_Carissimo amico_
Sento con piacere che la sua salute non va di peggio, e vo' sperare, che
questa volta Livorno le gioverà assaissimo. Le donne poi col mare si
rimettono come fiori, e pare che sentano come Venere nacque dal mare. La
cagione del mio silenzio, avrà veduto, se legge il _Diritto_: lì scrivo;
lì stampo i discorsi alla Camera.
E' pare che non abbiano smesso il vezzo delle pantraccole laggiù. Io non
sono amico, anzi avversario aperto del ministro Cavour; però non ho
mancato dargli ragguagli, e consigli sul mio paese; ahimè! indarno. La
marea monta, e per colpa dei vili quanto inetti moderati un'altra stella
sorge in Italia, che temo forte non iscombussoli ogni nostro concetto.
Stia sano, mi raccomandi alla sua famiglia intera, e ringraziandola
della buona memoria, che conserva di me, mi confermo
_Suo affezionatissimo amico_
D. GUERRAZZI.