„ Sorte! al nemico mio dovrei la vita? „
_Shakespeare._
Il lord Cancelliere camminò per circa un quarto di miglio senza
articolare parola, e Lucia, timida per natura, ed educata in quelle
idee di rispetto filiale, e d'assoluta obbedienza che instillate
venivano a que' giorni negli animi della gioventù, non si facea lecito
d'interrompere il corso delle meditazioni del padre.
„ Oh come sei pallida, o Lucia! „ le disse volgendosi a lei
d'improvviso.
Seguendo sempre le idee di que' tempi che non permettevano ad una
giovinetta il manifestare la propria opinione sopra una cosa di
qualche entità, a meno che non le venisse richiesta, era obbligo di
Lucia di non mostrarsi intesa del colloquio accaduto fra Alisa ed il
padre; laonde diede per motivo della sua pallidezza il timore
inspiratole da alcuni tori selvaggi che si vedeano in lontananza
pascolare nel parco.
Questi animali discendeano dalle antiche mandre selvagge che abitavano
le caledonie foreste; e i Nobili scozzesi si faceano una legge d'onore
di conservarne qualcuno ne' vasti lor parchi. Vive ancora chi può
ricordarsi di averne veduti ne' tre principali castelli della Scozia,
ad Hamilton, a Drumlanrick, e a Cumbernauld. Così per la statura, come
per la forza aveano tralignato dalla primitiva razza, se dobbiamo
giudicarlo dalle vecchie cronache e dagli ossami di questi animali,
che andiamo tuttavia scoprendo, o nello scavare la terra, o nel seccar
le paludi. Perduto avendo in molta parte gli onori della lor
cornatura, erano piccioli, d'un bianco sucido, o per meglio dir
giallopallido, con corna ed unghie nere. Aveano nondimeno ritenuto un
non so che della ferocità degli animali loro progenitori, ed era
impossibile l'addimesticarli affatto, perchè mostravano assoluta
avversione alla stirpe umana; avversione spesse volte fatale a chi si
accostava ad essi con poca cautela. Senza dubbio, per quest'ultimo
motivo, ne fu decretato lo sterminio ne' tre ultimi asili che lor
rimanevano; perchè altrimenti si sarebbero forse conservati, come
degni abitanti delle foreste della Scozia, e vivi monumenti della
antichità. Dicesi nondimeno che se ne trovino alcuni nel parco del
castello di Chillingham, situato nella contea di Nortumberlandia, e
spettante al conte di Tankarwille. „
Alla vicinanza adunque di tre o quattro di questi animali, Lucia diede
la colpa della commozione che aveano eccitata nel suo animo gli uditi
discorsi. Ma in sostanza, ella non atterriva all'aspetto di quelle
bestie, essendosi assuefatta da lungo tempo a vederne diportarsi nel
parco. Oltrechè, l'educazione delle donzelle tal non era in que'
giorni che ad ogni menoma occasione provassero palpitazioni di cuore e
assalti convulsivi. Nondimeno non istette molto ad accorgersi che
legittima in quell'istante sarebbe stata la ragion del temere.
Non appena Lucia ebbe risposto in tal guisa al padre che incominciava
già a motteggiarla per questa pusillanimità. Un di que' tori, o lo
movesse il color di scarlatto delle vesti di miss Asthon, o forse per
uno di quegl'impeti di feroce capriccio che assalgono talvolta cotesti
animali, si disgiunse dal drappello de' suoi compagni che pascolavano
in distanza considerabile, facendosi avanti come per iscoprire chi
fossero que' temerarj che ardivano mostrarsi ne' suoi dominj. Camminò
da prima lentamente, si fermava a quando a quando per muggire, buttava
in su colle zampe davanti la terra, ne sterpava colle corna le
pianticelle, quasi aizzando se stesso, e cercando di eccitarsi al
furore.
Il lord Cancelliere che avea considerate queste fazioni dell'animale e
ne prevedea conseguenze pericolose, stretto sotto il proprio braccio
quel della figlia, raddoppiò il passo per raggiungere un vicino
boschetto, fra le piante del quale sperava trovare tal nascondiglio,
che il toro non pensasse più ad essi. Ma a peggior partito non potea
appigliarsi; perchè la bestia, fatta più ardita da questa
dimostrazione di fuga, si diede ad inseguirli di gran galoppo;
pericolo sì imminente, che avrebbe sconcertato il coraggio di un uomo
anche più intrepido di ser Guglielmo. Pure, l'amor di padre essendo
più forte in esso dello spavento, continuò a sostenere e a trarsi con
se la figlia verso il boschetto; ma finalmente l'eccessivo spavento
avendo tolta ogni forza a Lucia, cadde questa e rimase priva di moto
ai piedi del padre. Non potendo più aiutare la figlia a fuggire,
deliberò affrontare il pericolo, postosi coraggiosamente fra lei e
l'infuriato animale, che già pochi passi era lontano da essi; ma oimè!
il Cancelliere non era provveduto d'alcun'arma, perchè i suoi anni e
l'indole grave e pacifica del suo ministerio lo dispensavano fin dal
portare un coltello da caccia; che per tutt'altri, in que' giorni,
sarebbe stata una specie di vergogna il non andarne muniti.
La vita dunque di lui e quella forse anche della figlia pareano sul
punto di essere sagrificate al furore del toro, quando una palla
d'archibuso sparato nel boschetto, ove ser Guglielmo divisava cercar
rifugio, arrestò in mezzo al suo correre l'animale, colpito con tanta
giustezza fra la spina e il cranio, che mentre una ferita fattagli in
qualunque altra parte del corpo ne avrebbe anzi stimolata la rabbia,
questa gli diede morte istantanea. Fece ancora un salto in avanti,
piuttosto per continuato effetto dell'antecedente slancio che per sua
volontà; poi subito cadde morto, tre passi lontano dal lord
Cancelliere, mandando un orribil muggito, e fra le convulsioni della
agonia.
Stava intanto Lucia stesa sul suolo priva di sensi, ed ignorando
tuttavia il soccorso miracoloso sopraggiunto così a lei come a suo
padre, stupefatto al punto di perderne i sensi egli stesso; tanto
rapido si fu il passaggio dal timore di una morte crudele, e che parea
inevitabile, alla certezza di essere egli e la diletta figlia salvati.
Ei contemplava questo animale che, anche morto, inspirava terrore, con
una specie di maraviglia muta e confusa, sì che nemmeno gli era
permesso il discernere la serie delle cose in poco tempo avvenute; e
avrebbe potuto supporre che un fulmine avesse atterrato il toro, se
all'orlo del boschetto, e per traverso ai rami, non gli si fosse
offerto un uomo armato di moschetto.
La qual vista avendogli schiarito lo stato delle cose, volse
immantinente uno sguardo alla figlia pensando alla necessità di
procurarle immediati soccorsi. Chiamò l'uomo che avea veduto, e che
credè essere una delle sue guardie, ordinandogli di vegliare alla
sicurezza di miss Asthon, mentre andava egli stesso in traccia di
quanto occorreva per far che prestamente ella si riavesse.
Avvicinatosi il cacciatore, ser Guglielmo si accorse essere questi uno
straniero; ma agitato ed inquieto come era, non avea tempo di fermarsi
in considerazioni a tale proposito; e vedendo nello sconosciuto un
giovine più vigoroso di lui, gli accennò una vicina fonte, pregandolo
a trasportare in riva ad essa la donzella; e pronunziate in fretta le
sole parole necessarie ad esprimere una tale preghiera, corse ver la
capanna di Alisa colla speranza di trovarvi le cose che più
abbisognavano in quel momento.
Lo straniero sì opportunamente sopraggiunto, mostravasi disposto a non
lasciare questa buona azione imperfetta; laonde rialzando Lucia, e
presala fra le braccia, la portò per traverso al bosco, seguendo
sentieri, giusta quanto appariva, ad esso notissimi, nè si fermò che
dopo averla posta in sicuro sulla riva di una limpida fonte, detta la
fontana della Sirena; fontana altra volta coperta da un bell'edifizio,
ornato di tutti i fregi della gotica architettura, allora dai rottami
di quest'edifizio sol cinta. Caduto erane il tetto, rovinate le mura,
e la sorgente che zampillava di sotterra si apriva il varco fra le
pietre, o le macerie postele intorno, formando indi un ruscello.
La tradizione pronta sempre, almeno nella Scozia, ad abbellire con una
leggenda qualunque luogo che offra di per se stesso qualche vaghezza,
attribuiva una origine alla particolare venerazione in cui tenuta era
questa fontana. Un lord di Ravenswood, andando alla caccia, erasi
scontrato in una avvenente ninfa, che, siccome Egeria, del cuore di
questo secondo Numa s'impadronì. Mostratasegli più di una volta nello
stesso luogo, e sempre dopo il tramonto del sole, colle grazie del suo
spirito compiè una conquista, che le sue leggiadre forme aveano
incominciata; tresca galante cui nuovi vezzi aggiunse il mistero.
Comparendo ella, e sparendo ciascuna volta in vicinanza della fontana,
l'amante Lord giudicò che fra la ninfa e quell'acque vi fosse qualche
inesplicabile corrispondenza. Oltrechè, ella avea poste alcune
condizioni a que' segreti abboccamenti. Non si vedea che una volta la
settimana, in giorno di venerdì, e il Lord dovea ritirarsi appena la
campana di un monastero situato a qualche distanza nella foresta, e
del quale oggidì non si vedono nemmen le rovine, annunziava ai frati
la mezza notte, ora canonica del mattutino.
Il confessore del barone di Ravenswood era il padre Zaccaria, priore
dell'indicato monastero; il quale, partecipatagli dal suo penitente la
tresca straordinaria, ne dedusse la conseguenza che questo tapino,
accalappiato nelle reti del demonio, si stava in grande pericolo e
corporale, e spirituale; ed enumerati con tutta la forza della
rettorica monacale i suoi rischi al barone, gli dipinse con colori
spaventosi la seducente Sirena da cui lasciato erasi abbacinare,
asseverantemente definendola un'abitatrice de' regni bui. Avendolo con
incredula ostinazione ascoltato l'amante, piuttosto per ispacciarsi
dalle importunità del priore, che per convincimento, gli promise
sottomettere ad una certa prova l'indole e l'essenza della donna del
proprio cuore. Fu quindi pattuito fra il confessore e il penitente,
che nel successivo venerdì, la campana del monastero non sonerebbe i
segni del mattutino, perchè il padre Zaccaria pretendeva che il
demonio ingannato da questa gherminella, dimenticherebbe l'ora in cui
era solito a sparire, e mostrandosi agli occhi del Lord sotto la sua
vera forma di figlio dell'inferno, svanirebbe indi, lasciando dietro
di se un odor di zolfo e una luce di fiamma turchiniccia. Citò a
sostegno della propria opinione il _Malleus maleficarum_, lo
_Sprengero_ ed altri dotti _demonologisti_. Raimondo di Ravenswood,
acconsentì, il dicemmo, a questa esperienza, non senza qualche
inquietudine sugli effetti che avrebbe avuti, benchè convinto che non
sarebbero tali, quali il priore gli avea ad esso annunziati. Nel
successivo venerdì, i due amanti convennero al loro ritrovo in riva
alla fontana, nella solita ora, vale a dire dopo il tramonto del sole.
Era il mese di giugno che ha le notti assai corte; le ore corsero
velocemente, e la campana del mattutino non essendosi fatta sentire,
l'avvenente ninfa non pensò a rammentare a Raimondo essere giunto il
momento di separarsi. Non per questo, videsi nulla di cambiato nelle
forme esterne della nostra ninfa. Ma appena il primo raggio
dell'aurora la fece comprendere che le ore permesse al diletto erano
già trascorse, strapparsi dalle braccia dell'amante, dirgli per sempre
addio, mettere un grido di disperazione, precipitarsi nella fontana,
sparire, furono un solo istante.
Alcune gocce di sangue che sulla superficie dell'acqua allor si
mostrarono, indussero lo sfortunato barone a pensare che la sua
indiscreta curiosità avesse dato morte alla persona da lui amata,
qualunque poi la natura dell'ente misterioso si fosse. Ben furono, due
ore dopo, fatte per suo ordine accurate indagini sino al fondo di
quella fontana, ma non apparve alcun'orma di colei che egli avea
veduto co' proprj occhi lanciarsi lì dentro. I rimorsi prodotti in lui
dall'avvenimento fatale, e la rimembranza de' pregi della donna che
tanto amò, convertirono in inferno il rimanente della sua vita, che
perdè, alcuni mesi dopo la battaglia di Flodden. Ma pensò prima della
morte ad impedire che le acque di questa fontana venissero profanate o
imbrattate, onde la fe' circondare dell'edificio di cui vedeansi
ancora gli avanzi su quella riva. Da quel tempo, dicesi,
incominciarono ad andar male le cose per la famiglia di Ravenswood.
Così era la leggenda generalmente adottata. Nondimeno alcuni, i quali
voleano darsi aria di essere più saggi degli altri, pretendevano
essere questa una lontana allusione al caso di una donna veramente
amata da Raimondo di Ravenswood, e che questi preso da impeto di
geloso furore trafisse in quel luogo; laonde non sarebbe stato
maraviglia, se il sangue dell'uccisa si fosse mescolato all'acque
della fontana. Altri volevano spiegare l'origine della novelletta,
risalendo all'antica mitologia; certo è che generalmente credeasi
fatale ai Ravenswood un tal sito, e per un discendente di questa
famiglia il ber l'acque di quella fonte, o il solo avvicinarvisi erano
cose di cattivo augurio, quanto il fossero per un Graham, il portar
verdura, per un Bruce, l'ammazzare un ragno, per un Saint-Clair
l'attraversare l'Ord in giorno di lunedì.
In questo sito adunque del mal augurio, Lucia, riacquistò i sensi dopo
un lungo svenimento. Bella e pallida, quanto la naiade della leggenda
avrà dovuto esserlo nel separarsi per sempre da Raimondo, si reggea
contro un pezzo di quelle rovine, intanto che l'incognito cercava
richiamarla ai sensi, spruzzandole il volto coll'acque della fontana.
Tornata in se medesima, si ricordò per prima cosa il pericolo in cui
lasciato aveva, quando svenne, suo padre, e guardando spaventata
attorno di se, e nol vedendo: „ Ove è egli? ov'è mio padre? „ esclamò,
nè ebbe forza di articolare altre parole.
„ Ser Guglielmo è sano e salvo, le disse l'incognito. Non ha nulla da
temere. Non vi angustiate. Fra pochi istanti lo rivedrete. „
„ Ne siete voi ben sicuro? disse Lucia; il toro non era lontano che
dieci passi da noi. Non mi trattenete. Gli è d'uopo che cerchi mio
padre. „
E si alzò pronunziando queste parole; ma tanto rifinite ne erano le
forze, che lungi dal poter eseguire il suo divisamento, sarebbe
ricaduta fra quelle rovine, a rischio di riportarne contusioni o
ferite, se il vicino straniero non l'avesse sostenuta fra le sue
braccia. Pur sembrava che nel prestarle tali soccorsi provasse una
specie di ripugnanza, sentimento straordinario assai in un giovine,
cui non par vero di trovarsi nell'occasione di rendere utili i suoi
servigi ad un'avvenente donzella. In vece sarebbesi detto obbedir
egli, a proprio malgrado, alle voci dell'umanità, e il lieve peso di
una delicata giovinetta essere carico difficile da sopportarsi alle
membra di lui, comunque robuste ed atletiche; perchè senza provar nè
meno la tentazione di tenerla fra le sue braccia un istante di più di
quanto era necessario, e non lasciarla cadere, la fe' adagiar sul
murello da essa abbandonato dianzi, e arretrandosi alcuni passi, le
disse:
„ Acchetatevi, madamigella; nulla di sinistro è accaduto a ser
Guglielmo Asthon; lo vedrete qui fra un istante. Il destino lo ha
salvato, in una guisa ben singolare. Ma voi siete molto debole; nè
dovete pensare ad abbandonar questo luogo sinchè non abbiate chi vi
assista meglio di me. „
Lucia, già riavutasi dal suo stordimento, guardò lo straniero con un
poco più d'attenzione, e maravigliò in uno dei modi freddi e ritenuti
che usava seco lei. Ella si conosceva abbastanza per sapere non
esservi nel suo esterno alcuna cosa che potesse rendere esitante un
uomo ad offerirle il braccio, in un momento che ella mostrava
abbisognare di un tale soccorso; oltrechè, il giovane non dovea vedere
in se stesso giusti motivi per paventare alla sua offerta un rifiuto.
Un abito da caccia di panno verde, una parte del quale ascondeasi
sotto grande mantello di colore oscuro, additava essere egli di un
grado distinto. Benchè un largo cappello sormontato da una piuma nera,
la cui cima veniva a ricadergli sul sopracciglio, non lasciasse
vederne per intero i lineamenti, e quanto mostravasi d'essi fosse
offuscato dalla malinconia, che il premeva, pur discerneasi che
gentili erano e regolari. Lo stesso modo franco ed ingenuo di lui nel
presentarsi, persuadea facilmente che la vivacità di cui mancava,
doveva essere stata ammortita da qualche grave sventura o cordoglio;
ma in sostanza, parea quasi impossibile il fisar gli sguardi sovr'esso
senza provare un sentimento, misto di rispetto, di affezione ed anche
di curiosità.
Sentir questa impressione, per descriver la quale abbiam dovuto
impiegar lungo tempo, fu al cuor di Lucia l'opera di un istante.
Appena scontratasi collo sguardo negli occhi vivaci e neri dello
sconosciuto, chinò i proprj al suolo con una specie di timoroso
imbarazzo; pur trovavasi nella necessità di parlare, o almeno così
credea. Somministrandogliene l'occasione il pericolo che avea corso,
gli espresse con voce tremebonda la persuasione in cui stavasi che ei
fosse stato, dopo Dio, l'unico salvatore della vita di lei e del padre
suo.
Parve che queste manifestazioni di gratitudine non piacessero allo
straniero, in cui si scorse l'aggrottar della fronte, a malgrado di
sforzi che per palliare l'interno sentimento egli operasse. Salutò
Lucia con modi che confinavano tra il mal umore e la rustichezza; „ É
d'uopo che io vi lasci, madamigella; ser Guglielmo non può tardare; vi
lascio sotto la protezione di quell'uomo che forse in quest'oggi dee
riconoscere in voi il suo Angelo custode. „
Maravigliò Lucia di queste espressioni che le sembravano
inintelligibili; onde cominciò persino a sospettare, che l'agitazione
della paura in lei rimasta non le avesse permesso di palesare in assai
convenevoli modi la sua gratitudine, nè volendo lasciar su di ciò
alcun dubbio nell'animo dello straniero: „ Forse, gli disse, ho avuta
la sfortuna di non sapervi spiegare, come doveasi, i sentimenti del
grato mio animo; ma il turbamento in cui mi trovo tuttavia, mi serva
di scusa, perchè, ve ne accerto, non mi ricordo nemmeno quel che io
v'abbia detto. Deh! vi prego, aspettate l'arrivo del padre mio, del
lord Cancelliere, affinchè egli possa farvi i suoi ringraziamenti e
chiedervi il nome del nostro liberatore. „
„ Il mio nome è cosa inutile da sapersi. Quanto a vostro padre.......
volli dire, quanto a ser Guglielmo Asthon, egli saprà sempre il mio
nome più presto di quanto il desideri. „
„ Vi sbagliate! esclamò con forza Lucia. Vedo che non conoscete mio
padre, e sarà oltremodo grato, e per se stesso e per me, ma forse...,
oh dio! forse m'avete ingannato nel dirmi che egli è sano e salvo;
forse è stato vittima della ferocia di quel furioso animale. „
Mostratasi appena questa nuova idea alla mente della donzella, surse
di nuovo, accignendosi a ritornare nel viale, ove il caso era occorso;
ma le piegarono le ginocchia sì che non avea forza di reggersi. Sembrò
che lo sconosciuto titubasse un istante fra le inspirazioni contrarie
di soccorrerla e di abbandonarla; ma prevalendo sul cuore di esso
l'umanità, le si avvicinò colla speranza di persuaderla ad aspettare,
in quel luogo dov'era, il ritorno del padre.
„ In parola d'uomo d'onore, madamigella, vi ho detta la verità. Ser
Guglielmo è sano e salvo. Non vi cimentate a qualche nuovo pericolo
tornando sola in un luogo, d'onde forse que' selvaggi animali non sono
ancora partiti, o se persistete in questo disegno, accettate adunque
il soccorso del mio braccio, benchè io non sia quel tale che potesse,
che ragionevolmente dovesse offerirvelo. „
Lucia lo prese in parola senza badare all'ultima frase. „ Ebbene, gli
diss'ella, conto sul vostro onore che mi aiuterete a ritrovare mio
padre: non dovete abbandonarmi, è d'uopo che veniate con me; chi mi
dice ch'egli non sia spirante, mentre sto qui ad ascoltarvi? „
Così parlando, gli afferrò il braccio che l'altro appena le aveva
offerto: nè pensando che alla brama di rivedere il padre e al bisogno
istantaneo di un sostegno per andarne in traccia, oltre a un segreto
istinto di trattenere quello straniero, finchè ser Guglielmo
arrivasse, correa con quanta velocità il suo stato attuale gliel
permettea, traendosi come dietro lo sconosciuto, che parea seguirla di
mala voglia. Finalmente vide il padre accompagnato da Barbara, che
portava una pozione cordiale, e da due taglia legne che questi avea
trovati vicino alla capanna di Alisa.
Il contento provato da ser Guglielmo ravvisando in buono stato la
figlia, fu più forte della sorpresa che in tutt'altra occasione
avrebbe destata in lui il vederla appoggiata al braccio d'uno
sconosciuto, così famigliarmente, come sarebbesi sostenuta a quel di
suo padre.
„ Lucia, mia cara Lucia, come ti senti? „ furon queste le prime parole
che pronunciò teneramente abbracciandola.
„ Molto bene, grazie a Dio, caro padre, ed ora meglio, perchè ho la
fortuna di rivedervi. Ma che cosa penserà questo signore per la
libertà che mi son presa di costringerlo, può dirsi, ad
accompagnarmi? „ Ciò detto, lasciò arrossendo, il braccio dello
sconosciuto, e corse a prendere quello del padre.
„ Spero non si pentirà del servigio prestatomi, quando io lo avrò
assicurato di tutta la gratitudine che professo ad un uomo, che con
coraggio, prontezza d'animo e destrezza non ordinaria, ha salvata la
vita al lord Cancelliere di Scozia e a sua figlia; mi permetterà,
spero, di chiedergli.... „
„ Non mi chiedete nulla, o Milord, rispose in tuon fermo e perentorio
quello straniero. Io sono il sere di Ravenswood. „
Lo stupore, unito ad altre sensazioni di un genere meno aggradevole
tenne silenzioso per alcuni istanti il lord Cancelliere. In questo
mezzo, Edgardo, avviluppandosi nel suo mantello, salutò Lucia con aria
di dignità che sentia di alterezza, balbettando alcuni accenti cortesi
che sembrarono pronunziati a stento, e che poterono appena essere
intesi dalla donzella. Voltosi immantinente, raggiunse la foresta,
dond'era uscito, e frettoloso si allontanò.
„ Il sere di Ravenswood! (sclamò il lord Cancelliere, rompendo il
silenzio cui lo stupore lo aveva costretto). Corretegli dietro,
fermatelo, ditegli che bramo subitamente parlargli. „
I due taglialegne si diedero a seguire Edgardo che non poteva essere
molto lontano; e tornando di lì a pochi minuti, l'un di essi con tuono
imbarazzato annunziò che il Sere avea ricusato di tornare addietro.
„ Ma che cosa ha detto? „ Chiese il lord Cancelliere.
„ Ha detto che non volea tornare addietro „ rispose il taglialegne colla
prudenza d'uno Scozzese al quale non piace il portar cattive
imbasciate.
„ Sicuramente non vi ha detto sol questo, riprese a dire ser Guglielmo;
voglio sapere quel che vi ha detto. „
„ Ebbene, Milord, soggiunse sbassando gli occhi il taglialegne. Ha
detto........ ha detto cose che voi non vi curerete di sapere, e che
io non mi curo di ripetervi. „
„ Non importa, sclamò il Cancelliere, voglio che mi ripetiate le sue
proprie parole. „
„ Quando volete così, mi ha detto. — Rispondete a ser Guglielmo Asthon,
che si guardi dall'augurarsi il momento in cui dovrà rivedermi. „
„ Ah sì, sì! capisco adesso. Una scommessa corsa fra noi intorno ai
nostri falchi; una inezia, una semplice inezia! „
Riprese indi la strada del castello insieme alla figlia, che vi arrivò
senza avere molto sofferto. Ma ben sofferse il suo animo oltre modo
aperto alle forti impressioni, e nel quale diverse ricordanze
congiunte alla scena terribile dianzi accaduta, durarono più lungo
tempo degli scotimenti che le sue fibre nervee aveano provate. Le
considerazioni del giorno e i sogni della notte le mostravano di
continuo il furioso toro, che sovra lei e il padre suo si lanciava; ne
udiva gli spaventosi muggiti, e vedea allora il sere di Ravenswood,
accorrere, siccome angelo proteggitore, e salvarli entrambi da una
imminente morte. Forse in tutti i tempi, è cosa non priva di rischio
per una giovane, il permettere alla propria immaginazione di
arrestarsi troppo di frequente, e con compiacenza, sopra una medesima
idea; ma nello stato in cui era Lucia, il pericolo sembrava pressochè
inevitabile: ella non avea mai veduto alcun giovine, che avesse
lineamenti nobili e parlanti al cuore, siccome Edgardo di Ravenswood;
e quando anche si fosse trovata con altri, che in questi pregi il
pareggiassero, o superassero, difficilmente avrebbero potute unirsi
tante circostanze che gliene rendessero nell'animo sì durevole
l'impressione. Il soprastante rischio, il soccorso ottenuto, la
gratitudine, la sorpresa, la curiosità..... diciamo curiosità, perchè
è probabile che i modi aspri anzi che no, ed evidentemente riservati,
dei quali usò il suo liberatore, essendo cotanto opposti
all'espressione naturale della sua fisonomia, e alle grazie del suo
portamento, rendessero sempre più vogliosa Lucia di conoscere a fondo
l'origine di una siffatta contraddizione, e con maggior forza
stampassero nel cuore di lei l'immagine del giovinetto. Sol di
sfuggita aveva udito rammentare le cause disputate fra il padre suo e
quello di Edgardo; ma quando anche ne fosse stato meglio istrutta, non
era della sua indole il concepire l'idea degli astj e delle violenti
passioni che queste cause aveano prodotto. Aggiungasi, che ella il
sapea di nobil legnaggio, povero, benchè sceso da una famiglia altra
volta doviziosa; onde potea dargli qualche merito del sentimento di
alterezza, per cui si sottrasse alla gratitudine del proprietario
attuale dei dominj, e del castello de' suoi maggiori. „ Nondimeno, ella
pensava fra se medesima, avrebbe egli ricusati del pari i nostri
ringraziamenti, ci avrebbe egli lasciato in sì ruvida guisa, se mio
padre gli avesse parlato con maggiore dolcezza, con men d'orgoglio, se
avesse addolcite le manifestazioni della sua gratitudine, con quel
tuono di gentilezza che le donne sanno usar sì a proposito per calmare
le passioni impetuose degli uomini? „ Quistione pericolosa al cuor
della giovine; pericolosa in se stessa, pericolosa nelle sue
conseguenze.
Lucia Asthon, in una parola, smarrivasi in mezzo ad un labirinto
d'idee, l'una più fatale dell'altra alla immaginazione di una
giovinetta che abbia l'animo ai teneri sentimenti disposto. Il tempo e
la lontananza, che in altri simili casi erano stati efficaci a
cancellare impressioni morali di tal natura, poteano, sembrerà forse,
prestare egual servigio al cuor di Lucia, ma la continua solitudine in
cui viveva, e la mancanza di distrazioni, contribuivano a ritornarle
alla mente le stesse immagini; e la cagione principale di questa
solitudine, era che lady Asthon trovavasi ad Edimburgo, ove
l'interteneano le cure di un maneggio politico. Il lord Cancelliere,
d'indole non compagnevole per natura, non riceveva nessuno, se non se
per ostentazione, o per meri fini politici; laonde fra quelli che
visitavan suo padre, la giovinetta non avea potuto conoscere alcuno,
che, a giudizio di lei, potesse stare a petto del sere di Ravenswood,
o fornito de' meriti cavallereschi che in questo le parea ravvisare.
Intanto che Lucia a cotai sogni si abbandonava, facea frequenti visite
alla vecchia Alisa, colla speranza di poter con essa condurre il
discorso sopra un soggetto al quale incautamente avea lasciato il
predominio assoluto de' suoi pensieri; ma si trovò ingannata in questa
espettazione. Non che la vecchia non le parlasse volentieri, e con una
specie di entusiasmo, della famiglia dei Ravenswood; ma parea evitasse
con ogni studio qualunque particolarità che si riferisse all'erede
attuale di questa illustre prosapia, o se pure alcuna rara volta lo
rammentava nol facea per dire cose che potessero a Lucia riuscire
aggradevoli; poichè il dipingea, come uomo d'indole cupa e disdegnosa,
non fatto per perdonare un ricevuto affronto, e memore di esso fino al
momento della vendetta. Però questi schiarimenti erano quanto bastava
a Lucia per combinarli cogli avvisi dati dalla stessa Alisa al lord
Cancelliere, perchè si guardasse dalla vendetta di Ravenswood.
Nondimeno questo Ravenswood, divenuto scopo a così odiosi sospetti,
non gli avea egli stesso vittoriosamente combattuti colla nobile
condotta che tenne, allorchè lord Asthon e la sua figlia si trovarono
in pericolo di vita? Se avesse nudriti atroci divisamenti di vendetta,
come i discorsi di Alisa davano a sospettarne, non gli facea mestieri
commettere un delitto per disbramare compiutamente una sì orribile
sete; gli bastava mantenersi inoperoso; avrebbe veduto l'uomo
detestato perir d'una morte crudele, siccome certa, s'egli stesso
generosamente non lo avesse soccorso. Dalle quali cose conchiuse la
donzella, che soltanto alcune preoccupazioni di mente, e que' sospetti
cui si abbandonano sì di leggieri i vecchi e gli sfortunati, aveano
potuto condurre Alisa a giudicare con tanto disfavore il giovane
Edgardo, e a dipingerlo con colori inconciliabili affatto colla
nobiltà e colla generosità che questi avea dimostrate: convincimento
in cui poneva tutte le sue speranze Lucia, che si fabbricava un
tessuto d'illusioni splendente e fragile, come quelle sottili fila che
vediamo tremolar per l'aere ai raggi del sol nascente in una bella
mattina di primavera.
Intanto il padre di Lucia abbandonavasi a meditazioni non men
frequenti di quelle che teneano l'animo della figlia, ma assai più
fondate sulla singolarità del caso dianzi avvenuto. Giunto a casa, la
prima cura suggeritagli da amore di padre, fu quella di chiamare un
medico, per accertarsi, se nulla eravi da temere per la salute della
figlia, dopo lo spavento e le angustie alle quali necessariamente fu
in preda. Ottenute su di ciò soddisfacenti risposte, si chiuse nella
sua biblioteca, ove dopo esaminate le annotazioni che avea fatte nel
ricevere la relazione del messo incaricato d'interrompere le esequie
di lord Ravenswood, si diede ad un lavoro affatto opposto a quello che
da prima avea cominciato. Essendo in lui tutta la destrezza propria di
un uomo del Foro, eragli cosa facilissima il presentare un fatto
medesimo con que' colori che più gli andavano a grado: pertanto nel
preparare il rapporto che dovea leggere al Consiglio privato, sul
tumulto cui questi funerali diedero origine, ebbe altrettanta cura di
attenuarne le tinte, quanta ne avea avuta per lo innanzi di caricarle.
Insistea inoltre sulla necessità di tenersi alle vie della
conciliazione colla gioventù, alla quale voleano perdonarsi un natural
bollor di sangue, e la mancanza di quella esperienza, le cui lezioni
vengono solo dal tempo. Nè si fece scrupolo di rinversar molta parte
di colpa sul messo de' tribunali, che nell'adempiere il suo ministero
avea mostrato assai più di zelo che di prudenza.
In questa guisa inteso era lo scritto ufiziale del lord Cancelliere;
ma di una natura anche più favorevole al giovine Ravenswood, erano le
lettere particolari spedite da ser Guglielmo a que' suoi amici, ne
quali potea fidarsi, e che avrebbero avuto maggiore preponderanza
nella decisione di questa bisogna. Non si stancava di dire ai medesimi
che gli espedienti i più miti sarebbero anche stati i più politici e
regolari in tal circostanza; grande essere il rispetto che si avea
nella Scozia per tutto quanto alle cerimonie funebri appartenea;
sarebbesi eccitato un mal umore nel pubblico, se si fosse usato
aspramente col sere di Ravenswood, perchè impedì che le esequie di suo
padre venissero frastornate. Finalmente assumendo carattere d'uom
nobilissimo e generosissimo, chiedea che per riguardo a lui medesimo,
venisse posta in silenzio una tale faccenda; frammettendo a questo
luogo una dilicata allusione allo stato in cui trovavasi rispetto al
giovine Ravenswood, dopo la necessità che lo costrinse sì lungo tempo,
benchè per difesa de' proprj diritti legittimi ad essere in lite col
padre di lui. Egli sarebbesi veduto disperato, aggiugnea, se qualche
malevolo avesse profittato di una tal congiuntura per calunniarlo,
come uomo che si fosse giovato di una lieve imprudenza del giovine
Ravenswood, per dar l'ultimo crollo ad una famiglia nemica della
propria; sarebbe inconsolabile oltre a ciò in veggendo rincalzate le
sciagure di una nobile casa, e molto più, s'ei ne fosse, anche
indirettamente, la cagione. Ben tutt'altro! Avrebbe anzi desiderato
farsi un merito dell'indulgenza che venisse adoperata verso
l'imputato, in virtù del suo rapporto favorevole e della sua
intercessione. Conchiuse col protestare che avrebbe professata una
obbligazione personale, e affatto speciale ai suoi nobili amici,
quando che avessero condisceso a coprire col velo dell'obblio questa
così perdonabile inconsideratezza dell'erede dei Ravenswood.
Qui è da notarsi una particolarità; ed è che scrivendo a lady Asthon,
contro il suo costume ordinario ed uniforme, di tutte le precedenti
cose non le motivò una parola. Ben le scrisse vagamente dello spavento
che il correre d'un toro selvaggio avea cagionato alla figlia. Ma non
accennò, nè manco per immaginazione, l'inaspettato soccorso venuto ad
entrambi dal giovine Ravenswood, come non le parlò del tumulto
accaduto nel celebrarsi i funerali del vecchio Milord.
Non fu poca la sorpresa degli amici e colleghi di ser Guglielmo,
quando ne ricevettero le lettere, concepite in uno stile cui non si
sarebbero mai aspettati. Ciascuno si mostrava all'altro la propria
lettera, e vedendo finalmente che tutte collimavano al medesimo fine,
l'un d'essi si metteva a ridere, l'altro aggrottava il sopracciglio,
un terzo spalancava gli occhi e la bocca, e un quarto chiedeva se
fosse cosa ben certa che il lord Cancelliere non avesse scritta
qualche altra lettera segreta in un senso affatto opposto, ed
aggiunse: „ Scommetterei quanto ho al mondo che nessuna di queste
contiene il vero nodo dell'imbroglio. „
Ma niuno avea ricevute lettere di un tenore diverso, benchè la natura
delle cose, e il carattere del personaggio facessero credere ad alcuno
la possibilità della loro esistenza.
„ Eh! (Disse un uomo di Stato che avea fatto i capelli grigi, e che a
furia di inchinarsi e di cambiar partito a seconda delle circostanze,
avea sempre mantenuto il suo posto al governal della nave, ad onta che
fosse andata per trenta anni ora a greco, ora a scilocco) non mi
maraviglio. Il nostro ser Guglielmo ha verificato il vecchio proverbio
scozzese: la pelle d'agnello si vende in mercato, come quella di
pecora. „
„ Converrà fare quel che desidera, diceva un altro; ma io era
lontanissimo dall'aspettare una tal domanda per parte sua. „
„ Il Cancelliere se ne pentirà da qui a un anno ed un giorno, diceva un
terzo, perchè il sere di Ravenswood è quel tal giovinetto che gli darà
lana da filare. „
„ Saprei però volentieri qual altro partito vorreste prendere, o
Milordi, su di questo povero giovinetto? Chiese il marchese di Athol.
Il lord Cancelliere possede tutti i beni di sua famiglia. Se
pronunziaste anche un'ammenda contro di lui, non ha uno scellino per
pagarla. „
„ Ha la pelle, se non ha la borsa, disse lord Turntippet. — _Luitur cum
persona, qui lucre non potest cum crumena._ — Questo è buon latino,
Milordi, eccellente latino di giurisprudenza. Che cosa ne dite voi? „
„ Io non vedo, Milordi, riprese a dire il Marchese, qual interesse
possa avere nessun di voi altri nello spingere questo affare più in
là. Lasciamo che il lord Cancelliere operi come crede meglio. „
„ Così sia, così sia! soggiunse quel consigliere più vecchio. Rimane
deciso che questo affare è rimesso al Cancelliere; tutto al più gli
daremo per aggiunto un di noi, tanto per salvare la formalità; per
esempio, lord Hirplehooly, che non si può mover da letto. Su via!
signor protocollista, notate questa deliberazione ne' vostri registri.
Ora, Milordi, dobbiamo porre un partito sull'ammenda di lord Bucklaw,
di quel giovine spensierato che si mangia tutto il suo patrimonio.
Suppongo che verrà posta nelle mani del lord Tesoriere. „
„ Come? Come? sclamò lord Turntippet, io contava che questo boccone
caderebbe nella mia bocca, e l'aveva aperta già per riceverlo. „
„ Voi correte un po' sollecito ne' vostri disegni, Milord, disse il
Marchese; e mi fate ora ricordare d'una parabola che vi ho udito
citare in un'altra circostanza, la parabola del can del mugnaio, che
mette fuori la lingua prima che sia slegato il sacchetto ove sta il
suo desinare. L'ammenda non è ancor decretata. „
„ Ma si fa presto; non ci vuole che un tratto di penna, disse lord
Turntippet; nè credo che fra questi nobili Lordi, ve ne sia un solo,
il quale s'immagini che dopo avere io mostrata tutta la possibile
compiacenza dopo avere prestati quanti giuramenti mi sono stati
chiesti, dopo avere abbandonate tutte le fazioni che hanno
soggiaciuto; in una parola, dopo avere per tant'anni servito lo Stato,
or per un verso, or per l'altro, io non debba, a quando a quando,
conseguir qualche coserella per rinfrescarmi le fauci e mandar giù più
speditamente la mia saliva. „
„ Ma ci volete così scimuniti, replicò il Marchese, per non esserci
accorti, o Milord, che nulla vi può restar sul gorgozzuolo, e che
sarebbe una speranza da matti, quella di voler estinguere la vostra
sete? „
Ma gli è tempo di calar la cortina sopra le scene che il Consiglio di
Scozia in que' malaugurosi giorni offeriva.