Ho ricevuta una lettera, sottoscritta: Edgardo, _sere di Ravenswood_;
nè so precisamente a chi attribuirla, perchè la famiglia che
s'intitolava così, fu digradata e cancellata dal novero delle famiglie
nobili per delitto d'alto tradimento, verificatosi nella persona di
Allano, già un tempo lord Ravenswood. Se a caso, o signore, foste voi
la persona che si è dato un tale titolo, piacciavi sapere ch'io
intendo valermi di tutta la pienezza de' miei diritti materni sopra
miss Lucia Asthon, mia figlia, da me promessa irrevocabilmente in
moglie ad un tale, degno di ottenerne la mano. E quando anche non
avessi corso un tal obbligo, non potrei accettare alcuna proposizione
di simil natura nè da voi, nè da chicchesia della vostra famiglia, che
ha sempre portate le armi contra la libertà del popolo e le immunità
della Chiesa di Dio. Non crediate che il soffio di una passeggiera
prosperità possa cambiare a tale proposito i miei sentimenti. Non meno
del santo re David, ho veduti i malvagi, divenuti potenti, innalzarsi
a guisa del cedro, e intanto che io passava dinanzi ad essi non erano
più[2]. Vi prego, o signore, ad imprimervi ben nell'animo questa
verità per amore di voi medesimo, e v'insinuo a non volgervi
ulteriormente alla vostra serva
_Margherita Asthon_, _nata Douglas_. „
[2] Versetto scritturale recato con tanta felicità nella nostra
lingua dal Varano.
„ Vidi l'empio presso sera,
„ Innalzarsi eguale al cedro.
„ Ripassammo, e più non era,
„ Quando l'alba ritornò. „
Due giorni dopo avere ricevuta questa lettera non troppo
soddisfacente, il sere di Ravenswood trovavasi nella strada maggiore
di Edimburgo, ove il fermò un uomo che egli ravvisò ben tosto essere
Lockart, il fedele servo di ser Guglielmo Asthon. Levatosi questi il
cappello, lo salutò rispettosamente, e chiedendogli scusa per la
libertà che si era presa di trattenerlo, gli porse una lettera per
parte del suo padrone; poi subitamente disparve. Era questa di ben
quattro pagine in folio, coperte d'una scrittura fitta fitta, la cui
sostanza però, come per solito accade in una gran parte delle
allegazioni de' grandi giureconsulti, avrebbe potuto a poche linee
ridursi. La cosa che in questo scritto più chiaramente appariva, era
il sommo imbarazzo in cui dovette trovarsi la persona che lo compose.
Incominciava ser Guglielmo a spiegare, e per le lunghe, in quale alto
conto tenesse il suo giovine amico, il sere di Ravenswood, e quanto
fosse d'antica data la venerazione ch'egli professava al suo antico
amico il marchese di Athol. Passava indi a manifestare le proprie
speranze, che di qualunque genere fossero le vie preferite nel
trattare gli affari di interesse, in cui trovavasi involto, non
sarebbero stati dimenticati i riguardi dovuti alla santità de' giudizj
ottenuti _in foro contentioso_, e protestava innanzi a Dio e a tutti
gli uomini che, ove accadesse che le leggi della Scozia e le sentenze
pronunziate in conformità delle medesime, dovessero soffrire oltraggio
alla presenza di una nuova assemblea, qualunque essa fosse, non
penserebbe tanto al danno minacciato ai suoi personali interessi da
una irregolar processura, quanto si sentirebbe trafitto nella più viva
parte del cuore dalle pubbliche calamità che diverrebbero la
conseguenza inevitabile di un tal sistema. Molte cose ei dicea in lode
della generosità e del perdono mutuo delle ingiurie, e alcune anche ne
lasciava trasparire sulla instabilità delle umane vicende, luogo
rettorico che non manca mai di soccorrere all'uopo della fazione
politica soggiacente. Compiangea in patetico stile, e mansuetamente
biasimava la fretta avutasi nel torgli la carica di lord Cancelliere,
che una lunga pratica lo rendeva atto a sostenere, ardiva dirlo, con
tanto vantaggio del pubblico. E più lo gravava che si fosse venuto a
tale deliberazione, senza nemmeno darsi la briga di esaminare fino a
qual segno i suoi principj politici differissero da quelli
dell'attuale amministrazione. Non già che egli dubitasse delle mire
purissime del marchese di Athol, intese sempre al ben dello Stato; ma
in queste mire non essere egli diverso nè dal marchese di Athol, nè da
qualunque altro cittadino amantissimo de' vantaggi della sua patria.
Così si fosse preso l'espediente di combinare insieme in un comune
parlamento le vie migliori per aggiungere ad uno scopo tanto
desiderabile! Si sarebbe veduto con quanto zelo avrebb'egli a ciò
adoperati tutti que' sussidj di preponderanza o d'ingegno che gli
rimaneano. Venendo poi alle promesse che si erano fatte mutuamente la
figlia sua e il sere di Ravenswood, appariva dalla sua lettera com'ei
toccasse a contraggenio un tale argomento. Spiaceagli delle immature
spiegazioni corse su di ciò per parte di quelle persone che non
dovevano essere le prime a spiegarsi. Prendeva a testimonio il suo
giovine amico del nessun incoraggimento datosi a questi amori dal
padre. Gli rammentava che un patto _inter minores_, una obbligazione
contratta da un giovine senza l'assenso de' naturali suoi curatori era
nulla e di nessun effetto agli occhi della legge. La troppa fretta
postasi in questa bisogna avea prodotta una sinistra impressione
nell'animo di lady Asthon, e rinforzati certi pregiudizj che non
tornava per ora il pensare a distruggere. Il primogenito della
famiglia, il colonnello Soltho Douglas Asthon si era in modo il più
solenne posto dalla banda della madre. La qual cosa mettea Asthon
padre, nella necessità di non prestare l'assenso che il suo pregiabile
amico Ravenswood gli chiedea, a meno di far nascere un disgusto in
famiglia, genere di rischio a cui per nessun conto volea avventurarsi.
Conchiudeva la lettera dimostrando speranza, che il tempo, quel medico
efficacissimo di tutti i mali, anche a questi dispiaceri avrebbe posto
un rimedio.
Seguiva un brevissimo poscritto, ove ser Guglielmo spiegava un po' più
chiaramente, che se mai, contr'ogni sua espettazione, il Parlamento di
Scozia si mostrasse proclive a cassare i giudizj solennemente
profferiti dalle Corti di giustizia, anzichè vedere esposte
a tale oltraggio le leggi della sua patria, si presterebbe
estragiudizialmente a ragguardevoli sagrifizj.
Alcuni giorni dopo, un incognito consegnò alla porta del marchese di
Athol la seguente lettera, addirizzata al sere di Ravenswood.
„ Ho ricevuta, ma non senza espormi a rischi, la vostra lettera. Non mi
scrivete più sinchè non arrivino tempi migliori. Sono assediata, ma mi
manterrò fedele alla mia parola, sintantochè il cielo mi conservi
l'uso della ragione. É un conforto per me il sapere che la sorte vi
favorisca, e ne ho grande bisogno. „ A piedi del biglietto leggeasi la
sottoscrizione L. A.
Questi pochi versi portarono gravissime inquietudini nell'animo di
Ravenswood, che ad onta della proibizione di Lucia, si adoperò per
farle pervenire nuove lettere, ma indarno; e i suoi tentativi gli
fruttarono soltanto la sgradevole certezza delle grandi ed efficaci
cautele che erano state prese a fine di togliere ogni possibilità di
corrispondenza fra lui e la sua amante.
Tutte le ridette circostanze affliggeano tanto più vivamente il sere
di Ravenswood, che non potea differire più a lungo la sua andata per
l'importante commissione di cui già favellammo. Prima di partire dalla
Scozia consegnò la lettera di ser Guglielmo nelle mani del marchese di
Athol, il quale, dopo averla letta, gli disse sorridendo, che l'antico
lord Cancelliere avea lasciati trascorrere i suoi giorni di grazia, e
che dovea d'allora innanzi imparare a conoscere da qual parte si
levava il sole. Nè durò poca fatica Edgardo a farsi promettere, che
ogni qual volta ser Guglielmo acconsentisse alle nozze di lui con
Lucia, il marchese di Athol si accomoderebbe con esso su tutti i punti
contenziosi, senza portare le cose alla discussione del Parlamento.
„ Questo si chiama un sagrificare i diritti della vostra nascita, gli
dicea il Marchese e difficilmente mi piegherei alle vostre brame, se
non fossi pienamente convinto che lady Asthon, lady Douglas, non
importa qual nome si dia costei, non si smoverà dal suo punto, e che
suo marito non ardirà contraddirla. „
„ Spero per altro, Milord, non vi dimenticherete ch'io ho per sacro
l'obbligo da me contratto. „
„ Vi do parola d'onore di prestarvi servigio fino nelle vostre pazzie.
Vi ho fatto conoscere il mio sentimento, ma vi prometto uniformarmi al
vostro, se l'occasione se ne offrirà. „
Al sere di Ravenswood altro non rimanea da farsi che ringraziare di
tutto cuore un parente sì generoso, e un amico così verace,
lasciandogli piena facoltà di fare per esso in ogni circostanza quanto
avrebbe giudicato a proposito. Congedatosi indi da lui veleggiò al
Continente, ove la natura dell'incarico preso, doveva, a quanto
sembrava, trattenerlo parecchi mesi.