I tre si guardarono sbalorditi.

— Fiorina! — esclamò il Lascaris.

Un cenno: il Nervia interrogò:

— Non hai sbagliato, Becco-in-croce? Hai proprio riconosciuto il

gentiluomo che è ospite del Conte Lascaris?

— Sì, Vostra Eccellenza.

— Com'erano i suoi compagni?

— Un gentiluomo d'età, col viso che pareva una pera martina secca, e

una barbetta quasi bianca....

— Ibleto di Spigno!

— .... e una gentildonna giovane e bella, che vestita da uomo pareva un

ragazzo.....

— Bionda?

Becco-in-croce pensò un poco: poi trionfalmente:

— Sì, Vostra Eccellenza!

— Fiorina! È Fiorina, non c'è più dubbio!

— Luca!

Ancora fuor di sè il Lascaris si voltò a scudisciare una pianta.

— Si sono imbarcati, Becco-in-croce?

— Sì, Vostra Eccellenza.

— Verso?

— Verso Latte, Vostra Eccellenza, ma doppiando la foce al largo d'un

miglio almeno.

— A che ora presso a poco?

— Tre ore di giorno almeno, Vostra Eccellenza, ed anche quattro.

— E soltanto adesso vieni a riferirlo?

Becco-in-croce non parve intimidito.

— Vostra Eccellenza mi perdoni, ma come potevo immaginare che Vostra

Eccellenza fosse al castello?

— E da chi l'hai saputo?

— L'ho saputo all'accampamento, Vostra Eccellenza!

— Vieni dunque di là?

— Sì, Vostra Eccellenza.

Il Nervia riflettè un momento, poi chiese consiglio.

— La posta al bivio di Apricale non ha più ragion d'essere da poi che

gli Spigno sono passati a nostra insaputa e ne ha beneficato il conte

Embriaco....

Luca flagellò con raddoppiato vigore l'albero.

— .... nulla più ci trattiene lassù: che ne direste d'uno spostamento

di campo?

— Dove? — domandò l'Altariva.

Senza rispondere alla domanda il Nervia ripetè:

— Spostiamo dunque l'accampamento?

— Spostiamolo, per tutti i diavoli! — urlò Luca.

Camillo annuì.

— Becco-in-croce — comandò il Luca — ritorna al campo e dà ordine che

si levino le tende e che si discenda e si passi il _gao_, a metà strada

fra Dolceacqua e Camporosso. Noi vi saremo e la conchiglia del Bagato

indicherà il punto preciso. Va Becco-in-croce e porta l'ordine mio.

Il montanaro s'inchinò e ripassò la breccia.

— Ed ora a noi. Il mio sospetto, Luca, aveva ragione d'essere secondo

quanto abbiamo udito. L'Embriaco si liberò violentemente del mio povero

Seborga.

— Ma gli Spigno?

— Ibleto ha sempre fornicato con i francesi: lo sappiamo tutti. Credo

che a quest'ora sbarcati a Latte e in istrada per Nizza, o per mare

tuttavia, si riducano al campo dei sanculotti sul Varo.

— E Fiorina?

— Di buono o di malgrado li segue.

Luca Lascaris alzò le pugna al cielo.

— Voi mi sembrate un ragazzo imbelle, Conte, un ragazzo imbelle al

quale abbiano furato il giocattolo. Siate uomo, per nostra signora

di Lampedusa! Verrà la nostra volta, e vinceremo la nostra posta. Per

intanto vi apro intero il cor mio: sono stanco di questa vita raminga

e inutile. Rivedere il mio castello dopo sì lungo tempo mi ha rimessi

in cuore i germi della nostalgia. Liberiamoci, prendiamo una decisione,

scegliamo un nemico. Siamo qui esitanti fra Genova e la Francia:

pretendiamo tenerle in ballo tutte e due. Grave errore. Facciamo onor

stragrande alla Serenissima, che fa paura o meglio vuol far paura con

le mani vuote. Vi offro una via d'uscita: giriamo le Maure, usciamo

dopo Roverino, per il Bevera, piombiamo sui predoni di Sant'Antonio,

e appena li avremo liquidati assalteremo la città isolando il fortino

del Borzone. Ventimiglia non ha che un Governatore di figura e pochi

uomini di parata dei quali verremo presto a fine. Riprenderemo poi

la guerriglia con una difesa come la città, il forte ed il vostro

Castello, Conte Lascaris. I Francesi non passeranno o gireranno da

Saorgio. Guadagneremo tempo ad ogni modo, che ve ne pare?

Camillo Altariva prese la parola.

— Il tuo piano, Almerico, è buono come linea generale: ma i particolari

verranno. Per intanto l'approvo fino all'assalto dei predoni di

Sant'Antonio.

— Io tutto approvo — esclamò Luca Lascaris, — purchè ci si muova e non

si resti qui neghittosi. Ho bisogno di far del male a qualcuno.

— Ne avrete presto l'occasione, conte. Quando ci congiungeremo con

la mia truppa troveremo i due scherani dell'ospite vostro: se mi

permetterò d'interrogarli io stesso, per la memoria invendicata del mio

povero Seborga, li consegnerò poi dopo alla vostra giustizia, chè vi

appartengono.

— Vi ringrazio, Almerico!

Ma il progetto del Nervia non potè avere esecuzione. A metà strada fra

Dolceacqua e Camporosso attendeva bensì la truppa del Nervia, ma il

Ricciuto e Bracciodiferro non ne facevano parte. S'erano allontanati

con gli uomini che comandavano, subito appena apparso Becco-in-croce, e

conosciuto che ebbero la nuova direzione dell'Embriaco, pretendendo il

Ricciuto d'aver ordini tassativi in proposito.

— Non importa — osservò il Nervia — ignorano il nostro piano e quindi

non ci sarà allarme: del resto potremo raggiungerli: non perdiamo

tempo!

Il Falco (Cronaca del 1796) · 第 38 / 67 题