XII.

L’agitazione suscitata da Celio Rufo fu ripresa immediatamente dal

tribuno P. Cornelio Dolabella[121]. Era l’anno 47, e, nell’assenza

di Cesare dall’Italia, rimanendo il governo di Roma nelle mani di

Antonio, il suo _magister equitum_, Dolabella ripropose le leggi di

Rufo. Il senato, sentendosi, per varie ragioni, nell’impossibilità di

opporvisi, volle tentare una dilazione, e vietò che si proponessero

delle innovazioni sino al ritorno di Cesare, mentre Antonio sospendeva

la concessione del porto d’armi entro l’ambito del _pomerium_.

Ambedue le misure riescirono vane, e il senato ricorse al _s. c. u._,

affidando la difesa della capitale ai tribuni del popolo e al _magister

equitum_,[122] con la raccomandazione di tenere l’esercito consegnato

in città. Il nuovo espediente non fruttò più degli antichi. Allora

Antonio, che avea precedentemente favorito Dolabella, gli suscita

contro il di lui collega ed avversario Trebellio. Il senato torna ad

affidargli la difesa della republica.

Ma neanco questa volta si venne a capo di nulla. Bisognò attendere il

ritorno di Cesare, che placò poscia definitivamente le contese mediante

un’amnistia generale.

Una misura eccezionale dei Romani, Il senatus-consultum ultimum · 第 30 / 80 题