VOCE DELLA CORSICA.

Già non dirò, che prima

Fra l'isole tirrene

D'ogni bellezza opima

Sono albergo di ninfe e di sirene:

Ad altri il debil vanto

Di molli aure e di fiori

Ed il femmineo canto

E i florívoli amori.

Cirno son io: de l'onda

Che mi flagella i liti,

Qual d'armonia gioconda,

Serbo nel seno i liberi ruggiti;

D'odio, d'amor, di sdegno

Facil s'accende il petto;

Pronto il braccio e l'ingegno

Al par del mio moschetto!

O madre Italia, e vuoi

Che da te svelta io giaccia?

Ch' io non aduni ai tuoi

I miei sensi, i miei fati e le mie braccia?

Chiedi gemme e tesori?

Gemme e tesori ho anch'io:

Gemme? I miei patrî allori;

Tesori? Il popol mio!

Lucifero · 第 37 / 63 题