„ Qual fia di tal consiglio l'infausta conseguenza?
„ A quella in cui t'avvolgi mestissima indolenza
„ Succede la tetraggine, poi di vita l'orrore
„ Che colla morte arreca il fin del tuo dolore. „
_Gli Errori._
I nostri leggitori saranno più proclivi a scusare la facilità con cui
Bucklaw, non privo per vero dire di buone qualità morali, lasciava
traviare il suo giudizio dalle cabale di lady Asthon, intantochè alla
propria usanza corteggiava Lucia, se porranno mente a quale interna
disciplina venissero a que' giorni, nelle famiglie di Scozia,
assoggettate le donzelle nubili.
I costumi di questo paese, sotto tale aspetto, come sotto molti altri,
erano gli stessi che in Francia, prima della rivoluzione. Le
giovinette di una classe distinta vedeano poco la società prima di
essere maritate, e venivano, così per legge come effettivamente,
tenute sotto la assoluta dipendenza de' lor maggiori, i quali al
proposito di collocarle, consultavano più spesso l'interesse e le
convenienze, che l'inclinazione delle proprie figlie. E quanto al
giovine aspirante alla loro mano, si contentava del tacito consenso
della futura sposa, o della sicurezza ch'ella si sommetteva pienamente
ai voleri di chi potea anche su di ciò comandarle; e avendo poche
occasioni di conoscere da presso la donzella, e molto meno di
apprezzarne le qualità morali, sulle apparenze esterne per l'ordinario
si decidea; simile agli amanti di Porzia, che nel _Mercante di
Venezia_[3], scelgono, giusta il metallo di cui lo vedon costrutto, lo
scrigno, dal cui contenuto interno dipende il loro destino, e
riguardano in somma il matrimonio siccome un giuoco di lotto,
abbandonando interamente al caso l'esito della perdita o della
vincita.
[3] Nota Commedia di Shakespeare.
Tali essendo le costumanze generali del secolo, non era cosa
sorprendente, se Bucklaw che le sue consuetudini di dissipazione
aveano fin allora tenuto lontano dalla buona società, non si mostrava
sollecito di trovare nella sua promessa sposa tai sentimenti di
scambievolezza, quali non gli avrebbero cercati nemmeno persone più
esperte e più di lui dilicate in amore. Egli sapea, la cosa che
generalmente veniva riguardata come il punto essenziale, che i parenti
e gli amici di Lucia, se gli erano spiegati apertamente propensi, e
che siffatta propensione sopra motivi valevolissimi si fondava; nè
credea quindi doversi prendere altri fastidj.
Oltrechè, dopo la partenza di Ravenswood, il marchese di Athol tenne
una siffatta condotta che parea espressamente intesa a mettere un
insuperabil cancello fra lady Asthon e il proprio congiunto. Non
ch'egli non amasse sinceramente Edgardo; ma questo affetto non era
regolato da un sano discernimento. O, a dir meglio, pari alla maggior
parte degli amici e dei protettori, non si curava d'altro, se non se
di ciò ch'ei riguardava, siccome vero interesse del suo giovin
parente; nè si curava poi di esaminare se un tale contegno ne
contraddicesse i desiderj e le inclinazioni.
Aveva adoperato tutto il credito di cui godea, come ministro, per fare
ammettere al parlamento di Scozia un'appellazione dallo stesso
Marchese presentata a nome di Edgardo contro i giudizj, in virtù de'
quali la proprietà della baronia di Ravenswood fu aggiudicata
all'antico lord Cancelliere; appellazione, che sostenuta con tutta la
forza della ministeriale autorità, eccitò forti clamori per parte dei
membri della fazione opposta parlamentaria, i quali ravvisarono in ciò
una violazione inaudita, arbitraria e tirannica del poter giudiziario.
E se tal fu l'effetto che essa produsse negli animi di persone, sol
per conformità di principj politici, collegate colla famiglia Asthon,
ciascuno giudicherà quale irritazione eccitò in seno di questa
famiglia medesima. Ser Guglielmo, più interessato ancora che
pusillanime, si disperava all'aspetto della grave perdita che lo
minacciava. Il figlio di lui, il colonnello Sholto, nudrito nelle idee
dell'orgoglio materno, fu compreso da uno sdegno, convertitosi in
rabbia al sol pensare che si tentava di togliere alla casa Asthon una
signoria già da lui riguardata come paterno retaggio. Ma lo spirito
ancora più vendicativo della Milady vi trovò nuovi alimenti al proprio
rancore, considerando quest'inchiesta giudiziaria siccome un'offesa
che dovea perpetuare il desiderio della vendetta in tutti i cuori
delle persone di sua famiglia.
Persino Lucia, l'ingenua e soave Lucia, trascinata dall'opinione di
coloro che le stavano intorno, non potè a meno di corrucciarsi sulla
condotta di Ravenswood, o per meglio dire del parente di lui, e la
riguardò come precipitata, e tale che chiudea l'adito a qualsivoglia
conciliazione. „ Mio padre, ella pensava fra se medesima, l'ha accolto
con tanta amorevolezza. Innanzi agli occhi di mio padre ha preso
origine il nostro amore. Dovea egli dimenticar sì presto una simile
circostanza? O non dovea piuttosto divenirgli un motivo per far valere
con maggiore moderazione quelli che chiama suoi diritti legittimi?
Avrei rinunziato per lui ad un patrimonio, venti volte più grande di
quello ch'ei cerca ricuperare con tanta avidità, come se avesse
dimenticato, quanto questa causa riguardi me da vicino? „
Ciò nullameno Lucia era costretta a tenersi in petto questi argomenti
di scontento, perchè avrebbe temuto, col palesarli, di accrescere la
nimistà, già invelenita abbastanza in tutti quelli che l'attorniavano,
contro il suo amante. Non v'era un d'essi che non imprecasse i
provvedimenti presi dal marchese di Athol, divulgandoli illegali,
vessatorj, tirannici, e peggiori degli atti i più arbitrarj che si
erano commessi ne' momenti più calamitosi del regno degli Stuardi.
Venne in conseguenza di tutto ciò, che furono adoperate presso di lei
tutte le vie possibili di persuasione per indurla a sciogliersi dai
patti promessi ad Edgardo; patti, che le erano dipinti come
obbrobriosi, scandalosi, colpevoli, giurati ad un nemico di sua
famiglia, ed espressamente intesi a crescere l'amarezza della
disgrazia alla quale il padre di lei avea soggiaciuto.
Non mancava però miss Asthon di una certa forza d'animo, e benchè sola
e priva di soccorsi, molte angustie avrebbe saputo affrontare. Avrebbe
saputo ascoltar con pazienza le continue querele del padre suo, le
invettive di esso contro quella che egli chiamava condotta tirannica
della fazion dominante; gli eterni rimprocci d'ingratitudine che a
Ravenswood apponea; le infinite dissertazioni ch'egli tessea per
provare la nullità dei patti corsi tra Edgardo e la propria figlia; le
inesauste citazioni delle leggi romane e scozzesi, e del diritto
canonico, e tutta la massa de' suoi dottrinali intorno alla estensione
e all'ampiezza della patria potestà.
E colla stessa tolleranza, o almeno coll'indifferenza dello sprezzo,
avrebbe ascoltati gli amari motteggi, e talvolta le escandescenze del
suo fratel Colonnello; e avrebbe appena badato alle dicerie ardite e
fuor di proposito degli amici e de' parenti di sua famiglia.
Ma non poteva egualmente resistere o sottrarsi alle costanti
persecuzioni dell'instancabile lady Asthon, che dimenticando ogni
altro divisamento, metteva in opera tutte le molle del proprio ingegno
per rompere qualunque vincolo tra sua figlia e Ravenswood, e per
collocare fra essi un'insuperabile sbarra, col darla in isposa a
Bucklaw. Più esperta del marito nel conoscere le latebre del cuore
umano, ben prevedea che i colpi della sua vendetta non poteano
percuotere più acerbamente e profondamente l'uomo da lei considerato
qual suo mortale nemico; nè esitò a levare il braccio per ferirlo
nella parte più delicata del cuore, benchè sapesse che il suo pugnale
avrebbe trafitto nel medesimo tempo il sen della figlia. Inflessibile
ne' suoi disegni, riaperse tutte le ferite del cuor di Lucia, e le
fece stillar sangue, ricercandone senza pietà i nascondigli. Non
lasciò artifizio intentato. Prese tutti i travestimenti atti a
favorire le proprie mire, e architettò freddamente tutti i congegni
co' quali può sperarsi di operare rilevanti cambiamenti in un animo.
Alcuni di tali congegni erano semplicissimi, nè ci accadrà che
brevemente accennarli; ma altri ne adoperò caratteristici del tempo e
del paese, ove queste cose avvenivano, e dei personaggi che ebbero
parte in così singolare tragedia; dei quali congegni faremo alquanto
più diffusamente parola.
Al buon successo de' disegni di lady Asthon rilevando singolarmente
che i due amanti non potessero mantenere corrispondenza fra loro, pose
in opera tutta la sua autorità sopra qualunque persona attenente alla
sua casa, valendosi inoltre del soccorso ausiliare, nè men poderoso
delle ricompense pecuniarie, a fine di rendere ogni intelligenza
impossibile tra di loro. A quanto appariva, Lucia godea di una
pienissima libertà; pur non fuvvi mai Fortezza assediata che
soggiacesse ad un blocco più rigoroso. Il castello di Ravenswood stava
come in mezzo ad un cerchio magico ed invisibile, nell'interno della
cui periferia niuna cosa poteva entrare; fuor del quale nulla poteva
uscire senza la permissione espressa della Fata che lo avea delineato.
Perciò tutte le lettere che Ravenswood avea scritte a Lucia per
istruirla de' motivi di una lontananza così a lungo protratta, tutte
quelle che la misera Lucia gli aveva spedite per vie da lei credute
sicure, onde chiedergli i motivi del suo silenzio, andavano a cadere
nelle mani di lady Asthon. Come mai presumere che in queste lettere
trattenute, e soprattutto in quelle di Edgardo, non si trovasse
qualche cosa atta ad irritare l'astio e ad invigorire l'ostinazione di
colei che di tali lettere s'impadroniva? Ma le passioni di questa
femmina erano troppo violente, perchè di nuova esca abbisognassero.
Ella consegnava alle fiamme siffatte lettere appena lette le avea, e
vedendole ridursi in cenere, disperdersi in fumo, le compariva sul
labbro il sorriso; la gioia del trionfo le scintillava sugli occhi; e
si compiacea in pensando che le speranze di chi le avea scritte
anderebbero nello stesso modo disperse.
Spesse volte vedonsi favorite dalla fortuna le combinazioni di coloro
che sono pronti ed abili a profittare di tutti gli eventi propizj
offerti loro dal caso. Erasi sparsa una voce, fondata, nè ciò avviene
di rado, sopra circostanze plausibili e prive nondimeno d'un saldo
appoggio. Diceasi che il sere di Ravenswood era in procinto di sposare
sul Continente una giovine donzella di nascita illustre, e
ricchissima; la qual notizia divenne ben tosto argomento ai discorsi
d'ogni brigata. Perchè quando due fazioni si contendono fra loro
l'autorità e il favor popolare, nè l'una nè l'altra d'ordinario
trascurano i menomi incidenti della vita privata de' loro avversarj
per trarne materia a politiche discussioni. Niuno meglio del marchese
di Athol sapeva quanto fosse priva d'appoggio una tale voce. Ma
avrebbe contraddetto ai proprj fini medesimi col dismentirla, tanto
più che onorevolissima era pel suo parente. Laonde, in ordine a ciò,
si spiegava pubblicamente, e senza riguardi non già valendosi dei
grossolani termini che il capitano Craigengelt gli aveva attribuiti,
ma però in modo che alla famiglia Asthon non doveva essere
soddisfacente. Il suo giovine congiunto, egli dicea, non gli avea per
anche scritta una tale notizia; pur verissima gli parea, e ne
desiderava con tutto il cuore la conferma: un tal matrimonio avrebbe
convenuto assai meglio e sarebbe stato infinitamente più decoroso ad
un giovine pieno d'ingegno e di meriti che non l'altro colla figlia di
un vecchio giureconsulto _wigh_, stato la vera rovina della casa di
Ravenswood.
Allora quelli della parte contraria, dimenticando il rifiuto che il
sere di Ravenswood avea sofferto dalla famiglia Asthon, faceano fuoco
contro di lui, rimproverandolo d'incostanza e di perfidia, e
accusandolo di aver cercato d'impadronirsi del cuor di Lucia a solo
fine di abbandonarla vilmente in appresso. Lady Asthon dal canto suo
non mancò di ordinare la cosa onde siffatta notizia giungesse per
diversi canali al castello di Ravenswood. Ella sapeva che avrebbe
fatta maggiore impressione nel cuor d'una figlia, e presi meglio i
colori della verità, se fosse stata ripetuta da persone che non
fossero in iscambievole corrispondenza fra loro. Chi ne parlava come
della voce che correva alla giornata; chi mostrando di crederla vera,
taluno in aria di scherzo la raccontava all'orecchio a Lucia; tal
altro ne l'avvertiva gravemente come di cosa meritevole di seriissima
considerazione.
Persino Enrico, benchè amasse sinceramente la sorella, era divenuto
uno stromento di cui valeansi per tormentarla. Corso una mattina nella
sua stanza, portando un ramo di salice in mano, le disse che quella
fronda era stata spedita a bella posta dal Continente affinchè ella la
portasse[4]. Perchè appunto Lucia amava con maggiore parzialità il suo
giovin fratello, questo sarcasmo, derivato in sostanza da fanciullesca
spensieratezza, le fu più acerbo degli studiati insulti che tante
volte dal fratel primogenito avea ricevuti. Pure ad onta di esserne al
vivo trafitta, non ne concepì collera contra chi il profferì. „ Povero
Enrico, esclamò gettandogli le braccia attorno al collo, tu ripeti
solamente le cose che ti hanno insegnate! „ E versò nel medesimo tempo
un torrente di lagrime.
[4] _Portare il ramo di salice_, è proverbio inglese, solito ad
applicarsi alle vecchie zitelle o alle giovani tradite dai loro
amanti.
A malgrado della leggerezza naturale alla sua età ed anche inerente
alla sua indole, Enrico fu commosso vivamente dal cordoglio della
sorella. „ Lucia, le disse, non pianger così; ti giuro che non
m'incaricherò più mai delle loro ambasciate, perchè amo più te sola,
che essi mettendoli tutti insieme; (indi teneramente abbracciolla).
Quando vorrai andare a spasso, ti presterò il mio cavallino, e potrai
uscir del villaggio, se così ti piacerà, e senza che alcuno te lo
impedisca, perchè ti do parola che galoppa a dovere. „
„ E chi potrebbe impedirmi di andare a spasso fuor del villaggio? „
„ Oh! questo è un segreto. Ma fa prova di voler uscire, e vedrai
subitamente che il tuo cavallo si sferra, o diviene zoppo, ovvero che
la campana del castello sonerà per richiamarti, o in somma che
accaderà qualche accidente per non lasciarti andare più in là. So bene
che fo male a dirti queste cose; e se lo sapesse Sholto, non mi
regalerebbe più il paio di fiocchi da spalla che mi promise per
entrare nel suo reggimento. „
Il qual dialogo accrebbe la mestizia di Lucia confermandole un
sospetto che già erale venuto in animo, di essere cioè tenuta come
prigione entro la casa paterna. Nell'incominciamento del nostro
racconto, dipingemmo Lucia, come fornita di un carattere romanzesco
anzichè no; passionata per le storielle ove l'amore dominava in mezzo
ai portenti; facile qualche volta a mettersi colla immaginazione in
vece delle eroine del romanzo, le cui avventure aveano fatta maggiore
impressione nella sua mente che non avea pascolo di libri migliori. La
bacchetta magica, di cui si era giovata sino allora per procurarsi
amabili visioni, divenne quella d'un incantatore, suddito di un Genio
cattivo, e sol fornito della possanza di far comparire spaventevoli
spettri che agghiacciassero di terrore chi gl'invocava. Riguardandosi,
come argomento di sospetti, di sprezzo, d'indifferenza, e forse d'odio
alla propria famiglia, per giunta di sventure, si credè abbandonata
fin da quello per cui amore erasi esposta alla disapprovazione di
tutti coloro coi quali conversava e vivea. E per vero dire parea che
ogni giorno rincalzasse agli occhi della medesima le prove della
infedeltà di Ravenswood.
Un ufiziale d'avventura, di nome Westenho, collega antico di
Craigengelt[5] era arrivato allora appunto dal continente. Il
rispettabile capitano, benchè non concertasse a rigor di termine le
sue fazioni con lady Asthon, troppo superba per ricorrere ad
ausiliari, e troppo scaltra per volere mettere innanzi agli occhi di
un amico di Bucklaw i proprj rigiri, avea nondimeno l'accortezza di
comportarsi in modo di secondarne tutti i divisamenti. Indusse
pertanto il suo degno amico a ripetere tutto ciò che avea inteso
vociferare sul preteso maritaggio che Ravenswood stava, diceasi, per
contrarre, e ad aggiugnervi altre circostanze di sua invenzione, dando
così a questa calunnia una nuova apparenza di verità.
[5] Quel medesimo di cui parla Craigengelt nel suo dialogo con
Bucklaw riferito al capitolo VI di questo tomo p. 100.
Da tanti lati assediata, ridotta quasi a disperazione l'infelice
Lucia, cambiò affatto carattere, e cedendo alla forza de' patimenti e
delle persecuzioni, divenne cupa e concentrata in se medesima. Ora nel
silenzio ostinavasi, ora, cosa anche più contraria alla indole sua
naturale, rispondea con forza, ed anche con ira a coloro che la
tormentavano. Brevi e incoerenti divennero i suoi discorsi, e le
macchie porporine che a quando a quando ne animavano il volto, pallido
per natura, la dimostravano in preda a quella che potrebbe chiamarsi
febbre mentale. Intanto la sua magrezza crescendo ogni giorno, era
indizio evidente dei danni che nel fisico sofferiva.
Cotai sintomi avrebbero eccitata la compassione della maggior parte
delle madri; ma lady Asthon, ferma, inesorabile nei proprj
divisamenti, vide il guasto che formavasi nella salute e nella ragione
della figlia senza esserne più commossa d'un ufiziale del Genio,
quando sta contemplando le torri d'un'assediata Fortezza, crollar
sotto il fuoco della batteria che ha collocata; o a dir meglio,
riguardava questa rivoluzione fisica e morale operatasi nella figlia,
siccome un indizio che questa vacillava nelle proprie risoluzioni,
simile ad un pescatore che vede nelle convulsioni del pesce cui ha
attaccata la delfiniera, la gradevol certezza di trarlo ben tosto alla
riva. Per accelerare l'istante della crisi, ricorse ad un espediente
che probabilmente farà abbrividire i nostri leggitori; ma consentaneo
alla superstiziosa credulità de' tempi che descriviamo.