JOSEPH LE ROUX, _Cartes Hydrographiques_.
CAV. OPIZIO GUIDOTTI, logotenente generale delle galere del Papa nel
1622: Portolano ms. nell’ARCH. COL., segnato _Armata navale_, nº 79,
p. 84: «_Il Caccamo è un freo che dura da quattro miglia e corre da
Ponente a Levante, e dalla banda di Ponente vi sono due bocche: la
prima è netta; la seconda ha una brutta seccha la quale non veglia,
e nell’entrare ti resta a banda sinistra che vi è sicuro cammino. E
quando sarai dentro, darai fondo a 30 passa, e darai li provesi a certi
scogliotti, starai sicuro. All’isola di fuori per mezzogiorno vi è un
porto per Galere, il quale si domanda porto Caracollo; e quando ci sei
dentro, no vedi da qual banda tu ci sia intrato. Dentro al detto freo
del Caccamo ci sono parecchi altri porti per vascelli da remo; vi è
un molo antico, e tutta l’isola ripiena di case dirupate, e vi sono
cisterne d’acqua bonissima._»
[69] PARUTA cit., p. 116. Quivi egli dice porto Vathi et Calamiti, dei
quali non si trova alcun indizio nè tra le carte geografiche antiche
e moderne, nè tra i portolani. Ma sapendosi che l’armata procedette
dodici miglia a Levante di Castelrosso, non può essere altro quivi che
la gran rada di Caccamo. BAUDIN cit., p. 383.
ANDREAS MAUROCENUS, _Hist. venet._, in-fol. Venezia, 1615, p. 375:
«_Venetæ et Pontificiæ triremes portum Vathim inter continentem et
Chelidonias cæpere. Eumdem occupare quoque Auriam potuisse fertur,
nisi aperto mari detineri ea nocte maluisset, non absque periculo
ut infensiore vento in Occidentem abstractus, nostros deserere
cogeretur._»
[70] SERENO cit., p. 61 e 62.
LONGO cit., p. 18.