CAPITOLO XIII.

Or se non piangi, di che pianger suoli?

_Dante._

Se abbiamo anticipato il corso degli avvenimenti, il facemmo,

affinchè, accennato il risanamento di Bucklaw e quanto accadde di lui

in appresso, non ci occorresse verun soggetto d'interruzione nel far

noti gli altri avvenimenti che seguirono la morte dell'infelice Lucia.

La lugubre cerimonia di consegnarne le mortali spoglie alla terra fu

adempiuta per tempo, in una mattina d'autunno carica di nebbia,

tacitamente e con quanta minor pompa era possibile. Picciolo drappello

di sol prossimissimi parenti ne accompagnò il corpo in quella chiesa

medesima, ove pochi dì innanzi era stata scortata da un corteggio sì

splendido e numeroso, benchè non più libera di se stessa in allora di

quel che il fosse in questo lugubre momento la sua fredda salma.

Un'ala della ridetta chiesa era stata da ser Guglielmo assegnata al

sepolcro delle persone di sua famiglia; nè presagiva al certo che la

sua misera figlia sarebbe stata la prima ad entrarvi. Ad una urna, ove

non furono incisi nè il nome della defunta, nè la data della morte,

vennero consegnati, per convertirsi in polvere, i mortali avanzi della

più amabile, soave, innocente fra le giovinette, sebbene rea di un

delitto, da attribuirsi unicamente a un delirio prodotto dalla sequela

di persecuzioni, alle quali soggiacque.

Intanto che procedeasi a darle sepoltura entro la chiesa, le tre

Sibille, benchè si fosse scelta un'ora non ordinaria a tali cerimonie,

simili agli avoltoi che attrae l'odor de' cadaveri, stavansi sedute

sulla stessa pietra sepolcrale che avevano occupata il dì delle nozze.

„ Ebbene, diceva Ersilia Gourlay, non ve l'avea predetto io che a

quelle bellissime nozze terrebbe dietro un bel funerale? „

„ Io non ci vedo niente di bello, rispose in tuon di scontento Lavinia;

non sono stati distribuiti nè viveri, nè bevande. Una miserabile

moneta da dodici soldi che è stata donata ai poveri, ecco tutto! Valea

ben l'incomodo di venir da lontano questa minuzia! „

„ Tacete là, sciocca! riprese a dire Ersilia. Tutto quanto mi si fosse

potuto donare, mi avrebbe rallegrato meno di questo momento di

vendetta. Eccoli lì quei che ballavano e cantavano quattro dì fa!

Adesso portano la testa bassa, e non son più allegri di quelli che

costoro disprezzano. Lucevano d'oro e di gemme; vedeteli neri come

corvi! E quella cara miss Lucia, tanto superba, che facea smorfie, se

una buona donna le si avvicinava! ora in avanti un rospo potrà

mettersi impunemente sul suo sepolcro, e gracidare a suo bell'agio

senza ch'ella se ne lamenti. E ser Guglielmo colla sua camicia rossa,

le sue catene e il suo palo! Domandi ora a sua moglie, se ella si

sente o no divorato il cuore da tutti i fuochi dell'inferno? „

„ É dunque vero, chiese la paralitica, che la sposa fu tirata giù dal

letto e condotta per il cammino dai maligni spiriti che colle loro

branche graffiarono il volto e il petto della maritata? „

„ Che v'importa, Margarita? Ersilia rispose. Quanto posso dirvi è che

questa faccenda non può stare nell'ordine naturale delle cose, e lo

sanno bene al castello! „

„ Ma poichè siete sì bene istrutta, soggiunse Lavinia, contatene

dunque, se sia vero che il ritratto di ser Malisio Ravenswood si

calasse senz'aiuto umano, nella sala, empiendo di confusione e di

terrore gli astanti. „

„ No, no; non ci andò senz'aiuto, e so io benissimo chi ve lo ha posto.

Fu un avvertimento a quegli orgogliosi che riceverebbero ben presto un

gastigo. Ma non è anche finita! Han da vedere altre cose; lo predìco

io. Vedete voi entrar nella chiesa, a due a due, in gramaglia e coi

veli a lutto, dodici persone? „

„ Non le ho contate. „ Rispose la zoppa.

„ Io sì; soggiunse Ersilia in aria di trionfo, e come se questo

spettacolo la dilettasse troppo per voler lasciarne sfuggire la più

piccola circostanza. Vi dico dunque che erano dodici, ma ne è

sopravvenuto un tredicesimo che nessuno aspettava; e se gli antichi

proverbj son veri, un di questi tredici non resterà lungo tempo sopra

la terra. Ma andiamo, commari. Se accadono disgrazie a costoro, non si

starebbero dal rovesciarne la colpa sopra di noi; e disgrazie ne

devono accadere, ve lo predìco io! „

Ciò detto, le tre detestabili streghe sursero in piedi e si ritirarono

continuando i loro colloquj e gracchiando a guisa di corvi che

predìcono una tempesta.

Il computo di Ersilia non era falso; perchè terminata la funebre

cerimonia, gl'invitati s'accorsero esservi una persona di più sul

numero di quelle che partite eransi dal castello, e facendo l'uno

all'altro osservare questa singolarità, venne il sospetto che

l'intruso fosse un tale che, vestito a lutto non men degli altri, e

appoggiato contro una colonna dell'arco sepolcrale, parea li superasse

tutti nell'atteggiamento del dolore. Niuno dei parenti della famiglia

Asthon lo conoscea; e maravigliati della comparsa di questo straniero,

si spiegarono su di ciò col colonnello Asthon, che in vece del padre

suo guidava il funereo corteggio.

„ So chi è, lor disse a mezza voce, e ardisco affermare che in questo

momento porta il lutto di se medesimo. Lasciate che gli parli io, e

non turbate la cerimonia con una inutile pubblicità. „

Indi, separandosi egli dai parenti, e accostandosi allo straniero, il

trasse pel mantello nero entro cui avvolgeasi. — „ Seguitemi „ gli disse

con tuono fortemente agitato.

Scosso l'altro dal suono di quella voce, e come uscendo d'improvviso

d'un'estasi, corrispose alla chiamata del Colonnello, senza saper bene

che si faccesse; onde giunsero entrambi a piè de' gradini, d'onde

salivasi alla chiesa, intantochè i parenti rimasti in gruppo sotto

l'arco della porta maggiore, contemplavano con inquietudine ogn'atto

dello straniero e di Sholto, i quali pervenuti al rezzo di un grande

tasso posto ad una estremità del cimiterio, sembravano avere insieme

un colloquio assai animato.

Dopo condotto silenziosamente lo straniero in questo luogo spartato,

il Colonnello gli si volse d'improvviso, e con voce interrotta gli

chiese: „ Voi siete il sere di Ravenswood? „

Non ottenne risposta.

„ Non posso dubitarne, esclamò furibondo il fratel di Lucia. Parlo

coll'assassino di mia sorella. „

„ Non mi avete che troppo ben conosciuto, „ rispose Edgardo con voce

rauca e tremebonda.

„ Se siete pentito di quanto faceste, il Colonnello rispose, possa il

pentimento vostro esservi utile dinanzi a Dio! con me non può

giovarvi. Eccovi, la misura della mia spada, aggiunse dandogli una

lista di carta. Non dimenticate che vi aspetto domani allo spuntare

del giorno in riva al mare, sulle sabbie a levante di Wolfhope. „

Il sere di Ravenswood tenea fra le mani la carta ricevuta dallo

straniero, e mostravasi irresoluto: „ Non traete ad ultima

disperazione, finalmente esclamò, un infelice che dalla disperazione è

oppresso anche di troppo; godete una vita che non ho alcuna volontà di

togliervi, e lasciatemi cercare la morte ch'io desidero, altrove. „

„ No; esclamò il Colonnello; dovete riceverla dalle mie mani, o compire

la rovina di mia famiglia trapassandomi il cuore. Se ricusate di

accettare il cartello onorevole che vi presento, vi seguirò per ogni

dove; per ogni luogo vi coprirò di affronti e di insulti, fino a che

il nome di Ravenswood divenga l'emblema della viltà, come è già quello

del disonore. „

„ Non sarà mai nè l'uno, nè l'altro, disse con fiera vivacità

Ravenswood. Se sono io l'ultimo a portarlo, ho debito co' miei

antenati di non permettere che si spenga con ignominia. Accetto la

vostra disfida, l'ora e il luogo del ritrovo; già m'immagino che vi ci

trasferiremo soli... „

„ Soli, e un solo di noi dovrà abbandonarlo. „

„ Dio abbia misericordia di quel che soggiace! „

„ Così sia! La mia carità non va più oltre verso l'uomo che odio più

mortalmente, e che m'ha dato tanto argomento di odiarlo. Ricordatevi

le sabbie a levante di Wolfhope, l'ora del levar del sole, non altra

arme che la spada. Or separiamoci; potrebbe interromperne alcuno. „

„ Basta così; non mi farò aspettare. „

Intantochè il Colonnello raggiungeva i congiunti, Ravenswood andò a

riprendere il suo cavallo che aveva attaccato ad un albero presso del

cimiterio, e ciascuno si ritirò dalla sua banda.

Il Colonnello tornò cogli amici al castello di suo padre; ma nella

sera prese un pretesto per partirne, e svestitosi dell'uniforme per

mettere un abito da viaggio, andò a passare la notte nel piccolo

albergo di Wolfhope da noi altrove descritto, per trovarsi più presso

al luogo additato qual ritrovo all'avversario.

Non sappiamo quai fossero gli atti del sere di Ravenswood nel

rimanente di questa infausta giornata. Giunse a notte ben tarda a

Wolfcrag, e fu obbligato a svegliare il suo fedele servo Caleb

Balderston che non lo aspettava. Il vecchio avea già udito parlare, ma

in modo confuso e inesatto, della morte tragica di miss Asthon, e de'

misteriosi avvenimenti sopraggiunti al castello, onde si moriva di

angoscia in pensando ai tristi effetti che produr poteano sullo

spirito del suo padrone.

Nè il contegno del sere di Ravenswood tale si fu da calmare i timori

del fido servo. Questi avendogli per prima cosa proposto di reficiarsi

alcun poco, il padrone non gli diede veruna risposta; indi, un momento

dopo, d'improvviso, e seccamente gli chiese vino, bevendone, contra il

suo solito, diversi bicchieri di seguito. Caleb, vedendo Edgardo

ostinato a non voler prendere cibo, lo supplicò affettuosamente a

permettergli di accompagnarlo nella sua stanza, e sol dopo avere

ripetuta tre o quattro volte una tale preghiera, il padrone gli

accennò col capo che acconsentiva. Ma poichè Balderston lo ebbe

condotto in un appartamento, che era stato di recente apparato, e dove

Ravenswood, al suo ritorno, avea dormito le notti antecedenti, si

fermò dinanzi alla porta.

„ No, diss'egli aggrottando, qui, no; conducetemi nella stanza

ov'_ella_... ove _ella_ passò, venendo in questa torre, la notte. „

„ Chi, signore? „ Chiese Caleb, cui lo spavento prodotto dal vedere in

tale stato il padrone, avea tolta ogni antiveggenza.

„ _Ella_, ti ripeto; vuoi tu, o vecchio, uccidermi coll'obbligarmi a

pronunziare il suo nome? „

Il povero Caleb avrebbe voluto fare alcune rimostranze sullo stato di

smantellamento in cui trovavasi la stanza additatagli dal suo signore:

ma troppa impazienza, troppa irritazione in ogni lineamento di questo

egli scorgea, per non rimanergli partito migliore di una passiva

obbedienza; onde presa la lucerna, con essa lo precedè ov'egli voleva

esser condotto, e posatala con tremebonda mano sopra una tavola, si

avvicinava al letto per esaminare, se nulla vi mancasse delle cose

occorrevoli, quando Edgardo gl'intimò in un tuono, che repliche non

ammettea, il comando di ritirarsi.

Rientrato nella propria stanza il vegliardo, non pensò già a prender

riposo, ma si pose in orazione. A quando a quando, correva all'uscio

del padrone per verificare s'egli dormisse; ma lo strepito degli

stivali sul pavimento il fe' accorto che questi trascorreva su e giù a

lunghi passi la camera; e i profondi gemiti che ad ogn'istante ne

usciano, lo avvertivano di qual violenta disperazione il sere di

Ravenswood fosse vittima. Non meno angoscioso Caleb, e impaziente del

nuovo giorno, credea non vederlo sorger giammai; ma il corso delle ore

è sempre lo stesso, benchè più rapide o più lente appariscano, giusta

la disposizione dell'animo di chi le conta. Pur trascorsero

finalmente: e ricondussero l'aurora e la rossiccia luce di cui vedeasi

colorata la superficie dell'oceano che ponea limiti a quell'orizzonte.

Incominciava il novembre, e la giornata era bella quanto in quella

stagione sperar si potea; ma spirava un vento violentissimo d'oriente,

che spingendo con forza i marosi su quelle arene, li mandava più oltre

del consueto.

Spuntò appena il giorno, quando Caleb, tornando alla porta della

stanza di Edgardo, il vide per traverso ad una fessura star misurando

la lunghezza di due, o tre spade. Sceltane una: „ É più corta, a mezza

voce egli disse; ma non importa; lasciamgli questo vantaggio; già ne

ha anche molti altri. „

Per tali apparecchi, non potea Caleb essere in dubbio sulla natura

della cosa che il suo padrone meditava, e sfortunatamente sapea con

certezza, che in tale genere d'affari, ogni suo adoperarsi per

distornelo sarebbe tornato vano. Ebbe appena il tempo di ritirarsi

frettolosamente per non essere sorpreso da Edgardo, quando il vide

d'improvviso prender la via della porta. Apertala questi, scese nella

scuderia, ove il fido servo il seguì. Il volto smunto e pallido di

Ravenswood, lo scompiglio delle chiome e delle vesti, provavano

abbastanza che in tutta quella notte non aveva dormito. Stava ponendo

la sella al suo corridore, e avendolo Caleb con tremebonda voce

pregato gli cedesse almen tale incarico, rispose a questo per cenni

che non gli occorreva. Condotto allora il cavallo nel cortile, si

preparava a montarvi sopra. In quell'istante la paura di dispiacere al

padrone cedendo nel vecchio alla forza di quel tenero affetto che

aveagli consagrato, e per cui apprezzava ancora la vita, si prosternò

ai suoi piedi, abbracciandone le ginocchia: „ Mio caro padrone,

diss'egli, sig. Edgardo, uccidetemi, se così vi piace; ma non uscite

per ora! Ho penetrato il vostro disegno; non lo eseguite. Il marchese

di Athol mandò ieri ad avvisarne che sarebbe oggi venuto a trovarvi.

Aspettatelo, mio caro padrone; ascoltate prima le cose che vorrà

dirvi. „

„ Tu non hai più padrone, o Caleb, Ravenswood gli rispose. Perchè

affezionarti tanto ad un edifizio che crolla da tutte le bande? „

„ Non ho più padrone! Caleb replicò. Ah, ne avrò uno fintantochè vi

sarà un Ravenswood sulla terra! Son vostro servo; fui il servo di

vostro padre, il fui del vostro bisavolo, nacqui in mezzo a questa

famiglia, vissi per essa, morirò per essa. Non uscite, sig. Edgardo, e

si terminerà felicemente ogni cosa. „

„ Felicemente! Povero vecchio! tu non sai quel che ti dica. La vita non

può omai offrirmi felicità, e il più felice istante per me sarà quello

di liberarmene. „

Poi si sciolse subito da Caleb, che lo impacciava tuttavia

abbracciandogli le ginocchia, e saltando sul cavallo s'avviò verso la

porta; ma d'improvviso volgendosi: „ Caleb, soggiunse, troverete nella

mia stanza un mio scritto che vi nomina mio erede. „ E nel tempo stesso

gettandogli una borsa piena d'oro, di gran galoppo s'allontanò.

Cadde per terra la borsa senza che il vecchio pensasse a raccoglierla.

Veduta questi l'impossibilità di seguire il padrone, si affrettò a

salire sulla cima della torre che dominava tutti que' dintorni, onde

scorgere per quale strada il Sere s'incamminasse. Lo vide prender la

manca lungo un viottolo che metteva a quella parte di riva marittima,

ove altre volte si aggrampavano le barche spettanti al castello, e il

seguì coll'occhio fin verso le sabbie orientali a Wolfhope.

„ Oh! che divisa egli mai? Caleb esclamò. Ha dunque dimenticata la

fatal predizione? Eccolo, che sta per attraversare il Kelpy. „ Così

chiamavansi, come il dicemmo, le sabbie mobili situate in riva al

mare, e frapposte alla torre di Wolfcrag, e al villaggio di Wolfhope;

più o men coperte d'acqua al sopraggiugnere del grosso fiotto, di rado

accadea che non avessero cambiato di sito, quando l'onda arretrava.

Poichè Edgardo ebbe posto il piede in questa formidabile piaggia,

cessò Caleb dal vederlo, nè potendo più a lungo resistere alle

inquietudini che il premeano; uscì del castello, correndo con quanta

velocità le sue vecchie gambe gli permetteano, su quella strada che il

padrone avea tenuta.

Il colonnello Asthon, avido di vendetta, era arrivato innanzi giorno

al ritrovo che egli medesimo aveva prefisso. Poteansi appena

distinguere gli oggetti, che i suoi occhi stavano immobili verso la

torre, e impazienti di scorgere l'avversario, cui già di troppa

lentezza incolpava. Finalmente i primi raggi del sole gli scopersero

da lungi un cavaliere che gli veniva in verso, con tal foga, da cui

ravvisavasi, non essere l'impazienza minore in quello che in chi lo

aspettava; ma nel medesimo tempo, il cavallo e il cavaliere divennero

invisibili, come si fossero dileguati per l'aere.

Quasi avesse veduta Asthon un'apparizione, si fregò gli occhi.

Nondimeno, convinto che niuna illusione poteva averlo tratto in

errore, s'innoltrò verso la parte, ove sembrato eragli di discernere

chiaramente il sere di Ravenswood; sebbene per arrivarvi gli fosse

necessario imprendere un lungo giro, perchè il grosso fiotto della

sera precedente, avendo cambiato alle sabbie mobili il posto, la più

lieve mancanza di antiveggenza poteva aprirgli una voragine sotto i

piedi. Terminato il giro di quel sito pericoloso, si scontrò in Caleb

Balderston che dall'altro lato giugnea. Niuna traccia del misero

cavaliere potè scoprirsi; ma dovè ognuno congetturare, che nel suo

ardore di trovarsi a petto dell'avversario, avesse tenuta la via più

diritta, senza accertarsi della saldezza del suolo cui si avventurava,

e che fosse quindi rimasto inghiottito dall'impenetrabile abisso di

quelle mobili arene. Facea fede del miserando destino, cui soggiacque

Edgardo, una delle piume che sormontavagli dianzi il cappello, e

portata ai piedi di Caleb dal grosso fiotto che ricominciava in quel

momento a salire. La raccolse il vecchio, e poichè fu asciutta, se la

tenne per tutta la vita sul cuore.

Sonato a stormo, corsero tutti gli abitanti di Wolfcrag, chi dalla

parte di terra, chi sulle barche per mare; ma ogni cura, ogni sforzo,

ogn'indagine divennero inutili. Tanta è la profondità di quelle sabbie

insidiose che mai non restituiscono la loro preda!

Volge alla conclusione la nostra storia. Il marchese Athol giunse

alcune ore dopo l'avvenimento funesto, ed era sua intenzione condursi

via seco il giovine congiunto, onde divagarlo dalle tetre idee, che

ben s'immaginava avrebbe suscitate nella mente di esso la morte di

Lucia Asthon; ma arrivò soltanto in tempo di deplorarlo perduto. Dopo

avere comandate nuove indagini che tornarono inefficaci non meno delle

prime, riparti per Edimburgo, ove il tumulto de' politici affari

sbandì ben tosto dal suo animo la ricordanza delle sciagure e del

misero fine di un infelice parente.

Non così avvenne a Caleb Balderston. Se i calcoli dell'interesse

fossero stati valevoli a consolarlo, certamente ei potea, mercè la

liberalità del suo signore, vedersi in vecchiezza più felice assai che

nol fu in tutta la precedente età. Ma la vita avea perduta ogni

vaghezza per lui. Tutte le sue idee, tutte le sue sensazioni

d'orgoglio, di timore, di piacere, di pena trovavansi collegate colla

famiglia che egli avea costantemente servita, e che più non era. Non

sapea che farsi di se medesimo; dimentico delle proprie occupazioni e

abitudini, non gli rimanea altro diletto fuor quello di errare da una

stanza all'altra della torre di Wolfcrag, e di rimembrare le variate

vicende di avvenimenti, di cui furono scena, finchè vissero i suoi

antichi padroni. Dormiva, nè il sonno gli arrecava riposo; si cibava,

nè gli alimenti ristoravano le sue forze; e persistendo in una fedeltà

di cui porge varj esempj la specie canina, l'umana rarissimi, languì

qualche tempo, e morì prima che volgesse l'anno dopo la miseranda

catastrofe da noi seguita fino al suo termine.

La famiglia Asthon non sopravvisse lungo tempo a quella di Ravenswood.

Ser Guglielmo, prima di morire, vide la morte del suo primogenito, che

soggiacque in un duello incontrato nella Fiandra. Enrico, succedutogli

nel titolo e ne' possedimenti, morì innanzi essersi maritato. Lady

Asthon, sopravvissuta a tutti questi, e agl'infelici ai quali colla

sua inesorabile indole portò rovina, pervenne a tarda vecchiezza.

Forse provò il tormento d'interni rimorsi; forse cercò in segreto di

riconciliarsi col cielo che aveva offeso sì gravemente; ma non diede

il menomo contrassegno di pentimento a quelli che le stavan d'intorno;

e si mantenne nel dare a divedere al di fuori que' modi fieri,

superbi, intrattabili per cui sinistramente si segnalò ne' deplorabili

avvenimenti de' quali fu origine. Un fastoso monumento marmoreo ne

ricorda i titoli e il nome, e le sue vittime non ebbero l'onore di un

sepolcro d'una inscrizione.

La promessa sposa di Lammermoor, Tomo 3 (of 3) · 第 16 / 18 题