Rimane una questione. I _populares_ nelle loro proteste e nei processi
intentati, dopo un _s. c. u._, non attaccarono che i magistrati, i
quali aveano ordinato la repressione, o i cittadini che l’avevano
eseguita. Perchè non porre piuttosto in istato d’accusa il senato?
Francamente, la ragione non è evidente, tanto più, quando si pensa che
la cosa non subì nè eccezioni, nè discussione.
Se ragione legale ci fu, certo però sarà stata quella additataci dal
Willems[298]. Per loro, il senato non poteva considerarsi che «come
corpo consultivo, come consiglio dei magistrati». «La responsabilità
dell’esecuzione incombeva sui magistrati, che l’aveano ordinata, o sui
cittadini che vi aveano partecipato».
Ma era appunto in ciò che essi avevano torto, come centomila ragioni
ebbero gli accusati nel difendersi, rovesciando sul senato la
responsabilità dei propri atti[299]. La strage di Tiberio e dei suoi
seguaci, perpetrata contro la volontà stessa del console, additava a
chiare note i veri responsabili della reazione.