pericolosissima, non era mortale, ma che tal sarebbe divenuta
inevitabilmente, se si fosse preso il mal espediente di traslocarlo, o
se non si fosse avuta ogni sollecitudine di lasciarlo tranquillo. Tal
decisione ridusse al silenzio quegli amici e partigiani di Bucklaw,
che si ostinavano nel parere di condurre tosto il ferito in uno dei
lor castelli più prossimo a quello di Ravenswood. Pretesero nullameno,
che per una cautela consentanea alla natura delle accadute cose, si
concedesse a quattro di loro il rimanere nel luogo, stato teatro della
sanguinosa scena, e il serbarsi vicina una scorta numerosa e armata di
tutto punto. Alla qual domanda avendo acconsentito ser Guglielmo per
natural timidità, e il Colonnello perchè non potea fare in diversa
guisa, benchè rodesse il freno rabbiosamente, tutti gli altri amici di
Bucklaw, ad onta di una notte oscurissima, si allontanarono dal
castello.
Dopo aver fatta la prima cura alla ferita di Bucklaw, il chirurgo
portò le sue sollecitudini a miss Asthon, che giudicò in imminente
pericolo; e dello stesso avviso si dimostrarono gli altri medici che
vennero tosto chiamati. Dopo avere trascorsa tutta la notte in uno
spaventoso delirio, fu trovata il mattino affatto priva di sensi. I
medici le pronosticarono per la sera una crisi che avrebbe deciso
della sua sorte; e questa crisi di fatto avvenne. Riavutasi dal suo
letargo e, in apparenza, tranquilla, permise che le si cambiassero i
panni da letto; e in quel momento, portandosi la mano al collo come in
cerca del fatal nastro, parve assalita da una moltitudine di crudeli
rimembranze, cui mal poteano reggere le sue forze così fisiche come
morali. Tremende convulsioni si succedettero l'una all'altra; e la
morte le terminò senza ch'ella avesse potuto dire una sola parola atta
a chiarire i motivi o le circostanze della tremenda catastrofe
occorsa.
Il giudice provinciale del distretto, giunto il dì dopo la morte di
miss Asthon per far le indagini del suo ministero in ordine ai
luttuosi avvenimenti seguiti, adempiè i proprj doveri usando ogni
riguardo convenevole ad una famiglia immersa in sì profonda
afflizione. Ma un'unica congettura potè formarsi, vale a dire che
Lucia in un impeto di delirio avesse ferito Bucklaw, perchè nella
stanza nuziale fu trovata l'arme di cui si era valsa, come indicava il
sangue che vi stava rappreso; ed era quest'arme il piccolo coltello da
caccia, stato comperato per Enrico, e che per fatalità, le era
rimasto, quando, il dì prima delle nozze, si era puerilmente
intertenuta ad esaminare gli arredi di tutti gl'individui della sua
famiglia.
S'immaginavano gli amici di Bucklaw, che durante la sua convalescenza,
avrebb'egli medesimo diradate le tenebre da cui era involto questo
avvenimento terribile e misterioso; onde appena fu in istato di
reggere a men brevi colloqui, diverse interrogazioni gli mossero a
tale proposito; ma il suo stato di debolezza gli serviva di pretesto
ad esimersi dal rispondere. E quando poi finalmente potè ritornare a
casa sua, e giudicarsi da ognuno che avea perfettamente ricuperata la
salute, radunò un giorno presso di se le persone d'entrambi i sessi
che in ordine a ciò aveano manifestata più viva curiosità. Ringraziò
in generale tutti della premura mostratagli, egli uomini in
particolare del braccio offertogli per vendicarsi, se fossero state in
lui ragioni per dolersi della famiglia Asthon; indi aggiunse: „ Vi
prego, miei cari amici, a figgervi ben in mente ch'io non ho nè storie
da raccontare, nè ingiurie da vendicare, nè odj da sbramare. Se
pertanto qualche signora m'interrogherà d'ora in poi sugli avvenimenti
di quella notte funesta, non risponderò nulla, ma avrò tale inchiesta
siccome un contrassegno che la interrogatrice desidera interrompere
meco qualsivoglia corrispondenza. Se poi un uomo mi dimostrasse eguale
curiosità, la giudicherò un invito di trovarmi seco a tu per tu dietro
la mura del Parco del Duca, all'aurora del giorno successivo alla
domanda fattami, e spero si regolerà giusta le norme di tale mia
spiegazione. „
La quale spiegazione non abbisognando di comenti, Bucklaw non
soggiacque più a lungo all'importunità d'indiscreti interrogatori. Non
tardò a vedersi, come dalle porte del sepolcro egli fosse tornato più
saggio e prudente di quello che il fosse stato giammai. Si diede ad
una condotta altrettanto regolare quanto per lo innanzi fu dissipata.
Chiuse le porte di casa sua a Craigengelt, non senza però assicurargli
una rendita bastante a difenderlo dalle tentazioni del bisogno. Ma non
valse a costui. In poco tempo perdè tutte le sue sostanze al giuoco;
si collegò con una banda di contrabbandieri; e rimasto prigioniere con
due de' suoi compagni in un assalto a mano armata contro alcune
guardie della dogana, venne, come essi, condannato alla forca; ottenne
però che la sua pena fosse cambiata nell'altra del bando perpetuo,
perchè nel visitarne le armi, rimase provato che non avea mai una
volta sola dato fuoco al polverino del suo archibuso. Di lì a non
molto, Bucklaw abbandonò la Scozia, trasferendosi nel Continente, ove
passò il rimanente della sua vita, senza farsi lecita giammai la
menoma allusione alle circostanze del suo fatal maritaggio.
Molti leggitori troveranno la precedente catastrofe inverisimile e
romanzesca, riguardandola forse come parto dell'immaginazione
stravagante di un autore che sospira rendersi accetto agli amatori di
scene lugubri e terribili; ma chi conosce le particolarità della
storia di Scozia nei giorni a' quali il nostro racconto si riferisce,
ravviserà, ad onta della sollecitudine per noi avutasi di cambiare i
nomi, e in mezzo a diversi incidenti che abbiamo aggiunti, ESSERE
SFORTUNATAMENTE VERISSIMA LA SOSTANZA.