CAPITOLO IX.

„ Lacera, scalza, i crini all'aura sparti,

„ E di celarle al guardo altrui sol vaga,

„ nel suo covil, d'Averno oprava l'arti,

„ In odio al mondo e al ciel, l'iniqua maga. „

_Spencer._

Il cattivo stato di salute cui pervenne Lucia rendè ben tosto

necessarj i soccorsi di qualche persona meglio istrutta degli ufizj

d'infermiere che nol fosse alcuna delle cameriere di lady Asthon. La

vecchia Ersilia, che dopo la morte di Alisa vedemmo sulle scene un

istante, venne chiamata a tal ministero, nè senza possenti motivi la

madre dell'infelice giovinetta diede preferenza ad una tal femmina.

Costei, soprannomata _la Medichessa_ pel villaggio di Lammermoor, si

era acquistata molta fama fra gl'ignoranti a motivo di varie

guarigioni di cui le si dava merito; guarigioni operate soprattutto

ne' casi di quelle malattie misteriose che sfidano l'arte del medico,

e che i superstiziosi Scozzesi riguardavano, come derivate da un

sortilegio gettato sulla persona del paziente. I rimedj di cotesta

femmina consistevano, parte in erbe colte di notte tempo sotto

l'influsso di tale o tal altro pianeta, parte in formule di bizzarre

parole, in segni, e prestigi che talvolta produceano salutare effetto

sull'immaginazione dell'infermo. Tale era il mestiere professato da

Ersilia Gourlay, la quale, e ognuno la crederà facilmente, era, a

motivo di ciò, sospetta non solamente ai vicini, ma eziandio al clero

di que' dintorni. Nondimeno, continuava a far traffico segreto di

Scienze Occulte, perchè, a malgrado delle terribili punizioni cui

soggiaceano i colpevoli dell'immaginario delitto di fattucchieria,

vedeansi di frequente certe donne, che stravaganti nelle loro idee e

spinte dal bisogno, si cimentavano volontarie ad essere credute

streghe, onde procurarsi, col terror che inspiravano, predominio nel

vicinato, e guadagnarsi il misero salario che alle fazioni delle

pretese loro scienze metteano.

La stoltezza di Ersilia Gourlay non giungeva a tanto ch'ella

confessasse di avere fermato un patto col diavolo; perchè ciò sarebbe

stato per essa un affrettarsi troppo nel cammino che guida al rogo e

all'onore di una camicia foderata di pece e di zolfo. La sua magia,

così esprimevasi, era innocente siccome quella di Calibano. Però,

dicea la buona ventura, spiegava i sogni, componea filtri, scopriva i

furti, stringea, rompea matrimonj con tal buon successo, che taluno

potea veramente crederla confederata con Belzebù. Il maggior danno che

derivasse dalle supposte cognizioni di cotesti immaginarj adetti delle

Scienze Occulte in ciò consistea: la maggior parte di tal genia,

divenuti già scopo all'odio e al terrore de' proprj concittadini, non

si faceano scrupolo di commettere atti che veramente legittimavano la

pubblica esecrazione cui soggiaceano. Perciò, leggendo le numerose

condanne che in quel secolo i tribunali di Scozia pronunziarono contro

le pretese streghe, sentiamo sminuirsi alquanto l'orrore destato nei

nostri animi dal lor destino, col pensare che la maggior parte di esse

aveano meritato, come avvelenatrici, o come cooperatrici, a nome del

demonio, di parecchi occulti misfatti, le tremende pene, cui per

delitto di magia venivano assoggettate.

Tali belle qualità adunque possedea Ersilia Gourlay, la femmina che

lady Asthon giudicò ben fatto assegnare per infermiera a sua figlia, e

ciò collo scopo di soggiogare affatto l'animo di questa infelice. Una

persona d'una classe inferiore a quella cui pertenea lady Asthon, non

avrebbe ardito tirarsi in casa una femmina sospettata siccome strega;

ma la madre di Lucia credeasi pel suo grado fatta superiore alle

censure del pubblico; onde non solamente non le temea, ma secondando

la sua fiera indole, le affrontava. Nè mancò chi la lodasse di

antiveggenza per avere chiamata presso la figlia cotesta _Medichessa_,

l'infermiera più abile, diceasi che si fosse potuta trovare in que'

dintorni; al qual provvedimento, se tutt'altra donna non nata Douglas

si fosse arrischiata, ogn'uno l'avrebbe rimproverata di essere ricorsa

alla confederata, alla favorita del nemico del genere umano.

Lady Asthon non ebbe mestieri di diffondersi in lunghe spiegazioni per

additare ad Ersilia la parte che dovea sostenere; bastò una parola per

farla del tutto intesa. La natura avea compartito a costei un ingegno

adatto al mestier che abbracciò, nè avrebbe potuto professarlo con

buon successo senza possedere qualche cognizione del cuore umano e

delle passioni che lo sconvolgono. Si accorse immantinente del fremito

che sorprese Lucia al solo vederla; cosa di cui non maraviglieranno i

nostri leggitori, purchè si ricordino il ritratto che facemmo della

maliarda, allorchè nella stanza della moribonda Alisa si trasportava.

Concepì odio mortale contro l'infelice fanciulla che non avea potuto

vederla senza essere da involontario orrore compresa; e quindi tanto

più di buon grado si accinse a secondare gli inesorabili disegni della

Milady. Ma la prima cura di Ersilia fu quella di vincere l'antipatia

che avea destata nell'animo della giovane, antipatia che agli occhi

della vecchia diveniva imperdonabil delitto.

Non le riuscì ardua l'impresa di conciliarsi l'animo di Lucia, la

quale ricevendo dalla sua vecchia custode dimostrazioni di premura e

d'affetto, a cui non era avvezza da qualche tempo, vinse il ribrezzo,

che l'aspetto lurido di costei le avea destato nell'animo. E se con

sollecitudini ben intese, la Sibilla non giunse a cattivarsi del tutto

la confidenza della giovinetta, certamente ottenne in essa un'attenta

e curiosa ascoltatrice alle storie, che sotto pretesto di sollevarla,

le raccontava. Sulle prime, coteste storie erano, per la maggior

parte, avventure maravigliose dello stesso genere di quelle che aveano

in addietro formata la lettura favorita di miss Asthon, e tutte

spiranti soave malinconia e tenero interesse. Si vedeano per esse, or

fate che danzavano a chiaro di luna su praterie tappezzate di fiori,

ora amanti obbligati ad errare per lungo tempo lungi dalle loro

innamorate, or prigioniere infelici liberate dalle torri entro cui

maligni giganti le tenevano rinchiuse. Nondimeno sì fatte leggende

presero a poco a poco un carattere cupo e misterioso, e allorchè la

fattucchiera narravale al lume di una lucerna, le voci tronche di

costei, l'aspetto delle sue labbra livide e tremebonde, quel suo

scarno dito levato in aria, quel suo capo paralitico, avrebbero potuto

destar terrore anche sopra immaginazioni meno al terrore accessibili,

e in un secolo meno superstizioso.

La trista femmina accorgendosi de' vantaggi che a mano a mano

riportava sulla vittima de' suoi artifizj, si fece a circonvallarla

entro un cerchio magico più angusto, e incominciò a narrarle quelle

antiche leggende della casa de' Ravenswood, ove più campeggiavano il

terrore e la superstizione; nè dimenticò la storia della fatal fontana

della Sirena, aggiugnendole di sua fantasia abbellimenti che la

rendessero più tetra e lugubre, e arricchì di comenti i più

confacevoli alle sue prave intenzioni la profezia che sul destino

dell'ultimo Ravenswood avea Caleb testè citata al padrone. E per

ultimo le narrò come lo spettro della vecchia Alisa si fosse mostrato

presso la terribile fonte ad Edgardo. La qual cosa tanto più dee

sembrare straordinaria, perchè Edgardo non ebbe di una tale

apparizione parola con chicchesia; laonde, a chi voglia credere costei

veramente in corrispondenza cogli enti soprannaturali, è forza il

supporre che ella medesima in quell'occasione sostenesse la parte di

spettro.

Se Lucia si fosse trovata ad una condizione meno infelice, o se

cotesti avvenimenti si fossero riferiti a tutt'altra famiglia che a

quella di Ravenswood, essi non avrebbero prodotto nell'animo di lei

che una momentanea impressione. Ma non dureremo fatica a comprendere,

come nel caso della sfortunata Lucia, l'idea di un infausto destino

collegato al suo amore ne tenesse la mente e notte e giorno; onde

tutti gli orrori della superstizione signoreggiarono un'anima

straziata anche senza di ciò dal cordoglio, dall'incertezza,

dall'angoscia, e da quello stato di solitudine cui vedeasi abbandonata

perfino in seno della propria famiglia, divenutale una famiglia di

tiranni anzichè di congiunti. In somma d'allora in poi fra le storie

da Ersilia narratele, non fuvvene una che non contenesse avvenimenti

analoghi a quelli di cui Lucia fu vittima o spettatrice; per la qual

cosa a poco a poco si affezionò suo malgrado ai mistici colloquj della

malvagia Sibilla che sol d'argomenti tragici la intertenea, e concedè

per ultimo confidenza alla femmina che da prima sol ribrezzo e

abborrimento inspiravale.

Accortasi Ersilia di questo per lei favorevole cambiamento, seppe

trarne profitto col volgere tutti i pensieri di Lucia a studiare i

modi di conoscere l'avvenire, metodo il più adatto a pervertire ed a

sviare una mente. Sollecita di darle la spiegazione di qualsisia

sogno, trovava nelle più picciole cose i presagi di quanto doveva

accadere, e adoperava contro di essa tutti gli espedienti cui sapeano

sì bene porre in uso, per dominare gli animi de' lor neofiti, i così

nomati addetti della magia nera.

Ripensando alla nequizie di costei, spiace forse meno il sapere che

nel successivo anno fu, siccome strega, processata dinanzi a una

Commissione nominata dal Consiglio privato, e soggiacque a

North-Berwick alla condanna di essere arsa viva. Trovasi nella storia

di un tale processo, che tra i delitti su di cui si fondò la sentenza,

notavasi quello di avere, col soccorso e colle illusioni del demonio,

offerto uno specchio magico ad una nobile donzella promessa sposa,

entro cui questa vedea il suo futuro, allora dimorante in terra

straniera, a piè degli altari in atto di porgere ad altra donna la

mano di sposo. Se veramente la maliarda siasi valsa anche di questo

artifizio, o se profittasse della desolazione della sua vittima per

darle a credere quel che volea, è cosa che sarebbe ora difficile da

decidersi. Il nome della giovinetta non leggesi fra i documenti del

processo, e fu probabilmente taciuto per riguardo alla famiglia cui

questa appartenea. Che che ne sia, le cure infernali della rea femmina

produssero l'effetto che era ben da aspettarsene sulla infelice miss

Asthon; il cui spirito di giorno in giorno si sconcertò vie

maggiormente, divenendone più vacillante la salute, e si scorsero

nella sua indole tali variazioni, onde divenne di un umore bizzarro,

malinconico e fantastico. Non potea di tutto ciò non accorgersi il

padre, che amantissimo com'era della figlia, concepì gravi timori e

dando colpa della cambiata indole di essa alla vecchia Gourlay, usò

per la prima volta un atto di autorità nell'interno di sua famiglia, e

scacciò costei dal castello; ma il dardo era partito e, conficcatosi

nel cuor della vittima, vi avea fatto colla sua punta dentata

irreparabile strazio.

Poco dopo la partenza della fattucchiera. Lucia, sempre perseguitata

dalla madre, le si fece un dì incontro con tal vivacità, che questa

donna, comunque non usa ad atterrire, ne fu sopraffatta: „ Lo so,

disse, che il cielo, la terra e l'inferno hanno cospirato contro la

mia unione con Ravenswood. Pure la promessa che gli ho fatta è

obbligatoria per me, e vi vorrebbe il solo suo consenso, perchè io me

ne credessi disciolta. Ch'io sappia da lui medesimo essere annullato

il nostro patto, e farete di me quello che vi piacerà. Poco monta il

pensare a quello che diverrà lo scrigno, allorchè i diamanti sono

spariti. „

La forza con cui vennero pronunziate queste parole, il fuoco pressochè

soprannaturale che le scintillava sugli occhi, i moti convulsi che ne

agitavano i nervi non davano campo a considerazioni; e lady Asthon non

avea altro partito fuorchè il permettere alla figlia di scrivere al

sere di Ravenswood, per ottenere il consenso di rompere quel

malauguroso patto, che così sempre la Milady il chiamava. Unicamente

potè ottenere di dettare ella medesima la lettera alla figlia, e di

questo vantaggio che si procacciò, seppe profittare utilmente ai

proprj fini; perchè stando al letterale significato delle parole

dettate dalla madre, avrebbe di leggieri potuto credersi che Lucia

chiedesse all'amante la libertà di sciogliersi da un obbligo contrario

ai suoi interessi e alla sua inclinazione.

Ma ad onta di questa cautela, la crudele Milady, pentendosi di aver

troppo condisceso, risolvè di non dar corso alla lettera, colla

speranza, che la giovinetta non ricevendo risposta, condannerebbe in

contumacia l'amante senza averlo ascoltato. Andò nondimeno ingannata

in questa espettazione. Trascorso il tempo in cui la risposta di

Edgardo avrebbe dovuto esser giunta, ben si spense quasi del tutto il

debole raggio di speranza che sfavillava ancora in fondo al cuor di

Lucia; ma non quindi seppe decidersi a credere che l'amante suo avesse

avuta la barbarie di non farla degna d'una sola risposta. Si persuase

piuttosto che la sua lettera, per conseguenza di qualche straordinario

caso, non fosse mai giunta nelle mani di Ravenswood; e una nuova

pratica della madre la pose in istato di assicurarsi intorno a quanto

bramava sapere.

Poichè il ministro femminino dell'inferno era stato scacciato dal

castello di Ravenswood, l'instancabile Milady, che per aggiungere al

proprio scopo, diverse strade tortuose seguiva, immaginò di tentare

quale effetto produrrebbe nel cuor di sua figlia un nuovo ministro, di

carattere affatto diverso; imitando quel tiranno di cui parlano i

versi di certa tragedia.

„ Un sacerdote a me! Del Cielo a nome

„ Costui le intimi d'abbiurare il patto,

„ Dianzi giurato al ciel. „

Il nuovo ministro, il sacerdote scelto da lady Asthon, era quello

stesso reverendo Bidebent, che già imparammo a conoscere in casa del

bottaio Girder; un presbiteriano, che professava i principj i più

rigidi ed austeri della sua setta; un fanatico per verità, ma un

fanatico di buona fede; onde lady Asthon si era ingannata a partito

nel giudicarne il carattere. Certamente ella fu destra nel giovarsi

delle opinioni pregiudicate del prete per conciliarselo; nè le riuscì

difficile l'indurlo a considerare con orrore un disegno di nozze tra

una donzella uscita di chiara famiglia, timorata di Dio, e

presbiteriana, e tra l'erede di una prosapia di Episcopali, i cui

antenati aveano immerso fino al gomito il braccio entro il sangue dei

martiri, ed Episcopale egli medesimo. Ciò sarebbe stato, a parere di

Bidebent, la stessa cosa che permettere le nozze di un Moabita con una

figlia di Sion. Ma benchè imbevuto delle massime esagerate di una

intollerantissima setta, possedea sano raziocinio, e la persecuzione

che egli medesimo avea sofferta, e che spesse volte contribuisce ad

indurire gli umani cuori, lungi dall'operare in lui tale effetto, ne

avea aperto l'animo alla compassione.

In un particolare abboccamento, che per ordine di lady Asthon, ebbe

colla donzella, si mostrò vivamente commosso al vederla tanto

infelice, e dovette approvarne la risoluzione di voler prima esser

certa, se il sere di Ravenswood, consentiva a farla libera dalle sue

promesse. Questa in appresso avendogli manifestato il suo dubbio sullo

smarrimento della lettera inviata, il vecchio passeggiò qualche tempo

silenzioso lungo la stanza; per più riprese lisciò colla mano i suoi

canuti capelli, si fermò, si assise, appoggiò il mento al pomo

d'avorio del suo bastone, e dopo avere alcun poco meditato ed esitato,

disse alla giovinetta, che i dubbj di lei gli sembravano ragionevoli,

e il proprio soccorso le offerse per dissiparli.

„ La zelante sollecitudine, ei disse, che la madre vostra ha dimostrata

in questo affare, certamente, o miss Lucia, deriva soltanto

dall'affetto che nutre per voi, e dal desiderio di assicurare in

questo mondo e nell'altro la vostra felicità. Di fatto, che cosa

potreste voi sperare dal divenire moglie d'un uomo uscito della stirpe

de' nostri persecutori, e affezionato egli stesso alle loro massime e

alla loro fazione? Ciò nondimeno, abbiamo il dovere di essere giusti

verso tutti gli uomini, sieno gentili, o pagani, nostri fratelli in

Dio; e le nostre promesse, o fatte agli uni o fatte agli altri,

debbono essere sacre ed inviolabili. M'incaricherò dunque io di far

giungere la vostra lettera a Edgardo Ravenswood, nella ferma fiducia

che la conseguenza della mia cooperazione sarà il vedervi libera dai

legami con cui quest'uomo aveva avuta l'arte di stringervi. Però, non

volendo io arbitrarmi, oltre a quanto vi hanno permesso i rispettabili

vostri genitori, abbiate la compiacenza di copiare letteralmente, e

senza aggiungere o togliere la menoma cosa, la lettera che scriveste

sotto la dettatura della vostra degnissima madre. Io mi prendo assunto

che giunga in mano propria di Ravenswood, e se dopo un conveniente

indugio non ne riceverete risposta, dovrete concludere che ha

rinunziato tacitamente all'adempimento della vostra promessa, ancorchè

fossero in lui segreti motivi per non manifestare tale rinunzia in

iscritto.

Lucia abbracciò avidamente l'occasione offertale dal degno ministro; e

dopo avere copiata esattamente la lettera, di cui serbava la minuta, e

confidatala a Bidebent, questi la trasmise a Saunders Moonshine,

decano della sua chiesa, e zelante per gli interessi del

presbiteranismo, quanto intrepido contrabbandiere, ogni qualvolta

trovavasi a bordo del suo legno corsaro. Secondando il decano la

raccomandazione del proprio Pastore, promise di far giungere

sicuramente la lettera al sere di Ravenswood, in quella Corte

straniera presso cui stavasi allora.

Era necessario l'entrare in tali spiegazioni onde nulla rimanesse di

oscuro nell'abboccamento che seguì dopo questa spedizione tra Bucklaw,

miss Asthon e la madre di lei, abboccamento da noi narrato in uno de'

precedenti capitoli.

Lucia Asthon poteva in quel momento paragonarsi al marinaio, il quale

dopo aver fatto naufragio, ogni sua speranza rimette nella fragile

tavola ch'egli tiene abbracciata, e che continua tuttavia a reggerlo

alla meglio contro gl'impeti del mare infuriato; le sue forze lo

abbandonano a poco a poco, e la luce de' lampi, che per intervalli

disgombrano quella cupa oscurità, presenta unicamente al suo sguardo i

flutti spumanti che stanno da un momento all'altro per inghiottirlo.

Passarono i giorni e le settimane; la festa di S. Giuda arrivò,

termine fatale dell'ultima dilazione conceduta a Lucia, che non avea

per anche ricevuta alcuna risposta da Ravenswood.

La promessa sposa di Lammermoor, Tomo 3 (of 3) · 第 12 / 18 题