Questa signorina Clari, viaggia in direttissimo! — si disse Mostardo.
Poi pensò a tutte le famiglie repubblicane della città del Capricorno.
— Clari?... Mah!... Sarà benissimo ma io non la conosco.
Però ventott'anni!... Andò, sebbene a contraggenio; ma bisognava
salvare Mignon. Giurò a se stesso di mantenersi puro.
Alle cinque era pronto, col vestito migliore e una cravatta rossa, a
farfalla. Attraversò la Piazza, in pompa magna. Ci teneva che tutti lo
vedessero, che tutti lo spiassero.
A Coriolano che andò ad incontrarlo, disse:
— Lascia che me ne vada. Ho un appuntamento.
E il Donzello della Democrazia:
— Un apppph... un apppph...
— Sì, un appuntamento!
— Dddddd... ddddd'amore?
— Pare!...
— Tttttth... tttttu?...
— Io, sì! Perchè?...
— Mmmmostardo, vvvuoi un consiglio?
— Grazie, non ne ho bisogno.
— No. Mostardo stttth... stta-ta... sta-sta... Porco cane!... Sta
attento alla tua salute!
Quando Coriolano imprecava, era sicuro di infilare una frase senza
interrompersi.
Il Cavalier Mostardo sorrise e se ne andò. Avendo incontrato Coriolano,
era sicuro che, in dieci minuti, tutta la città avrebbe saputo della
sua avventura; e ciò gli piaceva.
Entrò nel Palazzo della Posta. Eccolo nella sala centrale; molta gente
agli sportelli. Girò l'occhio intorno; un feltro rosso non c'era. Erano
le sei precise; a Mostardo piaceva la puntualità. La signorina Clari
incominciava male.
Aprì _Il Nuovo Aristogitone_ e finse di leggere. Ad un tratto vide un
bagliore di fiamma attraversare la sala. La faccia della giovane donna
era nascosta dalle enormi tese del feltro rosso.
Mostardo, poi che l'ebbe sbirciata, si nascose dietro _Il Nuovo
Aristogitone_ e piano piano, lemme lemme, infilò l'uscita e se ne andò.
Ma quando fu sotto ai portici, fu preso da un rimorso.
— Andavi a cercare un'avventura, o a salvare la donna del tuo cuore?...
Allora perchè tanti scrupoli?... Deve forse piacerti la signorina
Claretta?... Se non è che un paracadute, per te, bisogna che tu non la
guardi in faccia. Se è brutta, tanto meglio! Non avrai tentazioni!...
Si fermò, vinto dagli scrupoli; piegò il giornale e lo mise in tasca;
si volse, e già stava per ritornare sui suoi passi, quando...
Quando, Domineiddio benigno!... Ecco il fungo rosso, ecco l'allampanata
donzella lanciarglisi contro con le braccia tese, con le mani tese e
gli occhi giulebbati, e la bocca che occupava buona metà della faccia:
— Ah, Mostardo, Mostardo!... Sei venuto!... Sei venuto!...
Parola d'onore, egli credette di avere a che fare con un'alienata. E
quando gli fu a un palmo dal naso e potè vederla meglio, sentì un gran
freddo.
— Per Bios!...
Macchè Claretta Clari!... Quella era Proletaria Sapelli, maestra
elementare a Dovia. Lei, lei, lei!... Non potevano nascere dubbi. Lei,
gran Dio, la nipote di Coriolano.