VOCE D'EBREI.

Dai traffici fecondi,

Unico asilo al pertinace ingegno,

Da le folte città, dai fremebondi

Flutti di gonfî mari,

Sempre io sospiro a voi, sempre a voi guardo

Con la speranza mia, rive dilette

Del Giordano natío, raggianti altari

Dei padri miei, terre da Dio promesse.

Come al Libano eterno, a cui ghirlanda

Sono i cari al Signor cedri vocali,

Drizza il fulmineo vol, come a sua meta,

L'aquila pellegrina,

Tal del disio su l'ali

A voi corre il mio core, e in voi s'acqueta.

Voi sul monte di Dio spargete al vento,

Cedri vocali, i rami annosi, e fermi

Sfidate i nembi e i secoli, mentr'io

Per terre e per età, ramingo eterno,

Il suol dei miei nemici

Bagno del mio sudor, del sangue mio;

E al flagel de le avverse ire, a lo scherno,

Che sibila su me freddo e funesto,

Piego le spalle inermi,

Spero, e pugno sperando, e mai mi arresto.

O cedri incliti, invano,

V'intendo, invan voi non mettete eterne

Entro al monte di Dio l'alte radici;

Però ch'eterna, a par di voi, si asside

La speme del trïonfo entro al mio petto.

Voi rivedrò! Da queste infauste arene,

Che del mio sangue tinse

Tito, delizia de l'umane genti,

Da ove sorge la notte e il giorno viene,

Da tutti e quattro i venti,

Quel divino voler, ch'indi mi spinse,

Richiamerà, nè fia lontano il giorno,

Il vincente Isdraello al suo soggiorno!

Lucifero · 第 30 / 63 题