III.

Manlio,[21] un patrizio passato alla classe opposta, cominciò a

ricercare la coscienza della plebe, proponendo o la generale estinzione

dei debiti esistenti, oppure, se non una riforma delle leggi agrarie,

come dichiara Livio,[22] una vendita del demanio pubblico ancora

indiviso, allo scopo di scaricare i plebei del saldo dei loro debiti

col ricavo della medesima.[23]

L’agitazione impose la nomina di un dittatore, il quale si volle far

credere necessario per la guerra coi Volsci. Partito a tale scopo

da Roma, fu richiamato in fretta dal campo, e, pigliando occasione

di un’accusa, messa fuori da Manlio contro i patrizi, per dell’oro

pattuito con i Galli e sufficiente a liberare la plebe dai debiti,[24]

la dimane, dopo aver convocato il senato, citò in piena assemblea

centuriata il patrizio sobillatore perchè si scolpasse dal sospetto

di calunnia. Ne seguì l’arresto. I plebei tacquero; ma i più di loro

furono visti, di lì a pochi giorni, vestiti a bruno aggirarsi numerosi

intorno alle mura della prigione. Fu necessità rilasciare Manlio, il

che fornì un duce all’agitazione.

Il Senato decise «d’incaricare i _magistrati_ perchè provvedessero a

che la republica non patisse alcun danno». E qui, narra Livio, avvenne

un fatto abbastanza strano.

I _tribuni militares consulari potestate_ e gli stessi tribuni

plebei accusarono Manlio dinnanzi ai comizi di avere aspirato alla

restaurazione della monarchia.

L’assemblea, dal campo di Marte, donde si scorgeva il Campidoglio,

monumento della gloria dell’imputato, venne trasferita nel bosco

Petelino.

Colpito da condanna capitale, Manlio fu dai tribuni precipitato dalla

rupe Tarpea.

Una misura eccezionale dei Romani, Il senatus-consultum ultimum · 第 13 / 80 题