VOCE DEL TEVERE.

Molte sul dorso antico

Storie nefaste io porto,

Molte nei gorghi miei storie nascondo;

Ma, poi che per età son fatto accorto,

Freno il flutto iracondo,

E al mar mio grande amico

Al vecchio mar le vecchie storie dico.

Dal mobile soggiorno

De l'onde cristalline,

Coronate di perle e di coralli

Corrono a me le azzurre Ocëanine;

E melodia di balli,

Per quanto è roseo il giorno,

Voluttuöse a me tessono intorno.

Ond'io, fatto loquace

Da la vista amorosa,

Assiso in mezzo a lor canto le strane

Vicende de la mia storia famosa;

Mentre su l'onde piane

Con la sua mesta pace

Siede la stanca luna, e l'aura tace.

Tutta allor torna viva

Nel mio canto fatale

De le vetuste età l'aurea leggenda:

Quando la Fede a la Giustizia uguale,

E deïtà tremenda

Era la Legge, e diva

Cosa la Patria e chi per lei moriva.

Taccio però l'offesa,

Che a l'aquile di Giove

Recò una turba di feroci imbelli;

Taccio il baglior di queste genti nuove;

Però che sui ribelli

Flutti lasciata illesa

La croce di Gesù troppo mi pesa.

Ma un dì, se l'onte atroci

Non moveranno alcuno

Che in me l'affoghi e d'ogni onor la privi,

Io parlerò: sentirà allor ciascuno

Di questi rei malvivi

Tuonar con ferree voci

L'eloquenza dei miei flutti feroci.

Fuor dai percossi fini

Proromperò, indomato

Dèmone; stenderò l'onda funesta

Sui colli; segnerò l'ultimo fato

All'ara, al trono, a questa

Degna dei suoi destini

Plebea ciurma di Borgia e di Tarquini!

Lucifero · 第 35 / 63 题