--Apri la bocca!...--La moglie lo fissava, lo fissava sempre ed egli si

sentiva inquieto e sgomento.

La Betta aprì la bocca; Pompeo piano piano, per non versare la

medicina, le avvicinò il cucchiaio alle labbra, mentre i denti

dell'ammalata battevano contro il ferro.

Frattanto la Betta seguitava a guardar fissa il marito, e quello

sguardo spietato gli penetrava in fondo all'animo.

Pompeo rabbrividiva: la luce fumosa della candela gittava incerti

riflessi sul viso dell'inferma; il lettone alto, grande si perdeva fra

le ombre circostanti come un immenso cataletto. E all'infuori di quel

viso contraffatto e di quegli occhi che non lo abbandonavano mai, nella

camera era tutto buio, tutto silenzio. Volle provare a muoversi, per

farsi coraggio: anche lo scricchiolare delle scarpe gli faceva paura.

Ma, a un tratto, sentì un mormorìo dolore che si manifestava così

semplicemente, colle lacrime, distrusse tutto il mistero fantastico che

i rimorsi gli avevano suscitato nella coscienza.

--Ma non era altro che la Betta, sua moglie; la Betta che singhiozzava,

quella che conosceva il segreto!... E dunque? Animo! Su! Perchè tanto

sgomentarsi? Non avea forse in suo potere colei che avrebbe potuto

disonorarlo e perderlo?... Perderlo?... Sì; ci voleva altro, colla

polizia ch'era dalla sua!... Disonorarlo? Perchè?... A buon conto

avea fatto il suo dovere!... Se i matti cospiravano per il gusto

di farsi impiccare, o che non era padrone lui di essere un suddito

devoto... per salvar la pelle?... E poi l'onore era roba di lusso, roba

buona pei signori che non avevano bisogno di faticare a mantener la

famiglia!... Spia?!... No... Lui non era una spia; lui non era andato

di sua spontanea volontà la prima volta dal commissario!... Chè!... Lo

avevano minacciato della forca--_della forca_--zizzole!... Non ora

un eroe, lui, ecco; questo era prontissimo anche a confessarlo; ma la

sua colpa stava tutta lì... Spia?... Le spie si pagavano, e Pompeo

Barbetta--vero, com'era vero ch'era stato battezzato--non aveva, nè

avrebbe mai preso un soldo dai Tedeschi!

Per altro quella zuccona testarda e ignorante della Betta non avrebbe

voluto capirle tutte le buone ragioni; e con lei, sicuro, anche perchè

non s'inquietasse di più, era meglio cercar di scusarsi e nascondere la

verità, almeno per quanto fosse possibile.

Allora Pompeo le si accostò e chinandosi le parlò piano, così vicino,

che sentiva sul viso il fiato caldo dell'ammalata.

Le disse che avea avuto, in quello stesso giorno, un'altra chiamata dal

Commissario, e che alla polizia si sapeva già, per filo e per segno,

l'arrivo a Milano del signor Giulio e la sua visita a Donna Lucrezia,

e infine dov'era andato a nascondersi "quel minchione!" per aspettare

il momento buono di rimettersi in viaggio!... Chi avea spifferato

ogni cosa? Egli no, di sicuro, perchè sentiva allora quelle notizie

per la prima volta. Ma forse, chi sa, Donna Lucrezia, chiacchierona

esaltata, avrebbe potuto confidare ad altri quel segreto, tanto per

darsi l'aria di metterci lo zampino anche lei nelle rivoluzioni!...

Dal canto suo, non avea fatto altro che aprir la porta ai gendarmi

come gli era stato ingiunto dal Commissario, sotto pena, in caso di

disubbidienza, o di un qualche avviso dato al padrone, d'essere mandato

in galera ad aspettare che restasse tempo al boia d'impiccarlo.--Ma la

spia--concluse accalorandosi--la spia, io non l'ho fatta; te lo giuro,

e poi guarda--soggiunse facendosi il segno della croce--che possa

morir subito!... Dunque... vedi bene... non c'è ragione di disperarsi;

invece devi metterti in quiete e pensare a guarire, e... e non dir

nulla di nulla su quanto è accaduto!

La Betta non rispose: avea il viso rosso, enfiato; le labbra

semi-aperte, aride, assetate; e la misera treccia di capelli biondi,

che le si era spuntata dal capo, le ricadeva intorno e sul guanciale.

Ma gli occhi suoi, già così dolci e umili, facevano sempre paura a

Pompeo. Adesso non guardavano più il marito, ma erano fissi là, dinanzi

al letto, nel fondo buio della camera dalla parte del cassettone...

--Che mi abbia veduto nascondere i danari?--pensò il portinaio ripreso

dallo sgomento.

--Ma in somma!--esclamò infastidito,--che hai? perchè mi tieni sempre

gli occhi addosso con quell'aria di minaccia?... Su!... via, parla una

buona volta!... Pretenderesti farmi paura?... Chi sa la febbre quali

sognacci strani ti ha fatto fare!... Pensa a tuo figlio, piuttosto, e

ricordati che se mi toccasse qualche malanno, ne soffrirebbe lui!

Allora la Betta aprì la bocca per la prima volta, dopo quella scena

tremenda. Erano parole tronche, confuse, soffocate.... Pompeo tese

l'orecchio, ma più che sentire, indovinò quel ch'essa diceva.

--Il padrone... il padrone... i danari... la padroncina...

--I danari?... Che danari?

--Sono... laggiù,--rispose l'inferma, guardando ancora nel buio, di

faccia al letto.

--Il padrone mi aveva ordinato di nasconderli....

Pompeo si sentiva diacciare il sangue nelle vene, tanto la sicurezza

della moglie gli pareva soprannaturale.

--La... padroncina... i danari....

--Sì... sì...--ripetè l'altro guardando fisso l'ammalata per capire il

suo pensiero e per rassicurarla,--i danari che mi ha dato il padrone li

terrò in serbo per la padroncina.

--Giura... su... nostro....

--Sì, sì; lo giuro sul capo del nostro figliuolo!

--Per la tua salute eter....

--Per la mia salute eterna!... Sì; lo giuro!--e Pompeo stese la mano

verso l'immagine della Madonna, ch'era appesa a capo al letto.

L'ammalata gli rivolse un ultimo sguardo, come per ricevere

solennemente quella promessa; poi stanca, chiuse gli occhi, e senza più

parlare si assopì.

--Come ha potuto indovinare, la maledetta, che avevo il morto nel

cassettone?!--pensò Pompeo ormai interamente tranquillo.--È proprio

vero che i gobbi sono maliziosi!...

La mattina dopo il medico ritornò prestissimo, ma non diede buone

notizie.

--È un precipizio!--diceva egli a Pompeo, che, finita la visita, lo

avea accompagnato fino sul portone di casa.--È un precipizio!--e

scoteva il capo, stringendo le labbra in segno di malcontento mentre

colla mano ornata del grosso anello dottorale, si lisciava gravemente

le guance rase.--Già da un pezzo, era dimolto malandata, e la

commozione, la paura le hanno cagionata una scossa grave!... Sicuro,

sicuro.... Del resto puoi sentire qualche altro parere: io, per me

la dichiaro una febbre violenta di consunzione. Adesso attraversa un

periodo di tregua... ma temo che passerà presto allo stadio acuto. In

ogni caso, vieni a chiamarmi liberamente, e coraggio!--Il medico fe'

un saluto colla mano e se ne andò.

La Betta, un po' più pallida in viso, quando vide il marito che

rientrava nella camera, lo chiamò con voce debole, accanto al letto.

Pompeo accorse premuroso.

--Che cosa ti diceva il dottore?--chiese l'inferma con molta fatica.

--Mi diceva che ti ha trovata benino e che guarirai... presto.

La donna scrollò il capo sul guanciale con quell'irritazione propria

degli ammalati quando vengono contradetti.

--No... è finita.... Chiamami il signor... curato.

Pompeo la guardò accigliato, con una certa inquietudine in corpo.

--Ti ricordi,--riprese la Betta, che avea indovinato il perchè di quel

turbamento,--ti ricordi... di stanotte... del tuo giuramento?

--Sì, sì!

--Va... chiamami il signor curato... e non aver paura.

--E Giulio?... lo vuoi vedere?--le domandò Pompeo che per prudenza

pensò bene di ricordarle il figliuolo, prima che rimanesse sola a

spassionarsi col prete.

--No! no!--rispose Betta vivamente, rifacendosi rossa.

Pompeo, che si sentiva rianimato e sicuro, ebbe allora un sentimento

di gratitudine verso quella donna che gli moriva così in buon punto

e, forse per la prima volta da che erano marito e moglie, la baciò

leggermente sulla fronte madida, sussurrandole piano, a mo' di

conforto:--Ti farò dir tante messe!

Quando uscì dalla camera, era proprio commosso per quel suo atto di

bontà, e incontrata una delle vecchie donne di casa, sospirando e

facendosi compassionare la pregò volesse tener un po' di compagnia alla

sua povera moglie nel tempo che lui per contentarla andava a cercare il

signor curato; e così dicendo cominciò a piangere per davvero.

Ed anche strada facendo, ormai avea preso l'aire, continuava a fare

i lucciconi; ma camminava lesto lesto, e sentiva che quella brezza

mattutina gli metteva appetito.

--Che disgrazia!--mormorava fra sè, mentre gli veniva quasi la voglia

di spiccare un salto.--Una donna come la Betta non la troverebbe mai

più!... Dio, Dio, che disgrazia! Sarebbe rimasto solo, col suo bimbo

fra le braccia.... e per farsi animo entrò da un liquorista a bevere un

bicchierino di zozza.

...E i rimorsi!... Che rimorsi! Non si era mai sentito tanto in pace

colla sua coscienza. Avrebbe tenuto in serbo le cinquanta mila lire e

le avrebbe consegnate al padrone, oppure alla padroncina quando fosse

uscita di minorità...--Lo aveva giurato ed era un galantuomo!

--E se invece di tenere quel capitale infruttifero per tanti anni

avesse trovato modo d'impiegarlo bene?

Il curato arrivò con gran fretta: era ancora come Pompeo lo avea

trovato in sacristia, in sottana lunga, senza nicchio nè mantelletta.

Salutò le donne riunite nella prima stanza, toccandosi appena la

papalina, o passò dall'ammalata, accostandosi al letto leggero come

un'ombra, senz'altro rumore che il fruscìo della veste.

Gli bastò un'occhiata per capir subito che la donna non era ancora

agli estremi, e si mise di malumore perchè gli avevano fatto furia

inutilmente.

--Sempre così,--pensava benedicendo l'inferma alla lesta,--i pitocchi

sono i più solleciti a farsi servire!

Poi, curvandosi per ascoltare la confessione, appressò la sua faccia

pallida, fredda, impassibile al viso scarno e acceso della Betta

soavemente irradiato, in quel punto, d'innocenza e di fede.

Era lei che moriva; era lei che espiava! La Vergine Santa dei dolori

avrebbe esaudita la sua invocazione suprema, liberato il prigioniero,

toccato il cuore di Pompeo; essa, Regina degli afflitti, avrebbe

soccorso, protetto il bambinello suo, che rimaneva senza la mamma....

La febbre le allietava la mente di care visioni e la speranza, l'eterna

lusinghiera, concedeva alla martire quell'ora di calma e di pace.

La confessione fu breve, e il portinaio, il quale dietro l'uscio spiava

ansioso la faccia del prete, non ebbe tempo di apprensionirsi; lo vide

presto rialzarsi su, sempre freddo e impassibile, mentre l'inferma,

che avea fatto uno sforzo penoso per sollevarsi sui gomiti, ricadeva

spossata, affondando il capo nel guanciale. Pompeo allora respirò più

libero, pur continuando a osservare.

Il prete trinciò un'altra benedizione colla mano allungata, che si

moveva svelta, in tre tempi, come fosse regolata da una macchina;

poi si levò la papalina, la tenne stretta fra le mani giunte, e

socchiudendo gli occhi sotto le ciglia irsute, bisbigliò una breve

orazione accompagnandosi con un leggero dondolìo del capo. Indi

sbottonatasi la sottana sul petto, cavò fuori da una tasca interna

un crocifisso d'argento, e lo avvicinò alle labbra della Betta che

lo baciò devotamente. Infine, ripulito il crocifisso col fazzoletto

bianco, e mormorando all'inferma:--Coraggio; confidiamo nella bontà del

Signore!--si rimise la papalina, disponendosi ad andar via.

Pompeo che aspettava quel momento si fe' innanzi e con faccia compunta

condusse il curato in un angolo mezzo buio della cameretta.

Non era il caso di farmi tanta furia!--brontolò subito il prete a mezza

voce.--Si poteva aspettare, senza pericolo, un'altra settimana!

Pompeo non disse verbo; ma prese fra le sue la mano lunga, pelosa del

prete, e stringendogliela, come per effondersi in ringraziamenti, gli

fece scivolare nella palma un piccolo cartoccetto rotondo.

Se vorrà dire una messa, Don Vincenzo--balbettò il portinaio--per la

salute della mia povera moglie e... secondo la mia intenzione...

--Certo, certo! Domattina; alla beata Vergine miracolosa del Santo

Rosario!

Il prete alla forma, al volume e al peso dell'involtino avea indovinato

dovesse contenere almeno un mezzo marengo.

--Sarei venuto egualmente... Certo, certissimo!... Soltanto, forse

un pochino più tardi!--soggiunse poi facendosi espansivo.--Siamo in

un momento, figliuol caro, in cui a Milano c'è carestia di preti!...

Hanno messo in prigione anche il mio coadiutore!... Già era una testa

matta... un mazziniano!... E così mi è rimasta la parrocchia sulle

spalle!... Del resto l'ho detto appunto per farti cuore; non vedo un

pericolo imminente!... ma, per altro, hai fatto bene. È sempre da buon

cristiano il premunirsi contro ogni evenienza!--Ciò detto, il prete

ritornò vicino all'ammalata.

--Da brava, da brava!... Devi farti coraggio e confidare nella bontà

infinita di Gesù, nostro Signore.--Don Vincenzo si toccò devotamente la

papalina,--e della beatissima Vergine del Santo Rosario!... Io ti ho

trovata benino; benino proprio davvero; e lo diceva qui adesso a tuo

marito... Che cosa ti ha ordinato il dottore?

Pompeo gli mostrò la boccettina della pozione, e gli raccontò che il

medico, la sera innanzi, le avea fatto un salasso.

Don Vincenzo approvò la cura, volle sentire il polso della Betta, e

ripetendo che non c'era punto da spaventarsi, soggiunse che, tuttavia,

se desiderava comunicarsi, come atto da buona cristiana poteva farlo, e

che perciò sarebbe ripassato di là un altro giorno, presto.

Andandosene, salutò affabilmente, nell'attraversare l'altra stanza, le

persone di servizio, che stavano tutto il giorno in conversazione dal

portinaio; e assicurò anche quella buona gente, che per il momento non

c'era pericolo di una catastrofe. Le donne e i servitori s'erano fatto

il caffè e lo tenevano nei bicchieri, non avendo chicchere sotto mano,

e ne offrirono subito anche al signor curato. Ma questi ringraziò, e

scappò via di furia, perchè avea tre altri moribondi da visitare, prima

d'andar a pranzo.

--Guarda mo--pensava intanto Pompeo--come il curato s'è fatto tenero

di cuore!... Il danaro sempre il danaro, solo il danaro; così in cielo

come in terra!--e a questo punto, ghignando con le labbra stirate che

gli mettevano in mostra i denti cariati, non potè trattenersi dal

lanciare un'occhiata rapida nell'altra stanza, dov'era il cassettone.

Adesso permetteva che le donne di casa entrassero liberamente dalla

Betta; e anch'egli di continuo entrava ed usciva, mostrandosi mesto

e sospiroso. Spesso si accostava, in punta di piedi, all'ammalata, e

trattenendo sino il respiro per non far rumore le metteva fra le labbra

aride qualche pezzettino di ghiaccio, le accomodava il guanciale, o le

rincalzava il lenzuolo e le coperte.

La Betta lo lasciava fare guardandolo fissa con quei suoi occhioni

grandi e buoni che non incutevano più alcun timore al marito, ma

parevano interrogarlo ansiosamente. Pompeo capiva che cosa gli volea

domandare la Betta, e chinandosi, le diceva all'orecchio a nome del

Commissario--che il signor padrone se la sarebbe cavata con poco; che

presto sarebbe stato lasciato in libertà, e che anche per il banchiere

Nicola Mazza le cose si mettevano benino.

--Era il signor Francesco Alamanni quello che volevano agguantare!...

Lui sì, che correva rischio di non morir nel suo letto!... Ma il signor

Giulio non era altro che uno _stravagante_ lunatico e certo non faceva

ombra alla polizia!

La Betta a quelle parole si calmava un poco, e chiudendo gli occhi

riusciva ad appisolarsi.

Frattanto le donne di servizio rimanevano incantate e non avevano altro

che lodi per "il signor Pompeo"; per le premure, per le attenzioni che

prodigava alla moglie, e per quel suo dolore così profondo e sincero.

Pareva un tanghero--dicevano--ma all'atto pratico si vedeva ch'era

pieno di cuore.

E lo rimbrottavano dolcemente, a mo' di conforto, ricordandogli che era

padre e che dovea pensare al suo figliuolo, il quale, poverino, non

avrebbe avuto al mondo altri che lui.

A tali parole i sospiri di Pompeo diventano gemiti:

--Ah! se non avesse avuto un figliuolo!--Poi diceva alla gente che

"quel cencio di donnina" era tutto per lui. Andavano così bene

d'accordo! Si sa, alle volte c'era qualche burrasca; ma erano burrasche

d'estate, che non fanno altro che rinfrescar l'aria!... Del resto, chi

poteva dire d'averlo mai veduto bazzicare per le osterie? Chi aveva mai

sentito che avesse fatto un torto a sua moglie? Tutto il giorno e la

sera non si moveva mai da quelle due stanzucce a terreno.... Ah, se non

avesse avuto un figliuolo, avrebbe commesso uno sproposito!

Un giorno il medico, intenerito anche lui dal dolore del portinaio,

volle provarsi a confortarlo.

--Oggi va benino,--gli disse piano sulla porta, dopo la

visita,--proprio benino...

Pompeo, a tali parole, mutando d'improvviso l'espressione mestissima

del volto in una serietà ansiosa, guardò fisso il medico, balbettando:

--Davvero? Si mette bene? Potrà alzarsi ancora? Potrà guarire?

--Alzarsi... forse... sì!

--E guarire?... Potrà guarire?.. Guarir del tutto?...

Il dottore colpito da quel precipizio di domande, che gli toglievano il

respiro, non volendo per troppa pietà mettere in pericolo la propria

riputazione, stimò prudente di non dare soverchie speranze, e soggiunse

che "nella migliore ipotesi" sarebbe stata sempre una guarigione

relativa. La Betta aveva sentita una scossa troppo forte, per quel suo

organismo debole come una foglia. Continuando benino avrebbe potuto

tirar innanzi... magari anche per qualche mese; ma non più... a meno

d'un miracolo!

Pompeo tornò a sospirare e a far i lucciconi, ma volle ad ogni costo

che il dottore accettasse una chicchera di caffè e corse fino alla

pasticceria delle _Tre Corone_ a prendergli una fetta di panettone

fresco.

Tuttavia anche quel miglioramento fu di breve durata. Pochi giorni

appresso, il dottore, che continuava ad essere contento dello stato

dell'ammalata, s'era fermato un poco, dopo la sua visita mattutina,

a discorrere in fondo alla, camera con Pompeo e coll'Assunta, la più

vecchia delle cameriere di casa Alamanni.

Quella notte erano successi a Milano gravissimi avvenimenti; e il

medico appunto nominava molte persone insigni o note; ricchi e patrizi,

poveri e plebei, donne e preti, ch'erano stati arrestati, o presi in

ostaggio. E raccontava di nuove minacce e di rigori, e di condanne per

parte dell'Austria che voleva soffocare nel sangue ogni spirito di

rivoluzione, ogni palpito di libertà.

--Gesù Maria!... E il signor padrone?!--esclamò a un tratto l'Assunta,

tutta spaventata.

--Il signor Alamanni e il banchiere Nicola Mazza--rispose il

medico--furono mandati a Mantova. Là si farà loro il processo, e si ha

ragione di temere una condanna capitale.

Pompeo si fe' pallido e non ebbe coraggio di dire una parola.

--Ah Gesù Maria! Povero il nostro padrone!... Povera

padroncina!--riprese gemendo la vecchia.

--Oh quella bimba, è propria disgraziata!--soggiunse il medico tristo

tristo.--Pare che essendo colpito dalla proscrizione anche il signor

Francesco, ci sarà la confisca di tutti i beni degli Alamanni.

--La confisca?... E noi allora? O come camperemo?--domandò l'Assunta

guardando Pompeo, istupidito, per avere un conforto da quell'altro

suo compagno di sventura. Ma subito fu commossa da un sentimento più

generoso di pietà per il signor padrone così buono, e per la padroncina

e la signora Lucrezia, che sarebbero rimaste nella più squallida

miseria.

--Ma come mai quella santa della signora Lucia, che dovea essere in

Paradiso di sicuro, permetteva che accadessero tante disgrazie nella

sua famiglia?

--Morta lei, non c'è stato più bene in questa casa,--osservò il dottore.

Ma la vecchia era passata dalla pietà al furore, e alzando le mani con

le dita lunghe, irrigidite, e piegandole come artigli, esclamò:

--Se fossi un uomo e mi capitasse sotto le unghie quel maledetto che ha

venduto il padrone, lo scorticherei vivo, gli caverei gli occhi, mostro

infame!

--E sarebbe giustizia!--replicò il dottore.--Una volta scoperto,

nemmeno i gendarmi gli salverebbero la pelle! I _carbonari_, i

_frammassoni_, non perdonano alle spie. La settimana scorsa, non lo

sapevate? fu ucciso con un colpo di stile quel giuda del Grossi che

aveva rapportato dove s'era nascosto il De-Cristofari! Oh, andate pur

là, buona donna; presto o tardi... Dio non paga il sabato!

--Ucciderlo è poco,--seguitava la vecchia:--scorticarlo vivo,

bisognerebbe!... Cavargli gli occhi!... Non è vero, signor Pompeo?

Pompeo volle sorridere, ma non riuscì a fare altro che una

smorfia.--Sicuro... certo... certamente!...--e non poteva dire di più.

Il medico lo levò d'impaccio ritornando vicino al letto dell'ammalata

per salutarla prima d'andarsene, con un'ultima parola di conforto. In

que' giorni di lutto, di sventura, di ansietà continua e di continui

pericoli era come invalsa una nuova dimestichezza che affratellava le

persone anche di diverso stato. In que' giorni pareva non ci fosse più

altro, fra la gente buona, che una sola distinzione: l'oppressore e

l'oppresso--l'italiano e il tedesco.

--Se durerai a sentirti benino,--diceva frattanto il dottore

avvicinandosi alla Betta,--domani potrai alzarti per qualche ora,

e...--ma non finì ciò che voleva soggiungere e turbato e maravigliato

prese il braccio dell'inferma per sentirle il polso, mormorando:

--Sta male!... Sta male di molto!... L'è tornata la febbre!... e più

forte di prima!

La Betta, inquietissima, agitava il capo sul guanciale convulsamente:

aveva il petto ansante, la faccia rossa, sudata; gli occhi lucenti.

--Presto!... Presto! Un catino! Ci vuole un altro salasso!

L'Assunta di corsa prese quanto abbisognava, e si avvicinò al dottore.

Pompeo fece un passo, poi si fermò, esitante.

Ma il salasso, questa volta, non produsse alcun effetto. L'ammalata

continuò a peggiorare e quando, sfinita di forze, riusciva un poco ad

assopirsi, era subito presa dal delirio.

Pompeo quindi ricominciò a valersi dell'autorità del signor dottore

per mandar via la gente e restar lui solo a guardia della moglie.

Ma la Betta quando era in sè tornava a fissarlo con quegli occhi

sbarrati che gli trapassavano l'anima, e che gli mettevano addosso

lo spasimo e il rimorso; e quando essa era presa dal delirio, le sue

parole gli facevano paura.

--Se qualcuno fosse nascosto in camera... o dietro l'uscio ad

ascoltare?... Egli sarebbe perduto!--E Pompeo vedeva levarsi contro il

suo petto, come fantasma minaccioso, il pugnale che dovea vendicare il

signor Giulio, il suo padrone, il suo benefattore.

--Benefattore?...--No, no! Egli non gli doveva nulla! Sua moglie avea

ricevuto qualche regalo; lui no, mai!... Aveva servito, lo aveano

pagato; erano pari e patta!

Ma nel buio della cameretta illuminata appena dal chiaror fioco della

candela crepitante, le parole del medico "_carbonari_, _frammassoni_"

gli si affacciavano terribili dinanzi alla mente. Anche Pompeo aveva

la febbre, e gli pareva di sentirsi dietro le spalle un uomo dal viso

pallido, colla barba nera, col cappello a cencio calato sugli occhi,

che gli si avvicinava piano piano, col braccio levato, per colpirlo.

E la sua fantasia sconvolta riempiva di spettri ogni angolo della sua

stanza, e vedeva figure terribili appiattate sotto il lettone alto,

dove la Betta stava morendo.

Come sospirava il mattino, un bel giorno di sole! Sentiva che col sole

sarebbe stato tranquillo.

--A Mantova!... A Mantova!...--Perchè lo conducevano a

Mantova,--pensava per farsi animo,--non è decretato che lo debbano

impiccare!... Ma una cosa è certa, che io con quelle cinquanta mila

svanziche sarò la provvidenza per la signorina!

In quel punto si udì nella camera un gemito soffocato, poi un grido

acuto, poi alcune parole balbettate, rotte dal tremito della febbre.

--Spia... spia... il padrone... Mantova... la signora... la mia buona

signora...

I Barbarò: Le lagrime del prossimo. vol. 1 · 第 5 / 25 段