CAPITOLO XII.

„ Del nuziale ostel stridon le porte.

„ Chi n'esce? Egli è Azrael, l'Angel di morte. „

_Thalab._

Dopo la sgradevole scena accaduta nel castello, Lucia venne

trasportata nella sua stanza, ove rimase quasi tutto il giorno in uno

stato poco dissimile dalla morte. Parve per vero dire alla domane

ch'ella avesse ricuperate le forze e l'arbitrio sulle proprie

deliberazioni; ma subito si scopersero in essa novelli sintomi che

spaventaron la medesima lady Asthon. Or mostrava una leggerezza e una

giocondità che nemmeno si accordava coll'abituale sua indole e collo

stato in cui si trovava; or cupa e tetra, ricusava di rispondere a

qualunque interrogazione le fosse fatta; talvolta capricciosa,

ostinata ed inquieta, tal altra loquace sì, che non v'era modo di

frenarne il profluvio delle parole; i quai cambiamenti ripetutamente

in uno stesso giorno accadeano. Chiamati i medici, e nulla

comprendendo questi sul genere di tale infermità, l'attribuirono

vagamente ad un'agitazione mentale che avesse per soli rimedj un

esercizio moderato e i passatempi.

Lucia non venne mai in discorso su le cose avvenute nel dì che

sottoscrisse il contratto delle sue nozze con Bucklaw; e sembrò anzi

che la sua memoria non ne avesse conservata traccia veruna, perchè fu

veduta più d'una volta portarsi la mano al collo, come se avesse

cercato il nastro che sua madre ne aveva dianzi staccato: ed era

questo il preludio d'un dei suoi impeti di delirio malinconico, onde

fu intesa più d'una volta esclamare con accento di sorpresa e dolore;

„ Chi dunque ha osato recidere il filo della mia vita? „

Ad onta di tali sintomi, che annunziavano un principio di follìa, e

che doveano far temere per la vita medesima di Lucia, lady Asthon non

rimase meno ferma nei suoi disegni, de' quali non volle si tardasse

per questo l'adempimento. Però non le cagionava lieve imbarazzo la

necessità di salvar le apparenze innanzi a Bucklaw, ben sapendo ella

che se questi si fosse accorto dell'assoluta avversione con cui la

donzella si portava a tali nozze, non avrebbe esitato a rinunziare; e

questa rinunzia le sarebbe sembrata un affronto e un'umiliazione dopo

tutti i tentativi che per condurle a termine aveva operati. Senza

pertanto cambiar nulla quanto al giorno prefisso per celebrarle,

risolvè che in quel giorno sarebbero seguite semprechè Lucia

continuasse a prestarsi passivamente a tutto ciò che le veniva

intimato; e pensò che la mutazione di soggiorno e di stato sociale

sarebbe stato per la giovinetta un rimedio più pronto ed efficace di

quanti espedienti i medici avevano potuto suggerire.

La speranza di dar nuovo lustro alla propria famiglia, e la brama di

procacciarsi in Bucklaw e ne' suoi partigiani e congiunti, un sostegno

contro la fazione del marchese di Athol, furono l'esca, onde ser

Guglielmo approvò tal precipizio di cose, cui forse nemmeno avrebbe

osato opporsi apertamente, se in lui ne fosse stata la brama. Quanto a

Bucklaw e al Colonnello, protestarono che dopo quanto era accaduto

sarebbe stato un disdoro il tardar sol d'un'ora l'istante prefisso

alle nozze, e che tale indugio avrebbe potuto imputarsi a timore

inspirato dalla inaspettata visita, e dalle minacce del sere di

Ravenswood.

É però un dovere di giustizia l'accennare in ordine a ciò, che se

Bucklaw avesse saputo lo stato di salute, o a dir meglio di mente,

della giovine a lui promessa, non avrebbe mai comportato un sì

violento contegno. Ma le usanze scozzesi in quel tempo erano tali, che

durante i giorni precedenti immediatamente alle nozze, gli sposi non

aveano colloquj se non se rari e brevissimi colle loro fidanzate;

circostanza di cui lady Asthon profittò con tanta destrezza, che

Bucklaw nè vide, nè sospettò cosa veruna.

Nel giorno prima delle nozze, tra le variazioni mentali cui soggiaceva

Lucia, la leggerezza più lungamente prevalse; onde trascorse gran

parte della sera ad esaminare, colla curiosità e col diletto che

sarebbero stati addicevoli ad un fanciullo, tutto quanto dovea servire

all'aggiustamento nuziale, così di lei, come di tutti gl'individui di

sua famiglia.

Bellissima fu la mattina di questa memorabil giornata; tutte le

persone invitate alla cerimonia a mano a mano arrivarono, e comunque

vasto fosse il castello, bastava appena per contenerle. Non solamente

i congiunti di ser Guglielmo Asthon, e tutta la numerosa gente dei

Douglas, e gli amici e i parenti di Bucklaw, ma non fuvvi quasi

famiglia distinta di presbiteriani che dimorasse in uno spazio di

cinquanta miglia all'intorno, la quale non volesse partecipare

dell'onor di convenire a tai nozze; perchè tutte le ridette persone

riguardavano sì fatta festa come un trionfo della propria fazione

sopra il lor nemico politico, il marchese di Athol, su cui ricadea in

certo modo l'umiliazione che il suo giovine parente Ravenswood

sofferiva.

Terminata una splendida colezione, che fu imbandita ai convitati,

ciascuno pensò a montare a cavallo per trasferirsi tantosto alla

chiesa. La futura sposa venne condotta nella grande sala dalla madre e

dal suo fratello Enrico. Benchè una tetra malinconia avesse in lei

preso il luogo della non naturale giocondità del dì innanzi, sapendo

ognuno, che in una sì solenne occasione un contegno grave e serio non

è cosa straordinaria in una fanciulla, non vi fu chi a ciò ponesse

mente di sorte alcuna. Aggiungasi, che i suoi occhi pareano

scintillanti, le sue guance animate di vivi colori, oltre quanto erasi

da lungo tempo osservato. La sua naturale avvenenza, l'eleganza del

vestire, lo splendor delle gemme di cui andava coperta, fecero che al

suo comparire si udisse all'intorno di lei un rumor lusinghiero di

lodi, cui non poterono astenersi dal far coro le persone medesime del

suo sesso.

Intantochè la giuliva brigata montava a cavallo, ser Guglielmo chiese

ad Enrico, per qual motivo avesse cinta una spada che apparteneva al

suo fratello militare, e che era sproporzionata per lui. „ Io vi avea

pure, continuò, fatto comperare a bella posta per questa solennità un

piccolo coltello da caccia a Edimburgo. „

„ Non so che ne sia divenuto, rispose Enrico; ogni mia cura per

trovarlo è stata inutile. „

„ Capisco; l'avete nascosto voi medesimo per trarne pretesto ad armarvi

di una spada che sarebbe stata buona per ser Guglielmo Wallace[6]. Ma

non importa; abbiate cura di vostra sorella, e montate a cavallo. „

[6] Uno fra i più celebri eroi della Scozia, vissuto tra il

finire del secolo decimoterzo e l'incominciare del decimoquarto.

Gli obbedì Enrico, e si pose a fianco di Lucia nel centro della

festosa cavalcata. Troppo gli davano da pensare in quel punto e la sua

grande spada, e il suo abito ricamato, e il suo piumato cappello, e il

bel palafreno che cavalcava per la prima volta, perchè potesse badare

ad altra cosa; ma si ricordò in appresso, nè il dimenticò più mai, che

nel prendere la mano della sorella per aiutarla a mettersi a cavallo,

la sentì fredda ed umida, siccome il marmo d'un sepolcro.

Dopo avere ascese colline e attraversate valli, la processione arrivò

finalmente alla chiesa parrocchiale, che ben tosto empierono non

solamente i convitati in numero più di cento e i loro servi, ma i

molti curiosi che la fama di questa festa avea chiamati. Le nozze

vennero celebrate giusta i riti della Chiesa presbiteriana, di cui

Bucklaw avea creduto bene, nè era gran tempo, di abbracciare i dogmi.

Alla porta della chiesa fu fatta una liberale distribuzione di

vettovaglie ai poveri delle vicine parrocchie; il quale incarico era

stato commesso a John Mortsheugh[7], recentemente promosso al

rilevante grado di sagrestano della chiesa parrocchiale di Ravenswood,

impiego che cambiò senza dolersene coll'altro di custode del cimiterio

dell'Eremitaggio.

[7] Ved. pag. 26 di questo tomo.

Sopra una lapide sepolcrale sedeasi la vecchia Ersilia Gourlay, e due

commari di costei, quelle stesse che aveano prestata l'opera loro a

seppellire la cieca Alisa. Stavano queste femmine esaminando la parte

toccata loro nell'accennata distribuzione, e a confrontarla da

invidiose colle parti degli altri.

„ Con tutto il suo abito nero nuovo, quel caro John Mortsheugh, potea

bene usar maggiori riguardi alle sue antiche vicine, Lavinia dicea: A

me non ha dato che cinque aringhe in vece di sei, e non ce n'è una che

abbia cera di valere sei soldi; e questo pezzetto di manzo! scommetto

io che pesa un'oncia meno delle porzioni distribuite agli altri, e non

ci vedo che nervi; ce ne sono anche più nel vostro pezzo, Margherita. „

„ Il mio, rispose la paralitica, è quasi tutt'osso. Se i ricchi han

gusto che i poveri corrano alle lor nozze e ai lor funerali,

dovrebbero almeno regalarli di cose che pagassero un po' meglio il

loro incomodo, dico io! „

„ Credete voi ci facciano questi donativi per amor che ci portino?

soggiunse Ersilia. Credete che importi molto a costoro, se moriamo di

fame o di freddo? Sarebbero indifferenti a regalarne sassi o pane, se

la prima cosa tornasse meglio alla lor vanità, e pretenderebbero da

noi la stessa gratitudine, come se il poco ben che ne fanno derivasse

da bontà di cuore. „

„ É proprio vero, Margherita! „

„ Su via! parliamo d'altro; soggiunse la zoppa Ersilia. Voi che siete

la più vecchia di tutt'e tre, avete mai veduto nozze più splendide? „

„ Non dirò già d'averne vedute di più splendide, ma credo ancora che

non tarderemo a vedere altrettanto splendidi funerali. „

„ E altrettanto io sarei contenta, si fè a dire Lavinia. Noi non

abbiamo obbligo di fare le ipocrite per augurare ogni genere di

prosperità a questi personaggi di grande conto che ci trattano come se

fossimo bestie. Non mi piace far la smorfiosa, e ve lo dico

schiettamente. Un donativo per funerali, mi alletta lo stesso che un

donativo per nozze, e intanto che gli altri piangono, o fanno mostra

di piangere, io canto la mia vecchia canzonetta:

Nel grembiul di panetti un bel paio,

Un soldetto nel salvadanaio;

Poi si dolgano o facciano festa,

Ho in fastidio chi crepa e chi resta „

„ E fate bene, aggiunse la paralitica. Volesse Dio, che ad ogni ridere

per nozze, succedesse un pianger per morti il dì dopo! „

Continuando così ne' lor ragionari le vecchie, terminò la cerimonia, e

ciascuno della nuziale brigata mettea il piè nella staffa del suo

cavallo, quando la zoppa chiedeva ad Ersilia: „ Ditemi un po', come più

vecchia e sapiente di tutte noi, qual sia di tutte quelle garbate

persone quella di cui vedremo più presto i funerali. „

„ Guardate là quella giovinetta tutta splendente d'oro e di gemme, che

aiutano a montare sopra un cavallo bianco, a cui viene appresso un

ragazzo vestito di scarlatto e con una spada più lunga di lui. „

„ Oh Dio! la sposa! gridò Lavinia, che ad onta di avere un cuor di

macigno, non potè difendersi da un primo moto di compassione. La

sposa, voi dite? così giovine, bella, ricca!... e voi credete la sua

ultima ora tanto vicina? „

„ Vicina! La sua cappa da morto le vien fino al collo. Pochi grani di

sabbia rimangono alla sommità del suo oriuolo a polvere, nè è

maraviglia; perchè scendesse più presto non hanno fatto che scoterlo.

Le foglie incominciano ad appassire sugli alberi, ma quella giovinetta

non le vedrà staccate e aggirate in vortici dal vento di S. Martino. „

„ Ersilia, è stata tre mesi nelle vostre mani, e non son io, se per

farle da infermiera non riceveste tre monete d'oro. „

„ Sì, sì, rispose la strega contorcendo la faccia in guisa la più

ributtante; e ser Guglielmo, in premio di essermi sagrificata novanta

notti e altrettanti giorni in compagnia di quella sua sciocchissima

figlia, mi ha promesso una bella camicia rossa, un finimento di

catene, un palo e un barile di pece. Che ne dite di questa bella

gratificazione? Potrebbe con tutta giustizia serbarla per sua moglie. „

„ Ho inteso raccontare, soggiunse Lavinia, che lady Asthon la sappia

più lunga di quanto nessuno s'immagini. „

„ Vedetela là in fondo, Ersilia disse, che fa caracollare la sua grigia

cavalla; esce ora fuor del recinto del cimiterio. É più impastata di

diavoleria quella femmina sola, che nol sono quante streghe hanno

attraversato North-Berwick a chiaro di luna, e cavalcando un manico da

scopa. „

„ Che cosa dite di streghe, vecchie perverse? sclamò Mortsheugh, che

avendo allora terminata la sua distribuzione, udì sonarsi all'orecchio

le ultime tremende parole di Ersilia. Avreste mai fatti sortilegi nel

mio cimiterio per tirar disgrazie addosso ai novelli sposi? Levatevi

di qui, o con un buono staffile vi fo correre più presto di quel che

vorreste. „

„ Eh santo Dio! disse Ersilia. Quanta superbia meniamo per il nostro

bell'abito nero nuovo e per la nostra parrucca ben pettinata, senza

ricordarci più delle fami e delle seti che abbiamo sofferte! E

nondimeno passeremo tutta intera questa notte segando il violino al

castello, in compagnia d'una ventina di saltimbanchi raccolti venti

miglia all'intorno! Ma pregate Dio, che il vostro cantino non si

rompa, John Mortsheugh; non vi dico altro! „

„ Buone persone (così dicendo Mortsheugh, si volgeva a tutti i poveri

che gli stavano appresso) vi chiamo a testimonj dei mali augurj che mi

porta questa vecchiaccia. Se sta notte succede qualche disgrazia al

mio violino, o al padrone del violino, giuraddio! m'avrà scagliato un

sasso che le ricadrà sulla testa, perchè io son l'uomo da denunziarla

al Presbiterato e al Sinodo. Voglio si sappia ch'io sono per metà

ministro, dacchè mi trovo sagrestano di una parrocchia abitata.

Benchè le particolari inclinazioni d'animo di quelle tre malandrine le

allontanassero dal prender parte gioiosa ad un avvenimento che in

apparenza dovea assicurare la felicità a due famiglie, non quindi se

ne conchiuda, che ne' sentimenti delle medesime convenisse il

rimanente di quella plebaglia. Il giubilo anzi parea generale. Lo

sfarzo degli abiti, lo splendor delle gemme, il bell'ordine di una

numerosa cavalcata, e soprattutto l'espettazione delle feste che

apparecchiavansi al castello, ove tutti del contado doveano venire

ammessi, erano altrettante cagioni che produssero su gli animi del

popolo il loro effetto ordinario. Eccheggiava l'aere di viva, ne'

quali i nomi Asthon e Bucklaw confondeansi. Le pistole, gli archibusi,

le carabine che non istavano in ozio, onde non mancasse agli sposi il

così detto _Sparo della Maritata_, annunziavano l'entusiasmo della

folla che circondava e seguiva i primarj personaggi tornando al

castello. Ben v'era qua e là qualche vecchio o qualche vecchia del

paese, i quali sogghignavano di soppiatto all'aspetto di tanta pompa

ad onore di una famiglia, nata ieri, diceano, ma comunque sospirando

in proprio cuore i nobili e antichi Ravenswood, seguivano

cionnullostante il corteggio, adescati dal buon pasto che, così pei

poveri come pei ricchi, si apparecchiava al castello, e a malgrado

delle preoccupazioni de' loro animi, riconoscevano la preminenza

_dell'Anfitrione da cui si desina_[8].

[8] Uno fra i tanti vaghissimi proverbj, cui ha dato origine la

Musa comica dell'immortale Moliere, e dei quali in particolar

modo l'_Anfitrione_ ridonda. Giove trasformatosi per amore di

Alcmena, nel Generale tebano Anfitrione, marito di essa, coglie

il destro, che questi è alla guerra; finge un improvviso

ritorno; e ingannando la donna colle maritali sembianze, ne

ottiene tutto quanto il vero Anfitrione avrebbe ottenuto. Ma

questi arriva effettivamente in tempo che l'Anfitrione falso

aveva ordinato un pranzo. Tutti stanno perplessi per distinguere

quale dei due sia di fatto il padrone di casa. Ma il servo Sosia

esclama:

_Le veritable Amphitryon

Est l'Amphitryon où l'on dine._

Esclamazione non men significante dell'altra, che il comico

francese pone sulle labbra dello stesso Sosia, allorchè

l'Anfitrione dio, manifestandosi con tutta la maestà del padre

degli uomini e degli Dei, promette compensi senza fine

all'Anfitrione uomo, per uno scherzetto che, fatto da un Nume,

diveniva un onore per esso.

_Le seigneur Jupiter sait dorer la pillule._

Così accompagnata da una numerosa comitiva di persone d'ogni età,

d'ogni stato e grado, Lucia rivide il tetto paterno. Bucklaw, usando

del privilegio acquistato colla cerimonia delle nozze già celebrate,

si pose a destra della novella sua sposa; ma poco avvezzo alla

galanteria, pensava piuttosto a farsi scorgere buono scudiere che ad

intertenerla e a corteggiarla; e quindi, taciturni eglino soli, in

mezzo a mille acclamazioni di gioia, al castello pervennero.

Le feste nuziali, siccome è noto, a quei giorni si celebravano con

tale romorosa pubblicità, che il gusto delicato del nostro secolo

fastidirebbe; nè ci accingeremo in questo luogo a descrivere le

profusioni di cui venne largheggiato ai convitati. Gli avanzi della

mensa soprabbondavano tanto al pasto de' servi, che gli avanzi di

questi avanzi bastarono a trattar lautamente gli abitanti di cinque o

sei villaggi all'intorno, pe' quali s'imbandirono tavole e sul

terrazzo, e ne' due cortili del castello. Intantochè i contadini si

davano all'allegrezza in mezzo a molte botti di birra spillate, e

mentre le signore apparecchiavansi al ballo della sera, i commensali

di ser Guglielmo, uniti nella sala del banchetto, reiteravano i loro

brindisi, fra la copia di sceltissimi vini. Dopo essere rimasti a

mensa per lungo tempo, venne un messaggio ad avvertirli, che le

danzatrici si mostravano impazienti del loro arrivo; onde finalmente

si alzarono, e scioltisi delle proprie spade, si trasferirono alla

sala del ballo, che dell'armonia di una lieta musica risonava. Stando

a rigor di etichetta, la sposa avrebbe dovuto dar principio alla

danza, ma lady Asthon fece le scuse per la figlia allegandone

l'infermo stato di salute; e porgendo la mano a Bucklaw, si assunse

tenerne per questa parte le veci.

Ma mentre sollevava con grazia il capo aspettando quel tuono di musica

che doveva esserle segnale per incominciare la danza, rimase attonita

in veggendo un cambiamento seguito in uno degli ornati della sala;

attonita sì che non potè trattenersi dall'esclamare. „ Chi è l'ardito

che ha posto là quel ritratto? „

Tutti gli sguardi nello stesso momento si volsero a quella parte di

muro ove avea fisati gli occhi milady Asthon, e chi era pratico degli

apparati di quella sala, s'avvide che qualcuno avea tolto, dal luogo

in cui trovavasi ancor la mattina, il ritratto di ser Guglielmo, e

postovi in cambio quello di ser Malisio di Ravenswood, il cui

aggrottato sopracciglio, e la corrucciata fisonomia sembravano

minacciare degli effetti di sua vendetta tutti coloro che ivi

trovavansi radunati.

Certamente un tal cambio era stato fatto durante il pranzo, nè altri

se ne avvide prima che le lumiere e i candelabri avessero vinte le

tenebre vespertine di quella sala. Volea il Colonnello che si

facessero immantinente le più accurate indagini per discoprire

l'autore di quanto, a suo avviso, era sfregio gravissimo e alla casa

degli Asthon, e a tutti coloro che in quel momento vi convenivano; ma

più prudente, la madre di lui soggiunse, non potersi accagionare di

tal fatto che un ancella leggiera di mente, la cui immaginazione,

facile a ricevere tetre impressioni, si era forse alterata in udendo i

maravigliosi racconti che la vecchia Ersilia avea narrati in cucina

intorno all'_ultima famiglia_; con questo sol nome lady Asthon solea

indicare la Casa di Ravenswood. Portato finalmente altrove il ritratto

di mal augurio, lady Asthon aperse la danza con tale grazia e dignità,

da autenticare quasi gli encomj tributatili da alcuni vecchi, i quali

pretendevano non esservi nella più recente generazione alcuna

danzatrice, che in cotest'arte le potesse contender la palma.

Terminata questa prima danza, s'avvide però senza maravigliarne, lady

Asthon che la figlia non era più nella sala; e ne andò in traccia, per

timore che il misterioso incidente del cambio de' ritratti avesse

prodotta una sinistra impressione su i nervi della giovine, e per

desiderio di accertarsene, e procurare possibilmente un rimedio al

disordine. Ma convien dire che le apparissero prive di fondamento le

concette paure, poichè di lì a un'ora ricomparve con fisonomia

tranquilla e serena nella sala del ballo, dicendo alcune cose

all'orecchio di Bucklaw, che si allontanò tosto per correre a

raggiunger la sposa.

Continuava il suono festevole degli stromenti, e i danzatori

abbandonavansi alla gioia con tutto l'ardore che inspirano la

giovinezza e la giocondità, quando un acutissimo grido interruppe

d'improvviso la danza e la musica. Regnò immediatamente un profondo

silenzio per tutta la sala. Ciascuno rimase immobile ove trovavasi, ed

essendosi ripetuto il grido, il Colonnello Asthon afferrò un

candelabro, e poichè sembravagli che il grido partisse dalla stanza

assegnata ai due sposi, ne chiese la chiave ad Enrico che come primo

paraninfo delle nozze, la custodiva; poi si trasportò a quella volta,

seguito da ser Guglielmo e da lady Asthon e da una coppia de' più

prossimi parenti della famiglia, intantochè tutta la comitiva

aspettava con impazienza e inquietudine eguale il loro ritorno.

Giunto alla porta della stanza, il Colonnello picchiò all'uscio

chiamando e la sorella e Bucklaw. Un lungo e fievole gemito fu la

risposta sola che ottenne; laonde non esitò ad aprire la porta. Ma un

corpo estranio postole dietro opponea qualche ostacolo, che nondimeno

cedè facilmente al primo sforzo da lui fattosi per aprire. Entrati

nell'appartamento, il primo oggetto che si parò loro innanzi fu il

corpo di Bucklaw steso per terra, e nuotante nel proprio sangue. Tutti

nello stesso tempo mandarono un grido di sorpresa e d'orrore, che

rintronando nella sala portò nuova giunta di terrore ai convitati, e

gl'indusse ad accorrere tutti verso il luogo d'onde il grido era

uscito.

„ Ella lo ha ucciso; disse sommessamente il Colonnello a sua madre.

Cercatela „ Poi sguainando la spada, uscì della stanza, ponendosi

innanzi alla porta, e protestando con giuramento che non avrebbe

conceduto l'ingresso a nessuno, fuorchè al ministro ecclesiastico e ad

un chirurgo che trovavasi nel castello. Si verificò che Bucklaw

respirava tuttavia; ed ebbesi massima sollecitudine nel sollevarlo da

terra e trasportarlo in un altro appartamento, ove i suoi amici il

seguirono per conoscere più sollecitamente il giudizio che sul genere

delle ferite il chirurgo profferirebbe.

Intanto, ser Guglielmo, lady Asthon e i due parenti che gli avevano

accompagnati non vedeano sul letto nuziale Lucia e nè manco a primo

aspetto la scorgeano nella stanza; ned essendovi altra porta fuor

quella d'ond'erano entrati, e che aveano trovata chiusa,

incominciarono a paventare si fosse lanciata dalla finestra. Ma un

d'essi facendo più attente indagini per ogni angolo, osservò qualche

cosa di bianco entro al vano di un grande e antico cammino; ed era la

sciagurata giovinetta giacente, o piuttosto aggruppata in mezzo alle

ceneri a guisa d'un lepre nella sua cova. I capelli di lei

scarmigliati, le vesti lacere e intrise di sangue, gli occhi immobili

e scintillanti, ogni suo lineamento da violenti convulsioni alterato

offerivano i sintomi di un delirio pervenuto al massimo grado. Poichè

s'accorse che l'aveano scoperta, digrignò i denti, mise spaventevoli

grida, e compose in atto minaccevole, e facendo gesti da ossessa, le

mani sue insanguinate.

Fece mestieri di chiamar qualche ancella, perchè senza di ciò, sarebbe

stato impossibile rimoverla spontanea dal ritiro che si era prescelta,

e difficilmente ancora vi si riuscì colla forza. Non avea fino allora

pronunziata una sola parola distintamente articolata, e sol quando

venne trasferita fuor della stanza, sciamò con tuono che potea

egualmente attribuirsi al giubilo di un barbaro trionfo, o alla

espressione di una disperazion forsennata: „ Ebbene! che avete dunque

fatto del marito che mi deste? „ Fu portata in altra stanza, ove molte

donne la seguirono per vegliare sovr'essa, e prestarle gli ufizj al

suo stato addicevoli.

Non vi son tinte assai forti per dipingere la costernazione,

l'angoscia dell'intera famiglia; l'orrore e la confusione che

dominarono nel castello, poichè il luttuoso avvenimento non fu più

ignoto ad alcuno; il furore di cui arsero gli amici e i congiunti di

Bucklaw; le grida di vendetta che misero; le querele che sorsero tra

questi e gli altri della famiglia Asthon, querele che le conseguenze

dei disordini fatti alla mensa rendevano più animate.

Il chirurgo fu la sola persona che giugnesse a farsi ascoltare da

entrambe le parti, rendendo noto che la ferita di Bucklaw, comunque

pericolosissima, non era mortale, ma che tal sarebbe divenuta

inevitabilmente, se si fosse preso il mal espediente di traslocarlo, o

se non si fosse avuta ogni sollecitudine di lasciarlo tranquillo. Tal

decisione ridusse al silenzio quegli amici e partigiani di Bucklaw,

che si ostinavano nel parere di condurre tosto il ferito in uno dei

lor castelli più prossimo a quello di Ravenswood. Pretesero nullameno,

che per una cautela consentanea alla natura delle accadute cose, si

concedesse a quattro di loro il rimanere nel luogo, stato teatro della

sanguinosa scena, e il serbarsi vicina una scorta numerosa e armata di

tutto punto. Alla qual domanda avendo acconsentito ser Guglielmo per

natural timidità, e il Colonnello perchè non potea fare in diversa

guisa, benchè rodesse il freno rabbiosamente, tutti gli altri amici di

Bucklaw, ad onta di una notte oscurissima, si allontanarono dal

castello.

Dopo aver fatta la prima cura alla ferita di Bucklaw, il chirurgo

portò le sue sollecitudini a miss Asthon, che giudicò in imminente

pericolo; e dello stesso avviso si dimostrarono gli altri medici che

vennero tosto chiamati. Dopo avere trascorsa tutta la notte in uno

spaventoso delirio, fu trovata il mattino affatto priva di sensi. I

medici le pronosticarono per la sera una crisi che avrebbe deciso

della sua sorte; e questa crisi di fatto avvenne. Riavutasi dal suo

letargo e, in apparenza, tranquilla, permise che le si cambiassero i

panni da letto; e in quel momento, portandosi la mano al collo come in

cerca del fatal nastro, parve assalita da una moltitudine di crudeli

rimembranze, cui mal poteano reggere le sue forze così fisiche come

morali. Tremende convulsioni si succedettero l'una all'altra; e la

morte le terminò senza ch'ella avesse potuto dire una sola parola atta

a chiarire i motivi o le circostanze della tremenda catastrofe

occorsa.

Il giudice provinciale del distretto, giunto il dì dopo la morte di

miss Asthon per far le indagini del suo ministero in ordine ai

luttuosi avvenimenti seguiti, adempiè i proprj doveri usando ogni

riguardo convenevole ad una famiglia immersa in sì profonda

afflizione. Ma un'unica congettura potè formarsi, vale a dire che

Lucia in un impeto di delirio avesse ferito Bucklaw, perchè nella

stanza nuziale fu trovata l'arme di cui si era valsa, come indicava il

sangue che vi stava rappreso; ed era quest'arme il piccolo coltello da

caccia, stato comperato per Enrico, e che per fatalità, le era

rimasto, quando, il dì prima delle nozze, si era puerilmente

intertenuta ad esaminare gli arredi di tutti gl'individui della sua

famiglia.

S'immaginavano gli amici di Bucklaw, che durante la sua convalescenza,

avrebb'egli medesimo diradate le tenebre da cui era involto questo

avvenimento terribile e misterioso; onde appena fu in istato di

reggere a men brevi colloqui, diverse interrogazioni gli mossero a

tale proposito; ma il suo stato di debolezza gli serviva di pretesto

ad esimersi dal rispondere. E quando poi finalmente potè ritornare a

casa sua, e giudicarsi da ognuno che avea perfettamente ricuperata la

salute, radunò un giorno presso di se le persone d'entrambi i sessi

che in ordine a ciò aveano manifestata più viva curiosità. Ringraziò

in generale tutti della premura mostratagli, egli uomini in

particolare del braccio offertogli per vendicarsi, se fossero state in

lui ragioni per dolersi della famiglia Asthon; indi aggiunse: „ Vi

prego, miei cari amici, a figgervi ben in mente ch'io non ho nè storie

da raccontare, nè ingiurie da vendicare, nè odj da sbramare. Se

pertanto qualche signora m'interrogherà d'ora in poi sugli avvenimenti

di quella notte funesta, non risponderò nulla, ma avrò tale inchiesta

siccome un contrassegno che la interrogatrice desidera interrompere

meco qualsivoglia corrispondenza. Se poi un uomo mi dimostrasse eguale

curiosità, la giudicherò un invito di trovarmi seco a tu per tu dietro

la mura del Parco del Duca, all'aurora del giorno successivo alla

domanda fattami, e spero si regolerà giusta le norme di tale mia

spiegazione. „

La quale spiegazione non abbisognando di comenti, Bucklaw non

soggiacque più a lungo all'importunità d'indiscreti interrogatori. Non

tardò a vedersi, come dalle porte del sepolcro egli fosse tornato più

saggio e prudente di quello che il fosse stato giammai. Si diede ad

una condotta altrettanto regolare quanto per lo innanzi fu dissipata.

Chiuse le porte di casa sua a Craigengelt, non senza però assicurargli

una rendita bastante a difenderlo dalle tentazioni del bisogno. Ma non

valse a costui. In poco tempo perdè tutte le sue sostanze al giuoco;

si collegò con una banda di contrabbandieri; e rimasto prigioniere con

due de' suoi compagni in un assalto a mano armata contro alcune

guardie della dogana, venne, come essi, condannato alla forca; ottenne

però che la sua pena fosse cambiata nell'altra del bando perpetuo,

perchè nel visitarne le armi, rimase provato che non avea mai una

volta sola dato fuoco al polverino del suo archibuso. Di lì a non

molto, Bucklaw abbandonò la Scozia, trasferendosi nel Continente, ove

passò il rimanente della sua vita, senza farsi lecita giammai la

menoma allusione alle circostanze del suo fatal maritaggio.

Molti leggitori troveranno la precedente catastrofe inverisimile e

romanzesca, riguardandola forse come parto dell'immaginazione

stravagante di un autore che sospira rendersi accetto agli amatori di

scene lugubri e terribili; ma chi conosce le particolarità della

storia di Scozia nei giorni a' quali il nostro racconto si riferisce,

ravviserà, ad onta della sollecitudine per noi avutasi di cambiare i

nomi, e in mezzo a diversi incidenti che abbiamo aggiunti, ESSERE

SFORTUNATAMENTE VERISSIMA LA SOSTANZA.

La promessa sposa di Lammermoor, Tomo 3 (of 3) · 第 15 / 18 题