Qua e là scintillano i primi fuochi del bivacco, illuminando all’intorno
generali e soldati, vinti e vincitori, stesi per terra, chi ferito e chi
dormente, gli uni accanto agli altri, alla rinfusa, come eguali ed
amici.
Ed erano eguali, sì, generali e soldati, nella fortissima virtù dei
sacrificii, nella generosa devozione ai loro Principi e nel divino amore
della patria; amici sì, vincitori e vinti, nella sublime religion del
valore, d’ambo le parti, in quel giorno memorabile, splendidamente
glorificata col sangue.
Sono trascorsi dieci anni, o caduti dei tre eserciti; e come quel giorno
giacevano confusi i vostri cadaveri sul campo, oggi riposano le vostre
ossa in una tomba comune, sulla quale sventolano le bandiere dei tre
popoli a significare che siete tutti egualmente amati, venerati e
pianti.