COLLECCION DE DOCUMENTOS, t. III, p. 9, _Lettera di don Garzia di
Toledo a don Luigi de Requesens_: «_No sepan Venecianos que_ Su
Majestad tracte de que no se pelee.»
ARCH. COL., t. II, p. 158: _Lettera di M. A. al Re_: «_Pareciendo a
Marcantonio que no era razon que ni a Venecianos ni al mundo se diesse
a creer que da un Rey tan grande y de tanta bondad, hubiessen salido
ordenes contrarios, per un mismo negocio._»
MARCANTONIO COLONNA, _Relazione al Re cattolico di quel che avvenne
nell’armata l’anno 1570_. ARCH. CASSIN., append. SERENO cit., p. 437
e 438: «_Veda Vostra Maestà quanto male a proposito Giovannandrea_,
allegando di aver comandi particolari _di Vostra Maestà, disgustasse i
Veneziani.... Mi dolse che Gioannandrea mi desse a credere che V. M.
intorno a quest’affare avesse a lui affidato_ segreti _che a me non
palesò_.»
MARCANTONIO COLONNA, _Lettera al cardinal Rusticucci da Corfù_,
novembre 1570. Arch. Col., t. II, p. 412: «_Il generale veneziano mi
ha mostrato uno scritto venuto da Ragusa, che in somma Pagan Doria,
fratello di Giannandrea, disse offerendosi a farci scommessa che non si
sarebbe combattuto coll’armata nemica, perchè Giannandrea haveva ordine
di Sua Maestà di non lo fare in quest’anno. Hor io spero esser alli
piedi di Sua Santità, e li darò contezza._»
ARCH. COL., _Lettera di Marcantonio al vicerè di Napoli_, Da Corfù,
28 novembre 1570: «_Qui mostrano una fede fatta da certi gentiluomini
veneziani in Ragusa dove dicono che Pagan Doria voleva scommettere
che non si sarìa combattuto coll’armata del Turco perchè Sua Maestà
così aveva ordinato a Giannandrea, e che per quest’anno non voleva Sua
Maestà si facesse niente.... Pagano era malato in Ragusa con Vincenzo
Vitelli quando li venne voglia di far questa gentile scommessa._» T.
II, p. 420.
ROSELL cit., p. 133, nº 13: «_La inaccion de don Juan era_ effecto de
las ordenes _de la Corte_.»
[40] MARCO ANTONIO COLONNA, _Relazione di quanto è successo all’armata
il 1570_, pubblicata nel SAGGIATORE, giornale romano di storia e
documenti, t. III, p 29 e 30: «_Giannandrea disse che non faria quel
che gli ordinasse il signor Marcantonio, eccetto in quello che paresse
a lui._»
[41] MICHEL SORIANO, _Trattazione della Lega tra N. S. Pio V, il Re
cattolico e la Repubblica di Venezia contro il Turco nell’anno 1570_,
Appendice (non pubblicata dai Cassinesi) MS. CASANAT., XX, I, 32, p.
328: «_Intanto si ebbe avviso della ritirata dell’armata cristiana, e
delli dispareri nati tra il signor Marcantonio ed il signor Giannandrea
Doria, donde fu data imputazione al Doria che havesse mancato
abbandonando gli altri e messo in disordine l’impresa. La qual cosa
turbò grandemente l’animo di tutti, et il Pontefice entrò in sospetto
che la Signoria venuta in diffidenza delli regi non fosse per attendere
alla Lega. Et fu confermato in questo dalle parole dell’Ambasciador
Soranzo, il quale aggravando il fatto comparavalo con quello che seguì
l’anno 1538 nell’altra guerra._»
[42] Nella Galleria della eccellentissima casa Doria in Roma non è
ritratto di Giannandrea: ma bensì sopra due medaglie d’argento scolpita
la sua fisonomia. Ambedue simili nel diritto e nel rovescio, quantunque
l’una alquanto più rozzamente lavorata. Quivi è il busto di Giannandrea
a capo nudo, con sulle spalle e sul petto un gran manto: attorno si
legge: IO. AND. AUR. COMES. LODANI.
Nel rovescio si vede la galera sua capitana, le bandiere al vento, e
sopra il molto: DEI. ET. REGIS. MVNERE.
Niuna biografia, a mia notizia, parla di Giannandrea, men che quella di
BRANTOME: il quale in un capitoletto lo loda per gran marino, lo chiama
brusco, e non entra in altri particolari.
AGOSTINO OLIVIERI, _Monete, medaglie e sigilli dei Principi Doria_,
in-8. Genova, 1859, alla tavola IIª nº 3, produce la medaglia sopra
citata, e nº 4 ne aggiugne un’altra, nelle quali si vedono i medesimi
tratti.
[43] ROSELL cit., p. 34: «_En el retraso del Doria intervinieron
circumstancias de diversa indole. Lo primero que la corte d’España
abituada a mirar con certa desconfianza la amistad de los Venecianos, e
no creiendo, hasta venir formalizadas las hostilitades, que el Senado
dejase de intentar alqun medio de accomodamiento con la Porta, anduvo
remisa en dar a Doria las istrucciones, que le mandò mas adelante._»
LODERCHI, _Ann. eccl._, t. III, p. 18 a 22. Tratta di tutte le
dilazioni precedenti, e susseguenti di Giannandrea e delle varie
opinioni circa la causa.
ARCH. COL., _Lettera di Marcantonio al card. Rusticucci, da Otranto il
20 agosto 1570._ T. 1, p. 63: «_Il signor Giannandrea partì alli 12 da
Messina senza saper ch’io l’aspettassi. Poi al capo della Colonna ebbe
la mia fregata; e sebbene il tempo buono l’aveva portato qui vicino, se
ne tornò indietro a Taranto per pigliare alcuni soldati: e questa fu
giovedì a sera del 17: e non è ancora comparso. Talchè quando pareva
che si havesse da usar maggior diligenza, sapendosi ch’io aspettavo,
si è andato più ritenuto. E tutto questo negozio verrà a battere in
questo che (come saremo a Candia tardi) si metta in difficoltà il
passare avanti, et la impresa si converta in util privato di alcuni
danni che si possono fare al nemico: che non sono di sostanza al fatto
presente._»
Item, _Lettera all’ambasciadore di Spagna_, da Otranto, 21 agosto, ib.
p. 64. »_Il signor Giovannandrea fa molta difficoltà non solo di passar
Candia, ma d’arrivarci._»
[44] ARCH. COL. cit., t. I, p. 65; t. II, p. 3 e 155.
ARCH. CASSINESE, Pubblicazione nell’appendice del SERENO cit., p. 431.
[45] ARCH. CASSINESE cit., p. 432.
FERRANTE CARACCIOLO cit., p. 6 in fine.
ARCH. COL., _Relazione al Re_, t. II, p. 155 e p. 256.
MARCANTONIO COL., _Lettere al cardinal Rusticucci_. Da Otranto, a dì
20 agosto; e dalla Suda in Candia, a dì 5 settembre. ARCH. cit., t. I,
p. 64 a 67. Nella prima dice così: «_Alli 17 d’agosto capitò qui vicino
il signor Giannandrea, e tornò indietro fin in Taranto.... io vedo che
quest’allungamento è la ruina di questo negotio._» In data del 21 dice:
«_Questa notte giunse il signor Giannandrea, e se ne restò fuori del
porto._»
[46] MARCANTONIO COLONNA, _Relazione al re di Spagna_: «_Por mucho que
Marco Antonio importunase a Juan Andrea, no teniendo alli negocio de
dos horas, no lo pudo arrancar de Otranto en dos dias._» T. II, p. 155.
[47] STEFANO LUSIGNANO di Cipro, lettore dell’Ordine dei Predicatori,
_Chorografia et breve historia universale dell’Isola di Cipro_, in-4.
Bologna, 1573.
ANGELO CALEPIO di Cipro, dell’ordine de’ Predicatori e vicario generale
in Terrasanta, prigioniero de’ Turchi a Cipro, _Vera et fedelissima
narratione del successo della espugnatione et defensione del regno di
Cipro_, ext. in præced.
GIAN PIETRO CONTARINI, _Historia delle cose successe dal principio
della guerra di Cipro, sino alla giornata di Lepanto_, in-4. Venezia
1572 e 1645.
PAOLO PARUTA, cavaliere e procuratore di San Marco, _Storia della
guerra di Cipro_, in-4. Venezia, 1718.
EMILIO MARIA MANOLESSO, _Historia nova nella quale si contengono tutti
i successi della guerra turchesca_, in-4. Padova, 1572.
PETRUS BIZARUS, _Cyprium bellum_, ext. int. Aulæ Turciæ script. ab
GEUFFRÆO et GODELEVEO, editos in-8. Basilea, 1577, p. 678.
ANTONIUS MARIA GRATIANUS, _De bello Cyprio_, libri quinque, in-4. Roma,
1624.
LADERCHI, BZOVIO, TARCAGNOTA, CATENA, SPONDANO, GABUSSI ed altri.
[48] SERENO cit., p. 32 e 54.
CAPITAN ANGELO MARIA GATTI da Orvieto. _Successi della guerra di
Famagosta nell’isola di Cipro, e della presa di essa_, MS. alla
CHIGIANA in Roma, G. IV, 102, ed alla CAPPONIANA e MARUCELLIANA in
Firenze. Quivi sono i nomi di più altri capitani statisti.
[49] CALEPIO cit., p. 95, verso, linea 17, 19.
[50] SERENO cit., p. 54.
[51] CALEPIO cit., p. 96 e 97.
[52] SERENO cit., p. 56.
[53] GIANNANDREA DORIA, _Primo manifesto al sig. Marcantonio Colonna
dato da Secthia li 16 settembre 1570_. ARCH. COL., t. IV, p. 119. Ed
altra copia legata in pelle verde presso don Vincenzo Colonna.
Quivi l’autore medesimo, giustificando la sua condotta, confessa d’aver
nel consiglio parlato in questo modo. Il documento si trova nell’ARCH.
COL. Fu anche pubblicato dal SAGGIATORE, giornale romano del 1844, t.
II, p. 289, come se fosse inedito: ma era per la sua grande importanza
publicato già prima da CESARE CAMPANA, _Historie del mondo_, in-4.
Pavia, 1602, t. I, p. 56, come ben avvisano gli editori Cassinesi del
SERENO a p. 385, nella nota. Ed io per mostrar la grande importanza
che i contemporanei mettevano in questa confessione generale del Doria
aggiugnerò essere stato pubblicato pure dal BOSIO nella sua storia dei
Gerosolimitani più volte citata al t. III, p. 865.
FRANCESCO LONGO cit., ARCH. STOR. ITAL., t. IV, app. p. 19.
FERRANTE CARACCIOLO cit., p. 6.
SERENO cit., p. 67.
ADRIANI cit., p. 861.
ROSELL cit., p. 37 e 38, e 171 e 175.
ARCH. COL., t. I, p. 68. _Lettera di M. A. al sig. Antonio Tiepolo_.
Data dalla Sada, 7 settembre 1570: «_Il signor Giovanni Andrea teme di
noi come dell’inimico._»
E t. II, p. 9, verso il fine: «_Il signor Giannandrea non concorreva
nè all’uno nè all’altro partito: ma all’andar a far dei danni e pigliar
degli schiavi._»
[54] ARCH. COL. ut supra.
ARCH. CASS. ut sup., p. 434, lin. 11.
[55] ARCH. COL., t. I, p. 79, _Parere di Sforza_; item, t. III, p. 130,
e t. II, p. 10.
[56] MARCO ANTONIO COLONNA, t. I, Diverse sue _Lettere e manifesti_
conservati nell’Archivio e qualcuno pubblicato dal SAGGIATORE cit., t.
II, p. 294, 336 e 337.
[57]
Galere del Papa 12
Del Re 49
Della Signoria 126
Galeone 1
Galeazze 11
Navi 6
————
205
[58] ARCH. COL., t. I, p. 75.
[59] MARCANTONIO COLONNA, _Relazione dell’armata al re cattolico_,
ARCH. COL., t. II, p. 158. «_Es de notar que los dichos Venecianos
estaban con el animo tan impreso que Juan Andrea en esta jornada no
tenia voluntad de hacer nada con l’armada de Vuestra Majestad, que el
General vino a terminos que dixo a Marcantonio que el queria ofrecer a
Juan Andrea, para securidad de su persona y de sus galeras, un deposito
de doscientos mil cequines de Venecia: y Marco Antonio lo estorbò que
no lo hiciesse, diciendole que se hiciera agravio a la armada de V. M.
y a sus Ministros._»
MARCANTONIO COLONNA, _Relazione alla Maestà del Re nostro signore
di quel che avvenne nell’armata_: pubblicato dall’ARCH. CASSINESE.
Appendice al SERENO, p. 435: «_Onde mi fu mestieri parlare per togliere
le male intelligenze e sì calmai gli animi già troppo annuvolati.
Ma non siffattamente che il generale veneziano, come per disprezzo,
non offrisse polizze di cento scudi_ (l’una, sino alla somma di
dugentomila zecchini che sono due milioni e mezzo di franchi) _con
che Giovannandrea potesse soccorrere ai danni che dalla battaglia gli
venissero._»
[60] ARCH. COL., t. I, p. 85, t. II, p. 269, 331 e 380.
ARCH. CASSINESE ut sup., p. 435. «_Giovanni Andrea richiese, tre cose
al general veneziano: la prima che desse biscotti ec.»_
[61] BOSIO cit., p. 864, D.
CARACCIOLO cit., p. 6.
ADRIANI cit., p. 860.
SERENO cit., p. 67, 68.
MARCANTONIO COLONNA, _Manifesto_, edito nel SAGGIATORE cit., t. II, p.
337.
GIOVANNANDREA DORIA, _Secondo Manifesto_ nel SAGGIATORE, t. II, p.
358. Il numero era piuttosto maggiore che minore, e tutti presso a
poco concordano: avvertendo che le piccole differenze provenivano dal
continuo arrivare e partire, armarsi o disarmarsi di alcuni legni, come
suole sempre succedere in grande armata.
[62] Se ne è parlato già sopra alla nota 51: e si osservi come il
Codice che riporta detto manifesto è presso Sua Eccellenza Don Vincenzo
Colonna, legato in mezza pelle verde, col titolo _Manoscritti_, t. IV,
a p. 119. Indi fu copiato dal SAGGIATORE.
[63] ARCH., presso S. E. Don Vincenzo Colonna, volume legato in mezza
pelle verde, col titolo _Manoscritti_, t. IV, p. 127; di qui fu copiato
e pubblicato dal SAGGIATORE, t. II, p. 336.
[64] Navi da carico usate dai Veneziani e dai Levantini.
Il SAGGIATORE legge _con tibazzi_. Laddove l’originale dice _xiv
schirazzi_.
[65] Questo disse Marcantonio per modestia (si veda la nota 4), e per
fare intendere copertamente a Giannandrea che da lui si fosse lasciato
sempre guidare, come da maestro di pratica marineria, conforme alle
istruzioni ricevute nella lettera del re, prodotta sopra alla nota 21.
[66] SERENO cit., p. 68.
PARUTA cit., p. 115. Queste quattordici navi sono nel manifesto di
Marcantonio chiamate schirazzi, mettendosi là il genere e qua la specie
per la cosa medesima.
[67] ANDREAS MAUROCENUS cit., p. 366, B.
GRATIANUS cit., p. 61: «_Auria quo Columnæ æquari videretur idem in
sua navi per noctem lumen ardere voluit.... tamen Columnæ animum tam
contumax dignitatis suæ contentio incredibiliter urebat: quamquam eam
injuriam insigni moderatione, rei publicæ condonare se, Venetis rem
acclamantibus, respondebat._»
ARCH. COL., t. II, p. 258.
[68] L. S. BAUDIN, _Manuel du pilote de la mer méditerranée_, in-8.
Tolone, 1833, t. II, p. 382.