Or se non piangi, di che pianger suoli?
_Dante._
Se abbiamo anticipato il corso degli avvenimenti, il facemmo,
affinchè, accennato il risanamento di Bucklaw e quanto accadde di lui
in appresso, non ci occorresse verun soggetto d'interruzione nel far
noti gli altri avvenimenti che seguirono la morte dell'infelice Lucia.
La lugubre cerimonia di consegnarne le mortali spoglie alla terra fu
adempiuta per tempo, in una mattina d'autunno carica di nebbia,
tacitamente e con quanta minor pompa era possibile. Picciolo drappello
di sol prossimissimi parenti ne accompagnò il corpo in quella chiesa
medesima, ove pochi dì innanzi era stata scortata da un corteggio sì
splendido e numeroso, benchè non più libera di se stessa in allora di
quel che il fosse in questo lugubre momento la sua fredda salma.
Un'ala della ridetta chiesa era stata da ser Guglielmo assegnata al
sepolcro delle persone di sua famiglia; nè presagiva al certo che la
sua misera figlia sarebbe stata la prima ad entrarvi. Ad una urna, ove
non furono incisi nè il nome della defunta, nè la data della morte,
vennero consegnati, per convertirsi in polvere, i mortali avanzi della
più amabile, soave, innocente fra le giovinette, sebbene rea di un
delitto, da attribuirsi unicamente a un delirio prodotto dalla sequela
di persecuzioni, alle quali soggiacque.
Intanto che procedeasi a darle sepoltura entro la chiesa, le tre
Sibille, benchè si fosse scelta un'ora non ordinaria a tali cerimonie,
simili agli avoltoi che attrae l'odor de' cadaveri, stavansi sedute
sulla stessa pietra sepolcrale che avevano occupata il dì delle nozze.
„ Ebbene, diceva Ersilia Gourlay, non ve l'avea predetto io che a
quelle bellissime nozze terrebbe dietro un bel funerale? „
„ Io non ci vedo niente di bello, rispose in tuon di scontento Lavinia;
non sono stati distribuiti nè viveri, nè bevande. Una miserabile
moneta da dodici soldi che è stata donata ai poveri, ecco tutto! Valea
ben l'incomodo di venir da lontano questa minuzia! „
„ Tacete là, sciocca! riprese a dire Ersilia. Tutto quanto mi si fosse
potuto donare, mi avrebbe rallegrato meno di questo momento di
vendetta. Eccoli lì quei che ballavano e cantavano quattro dì fa!
Adesso portano la testa bassa, e non son più allegri di quelli che
costoro disprezzano. Lucevano d'oro e di gemme; vedeteli neri come
corvi! E quella cara miss Lucia, tanto superba, che facea smorfie, se
una buona donna le si avvicinava! ora in avanti un rospo potrà
mettersi impunemente sul suo sepolcro, e gracidare a suo bell'agio
senza ch'ella se ne lamenti. E ser Guglielmo colla sua camicia rossa,
le sue catene e il suo palo! Domandi ora a sua moglie, se ella si
sente o no divorato il cuore da tutti i fuochi dell'inferno? „
„ É dunque vero, chiese la paralitica, che la sposa fu tirata giù dal
letto e condotta per il cammino dai maligni spiriti che colle loro
branche graffiarono il volto e il petto della maritata? „
„ Che v'importa, Margarita? Ersilia rispose. Quanto posso dirvi è che
questa faccenda non può stare nell'ordine naturale delle cose, e lo
sanno bene al castello! „
„ Ma poichè siete sì bene istrutta, soggiunse Lavinia, contatene
dunque, se sia vero che il ritratto di ser Malisio Ravenswood si
calasse senz'aiuto umano, nella sala, empiendo di confusione e di
terrore gli astanti. „
„ No, no; non ci andò senz'aiuto, e so io benissimo chi ve lo ha posto.
Fu un avvertimento a quegli orgogliosi che riceverebbero ben presto un
gastigo. Ma non è anche finita! Han da vedere altre cose; lo predìco
io. Vedete voi entrar nella chiesa, a due a due, in gramaglia e coi
veli a lutto, dodici persone? „
„ Non le ho contate. „ Rispose la zoppa.
„ Io sì; soggiunse Ersilia in aria di trionfo, e come se questo
spettacolo la dilettasse troppo per voler lasciarne sfuggire la più
piccola circostanza. Vi dico dunque che erano dodici, ma ne è
sopravvenuto un tredicesimo che nessuno aspettava; e se gli antichi
proverbj son veri, un di questi tredici non resterà lungo tempo sopra
la terra. Ma andiamo, commari. Se accadono disgrazie a costoro, non si
starebbero dal rovesciarne la colpa sopra di noi; e disgrazie ne
devono accadere, ve lo predìco io! „
Ciò detto, le tre detestabili streghe sursero in piedi e si ritirarono
continuando i loro colloquj e gracchiando a guisa di corvi che
predìcono una tempesta.
Il computo di Ersilia non era falso; perchè terminata la funebre
cerimonia, gl'invitati s'accorsero esservi una persona di più sul
numero di quelle che partite eransi dal castello, e facendo l'uno
all'altro osservare questa singolarità, venne il sospetto che
l'intruso fosse un tale che, vestito a lutto non men degli altri, e
appoggiato contro una colonna dell'arco sepolcrale, parea li superasse
tutti nell'atteggiamento del dolore. Niuno dei parenti della famiglia
Asthon lo conoscea; e maravigliati della comparsa di questo straniero,
si spiegarono su di ciò col colonnello Asthon, che in vece del padre
suo guidava il funereo corteggio.
„ So chi è, lor disse a mezza voce, e ardisco affermare che in questo
momento porta il lutto di se medesimo. Lasciate che gli parli io, e
non turbate la cerimonia con una inutile pubblicità. „
Indi, separandosi egli dai parenti, e accostandosi allo straniero, il
trasse pel mantello nero entro cui avvolgeasi. — „ Seguitemi „ gli disse
con tuono fortemente agitato.
Scosso l'altro dal suono di quella voce, e come uscendo d'improvviso
d'un'estasi, corrispose alla chiamata del Colonnello, senza saper bene
che si faccesse; onde giunsero entrambi a piè de' gradini, d'onde
salivasi alla chiesa, intantochè i parenti rimasti in gruppo sotto
l'arco della porta maggiore, contemplavano con inquietudine ogn'atto
dello straniero e di Sholto, i quali pervenuti al rezzo di un grande
tasso posto ad una estremità del cimiterio, sembravano avere insieme
un colloquio assai animato.
Dopo condotto silenziosamente lo straniero in questo luogo spartato,
il Colonnello gli si volse d'improvviso, e con voce interrotta gli
chiese: „ Voi siete il sere di Ravenswood? „
Non ottenne risposta.
„ Non posso dubitarne, esclamò furibondo il fratel di Lucia. Parlo
coll'assassino di mia sorella. „
„ Non mi avete che troppo ben conosciuto, „ rispose Edgardo con voce
rauca e tremebonda.
„ Se siete pentito di quanto faceste, il Colonnello rispose, possa il
pentimento vostro esservi utile dinanzi a Dio! con me non può
giovarvi. Eccovi, la misura della mia spada, aggiunse dandogli una
lista di carta. Non dimenticate che vi aspetto domani allo spuntare
del giorno in riva al mare, sulle sabbie a levante di Wolfhope. „
Il sere di Ravenswood tenea fra le mani la carta ricevuta dallo
straniero, e mostravasi irresoluto: „ Non traete ad ultima
disperazione, finalmente esclamò, un infelice che dalla disperazione è
oppresso anche di troppo; godete una vita che non ho alcuna volontà di
togliervi, e lasciatemi cercare la morte ch'io desidero, altrove. „
„ No; esclamò il Colonnello; dovete riceverla dalle mie mani, o compire
la rovina di mia famiglia trapassandomi il cuore. Se ricusate di
accettare il cartello onorevole che vi presento, vi seguirò per ogni
dove; per ogni luogo vi coprirò di affronti e di insulti, fino a che
il nome di Ravenswood divenga l'emblema della viltà, come è già quello
del disonore. „
„ Non sarà mai nè l'uno, nè l'altro, disse con fiera vivacità
Ravenswood. Se sono io l'ultimo a portarlo, ho debito co' miei
antenati di non permettere che si spenga con ignominia. Accetto la
vostra disfida, l'ora e il luogo del ritrovo; già m'immagino che vi ci
trasferiremo soli... „
„ Soli, e un solo di noi dovrà abbandonarlo. „
„ Dio abbia misericordia di quel che soggiace! „
„ Così sia! La mia carità non va più oltre verso l'uomo che odio più
mortalmente, e che m'ha dato tanto argomento di odiarlo. Ricordatevi
le sabbie a levante di Wolfhope, l'ora del levar del sole, non altra
arme che la spada. Or separiamoci; potrebbe interromperne alcuno. „
„ Basta così; non mi farò aspettare. „
Intantochè il Colonnello raggiungeva i congiunti, Ravenswood andò a
riprendere il suo cavallo che aveva attaccato ad un albero presso del
cimiterio, e ciascuno si ritirò dalla sua banda.
Il Colonnello tornò cogli amici al castello di suo padre; ma nella
sera prese un pretesto per partirne, e svestitosi dell'uniforme per
mettere un abito da viaggio, andò a passare la notte nel piccolo
albergo di Wolfhope da noi altrove descritto, per trovarsi più presso
al luogo additato qual ritrovo all'avversario.
Non sappiamo quai fossero gli atti del sere di Ravenswood nel
rimanente di questa infausta giornata. Giunse a notte ben tarda a
Wolfcrag, e fu obbligato a svegliare il suo fedele servo Caleb
Balderston che non lo aspettava. Il vecchio avea già udito parlare, ma
in modo confuso e inesatto, della morte tragica di miss Asthon, e de'
misteriosi avvenimenti sopraggiunti al castello, onde si moriva di
angoscia in pensando ai tristi effetti che produr poteano sullo
spirito del suo padrone.
Nè il contegno del sere di Ravenswood tale si fu da calmare i timori
del fido servo. Questi avendogli per prima cosa proposto di reficiarsi
alcun poco, il padrone non gli diede veruna risposta; indi, un momento
dopo, d'improvviso, e seccamente gli chiese vino, bevendone, contra il
suo solito, diversi bicchieri di seguito. Caleb, vedendo Edgardo
ostinato a non voler prendere cibo, lo supplicò affettuosamente a
permettergli di accompagnarlo nella sua stanza, e sol dopo avere
ripetuta tre o quattro volte una tale preghiera, il padrone gli
accennò col capo che acconsentiva. Ma poichè Balderston lo ebbe
condotto in un appartamento, che era stato di recente apparato, e dove
Ravenswood, al suo ritorno, avea dormito le notti antecedenti, si
fermò dinanzi alla porta.
„ No, diss'egli aggrottando, qui, no; conducetemi nella stanza
ov'_ella_... ove _ella_ passò, venendo in questa torre, la notte. „
„ Chi, signore? „ Chiese Caleb, cui lo spavento prodotto dal vedere in
tale stato il padrone, avea tolta ogni antiveggenza.
„ _Ella_, ti ripeto; vuoi tu, o vecchio, uccidermi coll'obbligarmi a
pronunziare il suo nome? „
Il povero Caleb avrebbe voluto fare alcune rimostranze sullo stato di
smantellamento in cui trovavasi la stanza additatagli dal suo signore:
ma troppa impazienza, troppa irritazione in ogni lineamento di questo
egli scorgea, per non rimanergli partito migliore di una passiva
obbedienza; onde presa la lucerna, con essa lo precedè ov'egli voleva
esser condotto, e posatala con tremebonda mano sopra una tavola, si
avvicinava al letto per esaminare, se nulla vi mancasse delle cose
occorrevoli, quando Edgardo gl'intimò in un tuono, che repliche non
ammettea, il comando di ritirarsi.
Rientrato nella propria stanza il vegliardo, non pensò già a prender
riposo, ma si pose in orazione. A quando a quando, correva all'uscio
del padrone per verificare s'egli dormisse; ma lo strepito degli
stivali sul pavimento il fe' accorto che questi trascorreva su e giù a
lunghi passi la camera; e i profondi gemiti che ad ogn'istante ne
usciano, lo avvertivano di qual violenta disperazione il sere di
Ravenswood fosse vittima. Non meno angoscioso Caleb, e impaziente del
nuovo giorno, credea non vederlo sorger giammai; ma il corso delle ore
è sempre lo stesso, benchè più rapide o più lente appariscano, giusta
la disposizione dell'animo di chi le conta. Pur trascorsero
finalmente: e ricondussero l'aurora e la rossiccia luce di cui vedeasi
colorata la superficie dell'oceano che ponea limiti a quell'orizzonte.
Incominciava il novembre, e la giornata era bella quanto in quella
stagione sperar si potea; ma spirava un vento violentissimo d'oriente,
che spingendo con forza i marosi su quelle arene, li mandava più oltre
del consueto.
Spuntò appena il giorno, quando Caleb, tornando alla porta della
stanza di Edgardo, il vide per traverso ad una fessura star misurando
la lunghezza di due, o tre spade. Sceltane una: „ É più corta, a mezza
voce egli disse; ma non importa; lasciamgli questo vantaggio; già ne
ha anche molti altri. „
Per tali apparecchi, non potea Caleb essere in dubbio sulla natura
della cosa che il suo padrone meditava, e sfortunatamente sapea con
certezza, che in tale genere d'affari, ogni suo adoperarsi per
distornelo sarebbe tornato vano. Ebbe appena il tempo di ritirarsi
frettolosamente per non essere sorpreso da Edgardo, quando il vide
d'improvviso prender la via della porta. Apertala questi, scese nella
scuderia, ove il fido servo il seguì. Il volto smunto e pallido di
Ravenswood, lo scompiglio delle chiome e delle vesti, provavano
abbastanza che in tutta quella notte non aveva dormito. Stava ponendo
la sella al suo corridore, e avendolo Caleb con tremebonda voce
pregato gli cedesse almen tale incarico, rispose a questo per cenni
che non gli occorreva. Condotto allora il cavallo nel cortile, si
preparava a montarvi sopra. In quell'istante la paura di dispiacere al
padrone cedendo nel vecchio alla forza di quel tenero affetto che
aveagli consagrato, e per cui apprezzava ancora la vita, si prosternò
ai suoi piedi, abbracciandone le ginocchia: „ Mio caro padrone,
diss'egli, sig. Edgardo, uccidetemi, se così vi piace; ma non uscite
per ora! Ho penetrato il vostro disegno; non lo eseguite. Il marchese
di Athol mandò ieri ad avvisarne che sarebbe oggi venuto a trovarvi.
Aspettatelo, mio caro padrone; ascoltate prima le cose che vorrà
dirvi. „
„ Tu non hai più padrone, o Caleb, Ravenswood gli rispose. Perchè
affezionarti tanto ad un edifizio che crolla da tutte le bande? „
„ Non ho più padrone! Caleb replicò. Ah, ne avrò uno fintantochè vi
sarà un Ravenswood sulla terra! Son vostro servo; fui il servo di
vostro padre, il fui del vostro bisavolo, nacqui in mezzo a questa
famiglia, vissi per essa, morirò per essa. Non uscite, sig. Edgardo, e
si terminerà felicemente ogni cosa. „
„ Felicemente! Povero vecchio! tu non sai quel che ti dica. La vita non
può omai offrirmi felicità, e il più felice istante per me sarà quello
di liberarmene. „
Poi si sciolse subito da Caleb, che lo impacciava tuttavia
abbracciandogli le ginocchia, e saltando sul cavallo s'avviò verso la
porta; ma d'improvviso volgendosi: „ Caleb, soggiunse, troverete nella
mia stanza un mio scritto che vi nomina mio erede. „ E nel tempo stesso
gettandogli una borsa piena d'oro, di gran galoppo s'allontanò.
Cadde per terra la borsa senza che il vecchio pensasse a raccoglierla.
Veduta questi l'impossibilità di seguire il padrone, si affrettò a
salire sulla cima della torre che dominava tutti que' dintorni, onde
scorgere per quale strada il Sere s'incamminasse. Lo vide prender la
manca lungo un viottolo che metteva a quella parte di riva marittima,
ove altre volte si aggrampavano le barche spettanti al castello, e il
seguì coll'occhio fin verso le sabbie orientali a Wolfhope.
„ Oh! che divisa egli mai? Caleb esclamò. Ha dunque dimenticata la
fatal predizione? Eccolo, che sta per attraversare il Kelpy. „ Così
chiamavansi, come il dicemmo, le sabbie mobili situate in riva al
mare, e frapposte alla torre di Wolfcrag, e al villaggio di Wolfhope;
più o men coperte d'acqua al sopraggiugnere del grosso fiotto, di rado
accadea che non avessero cambiato di sito, quando l'onda arretrava.
Poichè Edgardo ebbe posto il piede in questa formidabile piaggia,
cessò Caleb dal vederlo, nè potendo più a lungo resistere alle
inquietudini che il premeano; uscì del castello, correndo con quanta
velocità le sue vecchie gambe gli permetteano, su quella strada che il
padrone avea tenuta.
Il colonnello Asthon, avido di vendetta, era arrivato innanzi giorno
al ritrovo che egli medesimo aveva prefisso. Poteansi appena
distinguere gli oggetti, che i suoi occhi stavano immobili verso la
torre, e impazienti di scorgere l'avversario, cui già di troppa
lentezza incolpava. Finalmente i primi raggi del sole gli scopersero
da lungi un cavaliere che gli veniva in verso, con tal foga, da cui
ravvisavasi, non essere l'impazienza minore in quello che in chi lo
aspettava; ma nel medesimo tempo, il cavallo e il cavaliere divennero
invisibili, come si fossero dileguati per l'aere.
Quasi avesse veduta Asthon un'apparizione, si fregò gli occhi.
Nondimeno, convinto che niuna illusione poteva averlo tratto in
errore, s'innoltrò verso la parte, ove sembrato eragli di discernere
chiaramente il sere di Ravenswood; sebbene per arrivarvi gli fosse
necessario imprendere un lungo giro, perchè il grosso fiotto della
sera precedente, avendo cambiato alle sabbie mobili il posto, la più
lieve mancanza di antiveggenza poteva aprirgli una voragine sotto i
piedi. Terminato il giro di quel sito pericoloso, si scontrò in Caleb
Balderston che dall'altro lato giugnea. Niuna traccia del misero
cavaliere potè scoprirsi; ma dovè ognuno congetturare, che nel suo
ardore di trovarsi a petto dell'avversario, avesse tenuta la via più
diritta, senza accertarsi della saldezza del suolo cui si avventurava,
e che fosse quindi rimasto inghiottito dall'impenetrabile abisso di
quelle mobili arene. Facea fede del miserando destino, cui soggiacque
Edgardo, una delle piume che sormontavagli dianzi il cappello, e
portata ai piedi di Caleb dal grosso fiotto che ricominciava in quel
momento a salire. La raccolse il vecchio, e poichè fu asciutta, se la
tenne per tutta la vita sul cuore.
Sonato a stormo, corsero tutti gli abitanti di Wolfcrag, chi dalla
parte di terra, chi sulle barche per mare; ma ogni cura, ogni sforzo,
ogn'indagine divennero inutili. Tanta è la profondità di quelle sabbie
insidiose che mai non restituiscono la loro preda!
Volge alla conclusione la nostra storia. Il marchese Athol giunse
alcune ore dopo l'avvenimento funesto, ed era sua intenzione condursi
via seco il giovine congiunto, onde divagarlo dalle tetre idee, che
ben s'immaginava avrebbe suscitate nella mente di esso la morte di
Lucia Asthon; ma arrivò soltanto in tempo di deplorarlo perduto. Dopo
avere comandate nuove indagini che tornarono inefficaci non meno delle
prime, riparti per Edimburgo, ove il tumulto de' politici affari
sbandì ben tosto dal suo animo la ricordanza delle sciagure e del
misero fine di un infelice parente.
Non così avvenne a Caleb Balderston. Se i calcoli dell'interesse
fossero stati valevoli a consolarlo, certamente ei potea, mercè la
liberalità del suo signore, vedersi in vecchiezza più felice assai che
nol fu in tutta la precedente età. Ma la vita avea perduta ogni
vaghezza per lui. Tutte le sue idee, tutte le sue sensazioni
d'orgoglio, di timore, di piacere, di pena trovavansi collegate colla
famiglia che egli avea costantemente servita, e che più non era. Non
sapea che farsi di se medesimo; dimentico delle proprie occupazioni e
abitudini, non gli rimanea altro diletto fuor quello di errare da una
stanza all'altra della torre di Wolfcrag, e di rimembrare le variate
vicende di avvenimenti, di cui furono scena, finchè vissero i suoi
antichi padroni. Dormiva, nè il sonno gli arrecava riposo; si cibava,
nè gli alimenti ristoravano le sue forze; e persistendo in una fedeltà
di cui porge varj esempj la specie canina, l'umana rarissimi, languì
qualche tempo, e morì prima che volgesse l'anno dopo la miseranda
catastrofe da noi seguita fino al suo termine.
La famiglia Asthon non sopravvisse lungo tempo a quella di Ravenswood.
Ser Guglielmo, prima di morire, vide la morte del suo primogenito, che
soggiacque in un duello incontrato nella Fiandra. Enrico, succedutogli
nel titolo e ne' possedimenti, morì innanzi essersi maritato. Lady
Asthon, sopravvissuta a tutti questi, e agl'infelici ai quali colla
sua inesorabile indole portò rovina, pervenne a tarda vecchiezza.
Forse provò il tormento d'interni rimorsi; forse cercò in segreto di
riconciliarsi col cielo che aveva offeso sì gravemente; ma non diede
il menomo contrassegno di pentimento a quelli che le stavan d'intorno;
e si mantenne nel dare a divedere al di fuori que' modi fieri,
superbi, intrattabili per cui sinistramente si segnalò ne' deplorabili
avvenimenti de' quali fu origine. Un fastoso monumento marmoreo ne
ricorda i titoli e il nome, e le sue vittime non ebbero l'onore di un
sepolcro d'una inscrizione.