XLVIII.

_Carlotta a Silvio._

«Sarò franca con voi, perchè lo volete. E vi dirò che la vostra

proposta mi ha fatto versare delle lagrime di riconoscenza. Voi non

saprete mai tutto il bene che le vostre parole mi hanno fatto, non

saprete mai quanto acerbamente io soffra dovendovi rispondere con un

rifiuto. Non insistete, ve ne prego; voi non fareste che crescere

la mia angoscia, senza mutare il mio proposito. V'ha qualche cosa

d'insormontabile che si frappone fra me e voi, fra me e il mondo, un

sepolcro inviolabile. Quell'uomo che oggi non è più, quell'uomo che

mi ha amato e che io ho amato con tutte le mie forze, stende le sue

braccia per circondarmi ancora del suo amore.... No, il suo amore non

è sepolto con lui; io lo sento; è solo per questa fiamma misteriosa

che ha sopravvissuto al suo corpo che io accetto ancora la vita. Senza

di essa io non sarei forse più, o non sarei più che una pallida larva

del mio passato, un'anima mutilata. Potrei io accettare il vostro

amore? Che cosa potrei darvi in contraccambio? potrei io amarvi come

voi meritereste d'essere amato? che dico? potrei io darvi la minima

parte del mio amore senza involarlo a lui? e dovrei io ritogliere alla

morte per donare alla vita? Impossibile! impossibile! Quando anche il

culto del passato potesse isterilire nel mio cuore senza incenerirlo,

un imperioso dovere mi vieterebbe di farlo. Io sono sua, non potrei

essere d'altri mai, senza turbare la pace della sua tomba. E d'altra

parte, forse che voi potreste accettare un amore diviso con un altro

essere che, sebbene non sia più nella vita, mi è tuttavia compagno nel

pensiero, nel sonno, sempre e dappertutto? Forse che se fossi vostra e

mi amaste, non sareste ugualmente infelice sapendo che io ho amato un

altro più di quello che potrei amar voi?

Lo vedete, è impossibile. Voi siete generoso, e vi ho creduto sincero;

perciò volli essere sincera e generosa con voi. Sarei stata assai più

ingrata se avessi alimentato un istante di più le vostre speranze. Ho

fede nella vostra energia d'uomo; tuttavia non abbiate a male se io oso

farvi appello e muovervi una preghiera: «non insistete.»

Un segreto, vol. 2 · 第 23 / 60 题