Il signor Nespoli udì, e dichiarò invece che non tarderebbe a piovere;
già gli sembrava d’aver ricevuto una goccia sul naso.
Allora babbo Brighi ci presentò.
— Questo qui, disse pigliandomi crudelmente per un braccio (gli erano
tornate lo forze), questo qui è il dottore, ma è anche un amico, un
vero amico, non ci fa del male. E questo qui — soggiunse — è il signor
Ambrogio Nespoli, mediatore di sete, amico di mio fratello... venuto da
Milano per...
— Per studiare i luoghi, interruppe il signor Nespoli; un mio
conoscente vorrebbe piantare un filatoio in Valsassina; ma ho già visto
che non se ne fa nulla; proverò stasera ad Introbbio...
— Stasera va ad Introbbio?
— Ci vado subito; do ordine al cocchiere di attaccare, e parto... non
sono sicuro che non piova prima di notte.
Ripetè la storiella della goccia che gli era caduta sul naso, e noi
fingemmo di crederla. Partì un’ora dopo, accompagnato dai nostri
augurii, cioè dai miei, da quelli di babbo Brighi e di Toniotto
soltanto, perchè Concettina era rimasta in disparte, e Orazio non
l’aveva voluta lasciar sola.
Splendeva un magnifico sole.