_Set. 1854_
_Carissima Sig. Ersilia_
Se prima non adempii la promessa, e' fu per difetto di occasioni di
mandarle la lettera. Se l'amica avrà cuore di mettere nel suo Album la
pagina scritta, non mi dorrà di avere sprecato il tempo in queste
baggianate. A un patto solo è sopportabile l'Album, ed è, che contenga
quello, che io dico. E, quando sia cosi, non solo non fu grave, ma avrò
caro contribuirvi. — Mi scriva, mi parli di lei, della mamma, del babbo,
della sorella, di tutti, e di tutto. Ha letto la _Beatrice_? Morta o
viva, è suo destino capitare in mano dei carnefici, e degli sbirri, e di
_Valentino Turco_. Ch'effetto le ha fatto? Che ne dicono? _Crucifige,
plagas_. La scotta, e la dicono eretica; ma non è cosi, frusta, e
smaschera cotesti formicoloni del diavolo. O che credevano, che mi
volessi ingoiare l'ergastolo come un sorbetto? Hanno finito essi: ora
incomincio io. Una volta per uno, ed io non mi rimarrò finchè non gli
abbia schiacciati come scorpioni. Addio.
_Affezionatissimo_
D. GUERRAZZI.