Quando si ritrovarono di nuovo sullo spiazzo dinanzi all'attico pronao,
Almerico sostò e chiese:
— Che pensate, amici, della morte del Seborga?
Silenzio: i due curvarono il capo.
— Dunque: il mio sospetto.
Luca Lascaris parlò:
— Sospetto è vaga parola ed è accusa grave. Il Seborga partì con
Emanuele Embriaco della cui onestà posso rispondere.....
— Sono davvero i tempi in cui si può rispondere della onestà di
qualcuno! — mormorò sordamente l'Altariva.
Il Conte s'impennò:
— Camillo, vi prego di ricordarvi che l'Embriaco venne a me con una
lettera della cui verità nessuno ha il diritto di dubitare me vivente e
sano. Emanuele Embriaco è fuoruscito....
— Bandito.
— .... sia pure, bandito genovese: titolo di stima per noi che
combattiamo per il Re. Venne con soldati regolari e con vassalli del
marchese di Spigno. Si rifugiò nel mio castello.....
— Per iscampare dal Grimaldi e dal Borzone.
— .... potrei rispondervi che era munito di tal lettera che gli dava
pieno diritto alla mia ospitalità. E se pur venne per iscampare dal
Grimaldi e dal Borzone lo fece nella sua qualità di fuoruscito.... o
bandito se meglio vi piace. Da allora però seguì la nostra fortuna
fedelmente. Vi faccio anche notare che ieri a notte chi divise i
drappelli fu il Seborga che mi diede lo scudiere dell'Embriaco e s'unì
alla scorta del Conte....
Almerico di Nervia intervenne.
— Lascaris, non accuso dicendo che sospetto.... come del resto voi due
sospettate: Camillo.....
— .... fin dal primo momento.
— .... e voi Luca nell'interno del cuore, a malgrado le ragioni che
accumulate. Può darsi che nella notte buia sia sdrucciolato un piede
al vecchio Seborga, benchè a giudizio di chi l'ha raccolto sia stato
rinvenuto proprio nel fondo senza che l'erba e le piante del precipizio
presentino traccia alcuna del passaggio. E chi pone un piede in fallo
s'aggrappa, lotta, urla, chiede aiuto. Come non l'hanno udito? Pur
tuttavia non accuso, no, sospetto.. Abbiamo per buona ventura di che
fortificare o dissipare il nostro sospetto. Abbiamo i due scudieri di
Emanuele Embriaco, l'uno rimasto con me, l'altro....
— Venuto e tornato meco.
— Precisamente. Sapremo da quei due la verità. Sono all'accampamento:
mando un ordine per farli qui proseguire.
— Bada, — fece osservare l'Altariva — bada a quello che fai. Ho più
d'una volta osservato i due scherani: l'uno è grossolano soldato, un
reitro del buon tempo antico, e non lo credo al corrente dei fatti e
pensamenti del suo padrone. L'altro, quello che vi seguì, Luca, è volpe
fina, astuto come un chierico: non ne caverete nulla.
Il Nervia sorrise:
— O con l'oro o con la tortura parlerà.
— Possibile: tentar non nuoce.
In quella ululò la conchiglia. Ma contemporaneamente il verso della
civetta si fece sentire tre volte a eguali intervalli: poi le frasche
fuor del muro di cinta stormirono, agitate con violenza come da persona
che vi si intromettesse. L'Altariva e il Lascaris avevano per istinto
messo mano alle armi: il Nervia era invece rimasto tranquillo.
— Non v'esaltate: qualcuno dei miei.
L'edera della breccia venne sollevata dall'esterno e apparve un
montanaro per nulla dissimile dagli altri del Nervia.
— Sei tu, Becco-in-croce? Che notizie porti?
E prima che l'altro parlasse, rivolto ai due gentiluomini, Almerico
proseguì:
— Probabilmente nulla d'importante: è la sentinella che sorveglia la
spiaggia. Notizie della città.
Rivolto al nuovo venuto gli diè licenza:
— Parla, Becco-in-croce!
L'uomo parlò:
— Vostra Eccellenza.... questa mattina... il gentiluomo che abita con
sua Eccellenza il Conte — mostrò Luca — si è imbarcato con un altro
gentiluomo e una gentildonna e un servo.