A Teresa Bertelli nata Guerrazzi

_Carissima Amica_

Prima di tutto rettifico un fatto: io non ho detto già, che dubitava

causa del non iscrivermi la paura di lordarsi i guanti, bensì le dita: e

questo è altra cosa; perchè i guanti poco hanno da premerle, ma la mano

le preme, e a ragione, perchè ottenni, che mi fosse _scoperta_ come la

SS. Nunziata, e la trovai bellissima. Ma io volli scherzare, ed ella è

troppo buona per rimproverarmi un riso appassito, nato appena a fior di

labbra, e morto subito. Mi scrissero dello amico Corsi, della scossa,

dello sdegno pubblico, della infermità: ma veruno, tranne lei, mi

avvertì della pronta guarigione. Gli altri soddisfecero alla curiosità,

ella sola al cuore: ma ella è donna, e queste tenerezze, non ci è che

dire, non sanno conoscere altri che le donne.

Se possa o no verificarsi quello che mi scrive, sta in lei: quello di

cui l'assicuro è questo: qui spirare aria pura, qui non sapere cholera

che sia, qui poterci fino a tutto settembre fare bagni in mare: una

dimora lunga, grave, un soggiorno breve, divino, ed esserci qualche

villetta assai conveniente da potervisi ripiegare due famiglie, e non

cara. Sicchè se il cholera cresce, il che Dio non voglia, qui avrete

asilo, e, meglio che asilo, salute, perchè Ferdinando potrebbe

sperimentare le acque di Orezza per la sua infermità miracolose.

Quaggiù niente di nuovo, ma in grandissima aspettazione. Saluti tanti a

tutti.

_Bastia, 27 luglio 1855._

_Affez. Amico e parente_

D. GUERRAZZI.

La vendetta paterna · 第 36 / 69 题