grande errore; e ne sono dispiacentissimo perchè ciò mi prova una volta
di più che ha il cervello sopra la berretta; che non si cura mai della
casa, e che non sa fare i conti!... Se leggesse un po' meno romanzi e
badasse un po' più alla cucina e al guardaroba, capirebbe subito che i
pranzetti e i cappellini suoi e della vecchia importano una spesa molto
superiore alle _sue rendite_. E sai chi ha la dabbenaggine di buttar
più di seimila lire all'anno per mantenere in lusso l'illustrissima
signorina? È questo vecchio avaro che non vuol pagare col sudore della
sua fronte i debiti fatti nelle bische, o colle sgualdrine dal nome in
_offe_ o in _iffe_....--Sì, sono io; io che lavoro giorno e notte; io,
l'uomo senza cuore: ma che sacrifico _seimila lire_, e più, all'anno
per una promessa fatta alla tua povera e santa madre,--il Barbarò
alzò gli occhi al cielo,--a lei che in vita aveva adorata la signora
Lucia, e che al letto di morte volle raccomandarmi di assistere la
figliuola!--E siccome Giulio, a questo punto, rimaneva col capo chino,
il signor Barbarò glielo fe' rialzare dandogli una manatina sotto il
mento e dicendogli con enfasi:
--Guardami in faccia, e impara come son fatti i galantuomini!
--Oh babbo mio,--rispose l'altro commosso--non ho mai dubitato del tuo
cuore!
--Lo credo bene, quantunque--e il signor Pompeo fece un altro
sospiro--sia sempre stato il mio destino di seminare benefizi e
raccogliere ingratitudine!... Ma tuttavia senti un po',--continuò
facendosi più insinuante,--se credi proprio che la Mary voglia metter
muso perchè non siamo disposti ad andare in malora noi, per impedire
che ci vadano i suoi nobilissimi cugini, allora spiegale un po' questo
imbroglio delle seimila lire e vedrai, minchioncino, vedrai che tornerà
subito subito a farti il bocchin di zucchero!...
--Oh no, no!--esclamò Giulio spaventato.--Darei troppo dolore, troppa
mortificazione alla signorina Mary, così fiera e disinteressata. No,
no; ti prego, babbo, promettimi, giura, che non saprà mai ciò che ti
deve!
--Giurare? un corno! Io non giuro quando non sono obbligato. Farò,
secondo i casi, ciò che mi parrà più conveniente. E in quanto a te,
invece di lasciarti pigliar per il naso da quella vanesia, tutto fumo
e niente arrosto, dovresti cominciare a farti valere e a governarla
a bacchetta, perchè, ricordati, guai se le donne alzano la cresta!
Dovresti inspirarle un po' di amore all'economia e anche, a dirla
schietta, un po' di rispetto e di gratitudine per il suo benefattore. E
adesso.... non ho altro da dirti. Siamo dunque intesi, e puoi andartene
pe' fatti tuoi. Ti aggiungerò, per un di più, che se anche volessi
aiutare il Collalto non potrei. Siamo in rotta perchè la marchesa è
una matta (e sarà bene, anche pei cattivi esempi che le potrebbe dare,
che la Mary se la tenga alle larghe) e perchè il marchese Alberto è un
burattino. Ormai gli affari nostri sono in mano degli avvocati, e non
sono stato io il primo, lo dico a scarico di coscienza, a voler venire
a questi estremi. Vattene dunque: non posso perdere dell'altro tempo
perchè ho molto da fare!
--Scusa, babbo, ancora due parole sole--insistè Giulio ormai risoluto a
combattere fino all'ultimo.--Tu forse non hai pensato a una cosa?
--Ahuf!... A che cosa?--domandò Pompeo sbuffando.
--La gente, che non guarda tanto pel sottile, potrebbe forse mormorare
che anche tu... con una cattiva amministrazione... hai finito per
mandare in rovina il Collalto.
--Non dire stupidaggini, sciocco! Sta' a vedere adesso che, per le
chiacchiere della gente, dovrò buttare i danari dalla finestra,
dovrò pagare i debiti degli altri!--e il signor Pompeo ricominciò a
riscaldarsi.--A me, sai, i debiti, non me li ha mai pagati nessuno!
E quando, ancora ragazzo quasi, fui tradito dai miei parenti, che
senza curare la mia educazione, come ho fatto io per te spendendo un
patrimonio, non pensavano ad altro che a mangiare e bere, e poi mi
lasciarono nudo al mondo, come mi avevano fatto, credi tu che mi
sia riescito d'inspirare pietà ad un cane? No, mai! Sono stato messo
anch'io fuori di casa, perchè non avevo da pagare la pigione!... E il
mio creditore, un giorno che non dimenticherò campassi mill'anni, mi ha
insultato in mezzo di strada, mi ha preso per il collo, voleva mandarmi
in galera! Capisci, poeta? Capisci, marmotta, che cosa vuol dire il non
aver quattrini?!...--E il Barbarò cogli occhi torvi camminava su e giù
per la camera, smaniando affannato.
Giulio, vedendolo col viso stravolto, e ingannandosi sulla causa
di quella commozione, gli corse vicino come per abbracciarlo; e
prendendogli una mano e stringendola con effusione:--Ebbene--gli disse,
quasi piangendo--se gli altri furono malvagi, noi mostriamoci umani, e
così sarà più contento il nostro cuore, e sarà più benedetto e onorato
il nostro nome!
--C'è una sola contentezza a questo mondo: dominare e schiacciar gli
altri sotto i piedi. C'è un solo modo per essere onorati: avere il
borsellino pieno!--rispose il Barbarò sciogliendosi con uno spintone
dalla stretta del figliuolo.
--La gente--soggiunse poi più calmo--troverà sempre da mormorare sul
conto di chi ha fatto fortuna, perchè la gente è invidiosa; ma è molto
meglio essere invidiati che compatiti, e mentre mormorano ti fanno di
cappello!
--No, babbo. L'opinione pubblica sa distinguere i galantuomini.
--Finiscila, via; non sai dire altro che bestialità!--Ma passato il
primo impeto d'ira, il signor Pompeo volle provarsi a convincere il
figliuolo, e crollando il capo e guardandolo con aria di compassione
ricominciò:--Sì, l'opinione pubblica sa distinguere i galantuomini,
ma non già come credi tu, povero orbo!... Avevo la tua età, press'a
poco, quando mi sono trovato testimonio a un certo fatto, che mi
fece aprire gli occhi sui giudizi dell'opinione pubblica intorno ai
galantuomini. Ero a Milano, e attraversavo una mattina presto la
piazza del Duomo, quando a un tratto vedo venire avanti una frotta
di gente e in mezzo un signore, una persona civile, fra due gendarmi
(allora invece dei carabinieri c'erano i gendarmi) e seguìto da una
bella giovane, ch'era poi sua moglie, e da un bambino, il suo, che
strillavano con quanto fiato avevano in corpo. Era un orefice che
aveva il suo negozio sotto il _Coperto dei Figini_... che adesso hanno
demolito, colla scusa di allargare la piazza, per buttare al diavolo
il pubblico danaro! "Che cosa ha fatto?" chiesi ad uno dei tanti che
stavano colla bocca aperta a guardare; "ha rubato?"--"Chè," mi fu
risposto, "è un fior di galantuomo!"--"E allora perchè lo mettono
dentro?" esclamai maravigliato.--"Perchè? perchè i galantuomini
sono coloro che sanno rubar be...." Ma il Barbarò a questo punto,
sebbene trascinato dall'onda dei ricordi, si fermò, e fu in tempo a
correggersi. "Perchè è un minchione" riprese; "e in galera ci sono più
minchioni che ladri." Io, che non ero uno scemo come te, ho capito
l'antifona e ho approfittato della lezione; e tu dovresti imitarmi;
cioè, guardarti bene nello stesso tempo dall'essere un ladro, e
dall'essere un balordo. Vedi, io non commetto e non commetterò mai
la minchioneria di sacrificare il mio interesse per aiutare chi non
lo merita; ma mi vanto per altro di essere un galantuomo, perchè i
registri dell'amministrazione sono in perfetta regola, e stanno a far
testimonianza del mio operato....
--Oh lo credo, lo credo, babbo mio!--esclamò Giulio vivamente.
--E allora abbi fede in tuo padre, e lascia gridare la gente. Scendi un
po' dalle nuvole, e impara a conoscere il mondo nel quale devi vivere!
Abbi fede in tuo padre, e cerca di aumentare sempre la roba tua; abbi
fede in tuo padre, e pensa che il danaro se non è tutto al mondo, è
per lo meno la base, il fondamento di tutto: della famiglia, della
felicità, dell'onore, dell'amore.... Sì, anche dell'amore! E invece
di fare quella faccia stranita, dovresti riflettere bene che anche la
signorina Mary, con tutta la sua aristocrazia, non sposerebbe mai il
figlio di un...--Pompeo s'interruppe subito prima di dire portinaio--di
uno che si è fatto da sè, se non avesse forse la speranza, un giorno o
l'altro, di poter marciare in carrozza!
--Oh no, babbo! Non dire così!--proruppe Giulio arrossendo, e
con un lampo di collera negli occhi solitamente tanto miti e
riguardosi.--Lasciami le mie illusioni, se sono tali! Le preferisco, le
preferirò sempre a tutte le tue ricchezze!
--Bravo, marmotta! Così finirai all'ospedale!
--E non potrebbe illudersi invece chi crede che l'anima di tutto al
mondo, della famiglia, dell'onore, dell'amore, della felicità non sia
proprio altro che il danaro? In tal caso, illusioni per illusioni,
preferisco le mie. Almeno, anche nel giorno del disinganno mi sentirò
superiore a coloro che mi avranno tradito, e avrò il diritto di
compiangerli!
--Bravo! E questa bella consolazione ti darà da sfamarti! Ma dove, e
da chi hai imparate tante minchionerie? Da tuo padre no di certo; dal
maestro che t'ho dato nemmeno, perchè lo Zodenigo se fa dei sonetti
quando è invitato a pranzo da Donna Lucrezia, nella vita pratica sa
essere un uomo di proposito. Dunque?...--E il Barbarò lo guardava fisso
col desiderio di pigliarlo a scappellotti; ma poi, vedendo che il
figliuolo, toccato sul vivo nel suo affetto per la Mary, si mostrava
disposto a sfidare la sua collera, si contenne, non senza fatica, e
mormorò col risolino beffardo:
--Ah, ah, non vuoi credere alla mia esperienza?... Non vuoi credere che
il danaro sia tutto a questo mondo? L'onore, l'amore, la felicità, la
famiglia?
--No, no, no!--ripetè Giulio con una violenza che lo fece diventar
pallido.
--Ma apri gli occhi, stupido! Guardati attorno, e vedrai se quanto ti
dice tuo padre non è verità sacrosanta!... L'onore? Ma chi ha perduto
l'onore, uomo o donna, col danaro lo ritroverà sempre; o per lo meno
ritroverà gli _onori_... che in fin de' conti sono la stessa cosa.
Uno, per esempio, che abbia ru....--Pompeo, si arrestò a mezzo, fe'
sonare i ciondoli colle dita, e poi scelse un altro esempio.--Mettiamo
una ragazza: non ha un soldo di dote e per eccesso di buon cuore, o
d'inesperienza, mette al mondo un figliuolo: se dopo trova un uomo che
la sposa proprio per amore, costui è dichiarato un imbecille. Se la
ragazza invece porta solo cinquantamila lire di dote, l'uomo che la
sposa è un uomo che si vende, ma scapita nella buona opinione assai
meno dell'altro, e al suo paese lo faranno ancora consigliere comunale.
Se la damigella, poniamo, avesse trecentomila lire: il marito sarà
giudicato un uomo serio, che sa combinare insieme una buona azione e
il proprio interesse e, se vuole, lo faranno deputato.... Ma se poi la
ragazza avesse mezzo milione, un milione!... allora, caro mio, la sposa
subito e volentieri anche il cavalier _Boiardo_ (il Barbarò non era mai
esatto nei nomi storici) e l'aneddoto del cocchiere, del cavallerizzo,
o del maestro di pianoforte, insomma del padre del marmocchio, diventa
un si dice qualunque, a cui nessuno ha mai dato importanza, e che andrà
presto nel dimenticatoio!
--Sarà come tu dici: per altro non si devono confondere gli onori col
vero onore.
--Il vero onore? Benissimo... ma è necessario aver quattrini per
poterlo conservare. Certe case sono piene di donne alle quali è mancato
appena, in un dato momento, uno scudo o un fiorino, per poter vivere
onorate. Le prigioni sono piene di ladri a cui forse in un giorno
d'appetito, non mancarono altro che venti soldi o quaranta per restare
galantuomini. Il mondo è popolato di debitori ai quali non è la buona
volontà che difetta, ma soltanto i _bezzetti_ (come direbbe Donna
Lucrezia) per soddisfare onoratamente ai propri impegni! Questo per
l'onore; in quanto poi alla famiglia, senza la cassa dei quattrini
che la tiene raccolta, la vedrai subito dividersi, squagliarsi, e uno
di qua, l'altro di là, andare in cerca di un altro focolare... perchè
il focolare domestico è lo scrignetto, bambino mio! E poi, sta'
attento, e vedrai: è il babbo che ne tien la chiave? E i figliuoli
sono amorosi anche se è burbero e tiranno; rispettosi anche se è un
poco di buono. È la moglie? Sta' sicuro che il marito... chiuderà
gli occhi! È il marito? Avrà ragione anche quando avrà torto, e la
moglie troverà sempre la forza per sopportarlo!... In fine, a voler
tacere il molto che ci sarebbe ancora da dire per provarti che io
ragiono praticamente e che tu sei nel mondo della luna, ti mostrerò,
coi fatti alla mano, che il danaro, oltre a tutto il resto, oltre a
essere la fonte d'ogni bene e d'ogni benefizio, d'ogni virtù privata
e pubblica, fa pure acquistare, di punto in bianco, anche i meriti
patriottici. Ridi?--Guarda, tra gli altri, il conte Lanfranchi, che
è qui un nostro confinante. Nel _quarantotto_, ai primi segni della
rivoluzione, è scappato in Isvizzera; nel _cinquantasette_ ha dato
alloggio all'imperatore e all'imperatrice d'Austria, quando son venuti
in Lombardia; nel _cinquantanove_ e nel _sessanta_ è stato a vedere, e
quando finalmente fu costituito e riconosciuto il regno d'Italia, ha
speso quarantamila lire per regalare al suo comune un bel monumentino
che ricordasse i "martiri di Belfiore" e... e in seguito a ciò è stato
inscritto fra i benemeriti della patria, e giustissimamente--concluse
Pompeo con una sghignazzata--perchè ne troverai molti che alla patria
offrano il loro sangue, ma pochissimi che le regalino quarantamila
lire!...
--È un paradosso, babbo!--esclamò Giulio che non poteva a meno di
sorridere.
--Che hai detto? Un para...? Che cosa? Non capisco!--rispose Pompeo;
e sempre più infervorato, sembrandogli di avere un po' scosso il
figliuolo, e prendendolo per un braccio e trascinandolo verso la
finestra, continuò,--e a te che hai sempre in bocca Garibaldi e la
Democrazia, ti aggiungerò che il danaro è la vera forza democratica
dei tempi moderni. Vedi quel carro? vedi quelle casse?--e indicò nel
cortile la roba dei Collalto.--Ebbene, io un... uno che si è fatto da
sè, mando i _feudatari_ fuori del castello!... I tuoi _socialisti_ non
arriveranno mai a tanto!...
--Allora ti risponderò una cosa sola--balbettò Giulio confuso, oppresso
e spaventato da tutti quei discorsi--il danaro non sarà mai per me
la felicità.... No, mai! Vorrei essere povero per provarti che la
signorina Mary mi ama per me... soltanto per me... e te lo giuro...
sarei molto più contento, più felice....--Il povero ragazzo non potè
più reggere, e dette in un pianto dirotto.
Il Barbarò lo guardò a lungo, crollando il capo, e mormorò a mezza
voce:--E io chi sa invece... che non riesca a far mutar l'odio in
amore.--Poi aggiunse forte:--Del resto, se non sono un minchione, non
sono nemmeno uno spietato. Potrai assicurare la Mary che il precipizio
di questa partenza non sono stato io a volerlo. Anzi, ti dirò di più
che non avrei mai avuto cuore di spingere i Collalto a un tale estremo.
Sono loro che vogliono andarsene: è la marchesa per la sua superbia, i
suoi capricci... o per qualche altro fine occulto e non buono. Io non
li mando via, ma non li posso nemmeno trattenere a forza. In ogni modo,
vedi se non ho proprio il cuore di pasta frolla: quantunque insultato
da quella gente, ho detto al mio avvocato di ricordarsi bene che
voglio operar sempre da perfetto gentiluomo, come sono!...
E il Barbarò fe' nuovamente sonare i ciondoli, gonfiandosi tutto a
questa parola: _gentiluomo_.
XIII.
"_Al signor Andrea Martinengo, Capitano d'artiglieria, 8º reggimento,
2º Corpo d'armata._
"Ferrara per la Mèsola.
"Non le posso scrivere altro che due righe sole e molto in fretta per
mandarle, come le ho promesso, il mio indirizzo. Siamo arrivati ieri
(ma son già stata alla posta e _sono contenta_) e il quartierino che
abbiamo preso in affitto è ancora sossopra e _orribile_ a vedersi
con quell'aria antipatica e insopportabilmente borghese delle camere
ammobiliate! Ma per altro è vicino alla spiaggia, e la vista è
stupenda. In due o tre giorni spero ridurlo bene. Il salotto ha poi un
piccolo terrazzo, e quando lo avrò assettato a modo mio con tutti i
ritratti che ho portato da Villagardiana, e con tutti i miei _bibelots_
(non ricordo come si dice in italiano) sarà grazioso assai.
"Povera Villagardiana!... Non la rivedrò più!...
"Certo, non potrebbe figurarsi in che stato mi trovo in questi giorni.
Tutta sossopra anch'io, come il mio quartierino, ma non mi sarà tanto
facile di assettarmi. Io stessa non mi riconosco più; sono un'altra
donna. La marchesa di Collalto è sparita: non è rimasta che la
povera Angelica.... La _sua_ Angelica... (sempre--_sempre_--finchè
vorrà lei!). Anche in mezzo allo sbalordimento, ciò che mi agita e
mi preoccupa di più sono le notizie della guerra; e non mi lasciano
quasi nè il tempo, nè la testa da pensare a tutto il resto. Mi sento
come intronata....--E poi tutto è successo in un modo così improvviso
e precipitoso, che mi par ancora di sognare. Ricordo solamente che
quando partimmo da Villagardiana piangevano tutti.... La moglie e
la figlia del fattore, parevano poi come matte: io ho voluto che mi
abbracciassero, povere donne! Il giardiniere, si figuri, non è stato
buono di dirmi nemmeno una parola... ma mi ha riempita tutta la
carrozza di fiori...--i miei fiori di Villagardiana!--e ha detto alla
Mary che voleva licenziarsi, perchè senza i suoi padroni non avrebbe
più potuto vedersi in que' luoghi.
"Quanto a me, se le dicessi... devo proprio dirle tutto, Andrea? Se le
dicessi che... è strano... ma tutti questi cambiamenti, non mi hanno
fatto il senso che dovevano farmi. Non so perchè, ma tante sventure
mi hanno resa più tranquilla, per un altro verso. In fine si ha il
_diritto di vivere_!... Non è vero, Andrea?... E poi posso piangere
liberamente; posso essere triste; non devo fingere un'allegria che non
provo, una tranquillità che non ho. E questo è già un bene, _un gran
bene_, che non sapevo di trovare nel mio nuovo stato. Tutti credono
che io sia malinconica e nervosa per una ragione sola; ma invece... ce
n'è un'altra.... Un'altra che....--Tanto se non l'indovina, Andrea, è
proprio inutile che le dica di più.
"Oggi per altro, sono assai più calma. Ho letto i giornali (pensi,
Andrea, che cosa sono giunta a fare!) e dicono che forse da noi non ci
sarà nemmeno la guerra, perchè l'Austria abbandonerà il Veneto, volendo
concentrare tutte le sue forze contro la Prussia. Sarà vero, mio
Dio?... intanto questa speranza mi fa essere quasi contenta. Vedendomi
un po' serena, mi dicono che sono una _donna forte_. Sono i primi
complimenti che ricevo; e mi hanno fatto diventar rossa rossa, perchè
proprio non li merito!...
"Com'è bella Santa Margherita Ligure, e come mi fa piacere ch'ella
ci sia stato! Così, _mi può vedere_, non è vero, a Santa Margherita
Ligure? Mi vede alla _Cascatella_, allo _scoglio della Immacolata_, a
_Villa Tarsia_?...--Com'è bella _Villa Tarsia_!
"Mi dica per altro se a Santa Margherita c'è stato _solo_. Si ricordi
che _voglio_ saperlo. E poi questo soggiorno mi piace anche perchè
non si vedono tutti quegli inglesi, uggiosi e antipatici, tutti colla
stessa faccia di cartapesta, che guastano tanto la bellezza di San Remo
e di Nizza riducendo quella riviera come un gran giardino d'hôtel;
gente intenta, che consulta il _Baedecker_ anche per guardare il
tramonto, o il levar del sole!
"Vedesse... ma già li ha veduti, e non è vero che sono meravigliosi i
tramonti di questi paesi?...--Avesse visto ieri sera che cosa è stato
di bello!...--Bello per me, perchè appunto non era quello che si usa
dire un _bel tramonto_. Ma mi piaceva di più! Mi piaceva tanto!... Il
cielo aveva una striscia... ma proprio come un bel nastro d'oro; il
resto tutto _bleu_ cupo. Il mare nero, furioso; e sulla spiaggia un
branco di pecore, che correvano spaventate!... Ho pensato che sarebbe
piaciuto molto anche a lei. Io non posso descriverlo e poi... ho
sempre paura di scrivere sciocchezze (e loro signori delle armi dotte,
devono essere un pochino pedanti), ma mi ha fatto _tanto, tanto_
pensare!...--Ci sono anche gli ulivi. Gli ulivi come a Villagardiana!
(E la _Casina delle Romilie_, si rammenta?) A me piacciono tanto gli
ulivi: sembrano figure vive. Che contrasto fra quei tronchi enormi,
contorti, tormentati in mille guise, straziati, si direbbe, dal dolore,
e quelle foglioline pallide e gentili!
"Ed io guardando il mare, il cielo, i miei fiori di Villagardiana (sono
ancora belli: si conservano belli, poveri fiori, per farmi l'ultima
festa) sento un nome salirmi dal cuore alle labbra, e riempirmi gli
occhi di lacrime. Lacrime non più di dolore, ma di tenerezza, di
beatitudine: Andrea, Andrea.
"Quante volte, in un giorno, dirò _Andrea_? È più forte di me... e
quando guardo il mare, il cielo, i miei poveri fiori devo dire... no,
non dico Andrea, ma mi esce dall'anima inconsapevole, come un sospiro.
"Sa? Vuol ridere? Le prime volte che scrivevo _Andrea_, mi sentivo
diventar rossa rossa.... Ma adesso non mi succede più: Andrea, Andrea,
Andrea, Andrea!
"Stefanuccio è stato molto buono in questi giorni. Qui poi ha trovato
altri ragazzi coi quali ha subito fatto amicizia; e si mostra molto
meno salvatico che a Villagardiana. Io ho ricominciato oggi stesso
le mie lezioni. Lo fo leggere, e gl'insegno a scrivere. E, guardi
combinazione: la lettera che scrive meglio è l'_A_ grande. Ma sarà
perchè è la prima dell'alfabeto... la prima che ha imparata, non è
vero?
"Adesso bisogna proprio che finisca: è già tardi; o mi chiamano giù,
alla spiaggia. Poi bisognerà trovar il modo di correre alla posta!...
È qui vicino. Che vergogna ieri, quando ci sono andata a prendere la
sua lettera. Era la prima volta, pensi, che andavo alla posta! Tremavo
tutta!... devo essere diventata di mille colori.... Non ho avuto il
coraggio di dire il mio nome; ho mostrato il biglietto di visita. Ma
è una donna qui che dispensa le lettere (una donnina giovane, con una
bella faccia da buona) e ciò mi ha dato coraggio. Poi, c'era la sua
lettera (l'ho veduta subito nella casellina!) e non ho pensato più ad
altro.--Com'è stato buono di scrivermi! Così ho cominciato la mia vita
a Santa Margherita con lei.... La prima lettera ricevuta qui è stata la
sua: la prima scritta da me è questa... per lei.
"Bisogna proprio che finisca. Le scriverò più spesso che potrò...
sempre!... Il più difficile sarà l'uscire per impostare le lettere, e
per andarle a prendere. Sapesse che diplomazia mi ci vuole, per uscir
sola!
"Sempre Andrea, _sempre_."
"Riapro la lettera, perchè avevo dimenticato l'indirizzo. Per ora,
scriva sempre al mio nome, ferma in posta. Ma mi scriva almeno tutti i
giorni, e più a lungo. L'ultima lettera era di cinque pagine sole, e
scrive così largo che bastano due parole per riempire una riga!
"Io non posso _vederlo lei_ alla Mèsola; sapesse come mi rincresce di
non esserci mai stata!... Dev'essere un bel posto, per altro. È così un
bel nome: _la Mèsola_! E poi... non so figurarmi che possa esser brutto
un paese dov'è lei!...
"Bisogna che finisca. Sempre! Sempre!
"Mi dica il nome dei suoi cavalli, e che cosa fa la sera alla Mèsola.
Si ricordi che voglio saperlo!"
XIV.
Nel frattempo la ditta _Micotti e Compagno_ aveva subìto una leggiera
modificazione nel titolo: si chiamava adesso _Micotti e figlio_. E
mentre il buon Giulietto, il figlio del signor Barbarò, era sempre
tenuto allo scuro di tutti gli affari, Beppe Micotti invece, il figlio
della ditta, cominciava a diventare, ancora giovanissimo, il _factotum_
del principale. Il signor Pompeo lo chiamava spesso a Villagardiana, a
preferenza dello Sbornia; lo mandava in giro per commissioni delicate,
e oltre a valersi dell'opera sua, certe volte ne ascoltava anche il
parere, cosa che con lo Sbornia non gli era mai accaduta. Insomma,
in genere di imbrogli e bricconate, Beppe Micotti pareva proprio un
piccolo portento; e appunto, come i geni, si era rivelato di colpo.
Espulso dall'_Istituto Tecnico_, dove rubava i libri dei compagni (e
per innata passione al commercio, andava a rivenderli dal tabaccaio),
il signor Barbarò non sapeva più in casa che diavolo farne. Fra le
tante, pensò di impiegarlo in Ragioneria, dopo aver ordinato allo
Sbornia di picchiarlo ben bene, in via premonitoria. Ma subito, negli
affari, il giovane Micotti manifestò un ardore di cui non avea dato
nessuna prova a scuola; e in pochi mesi acquistò importanza presso il
padrino che lo istruiva e lo guidava, non senza ripetergli di tratto
in tratto che non doveva ingrassare mangiando il pane a ufo, come
facevano suo padre e sua madre.
Lo Sbornia, sempre maltrattato dal principale, tranne in quei pochi
giorni di gloria goduti nel _cinquantanove_ e nel _sessanta_, dacchè
poi il figliuolo era entrato nell'amministrazione della ditta era stato
messo affatto da parte, colla patente di bestione rimbambito.
--L'ho giubilato--diceva il signor Pompeo.--Adesso non ha proprio più
altro da pensare, che a ubriacarsi e far l'Italia.