IX.

E perchè no il Purgatorio? potrebbe domandare il lettore. Perchè

l'Immanuele, fedele ai principii della fede in cui nacque e morì, non

ammetteva il Purgatorio, come ammetteva, giusta la massima di fratellanza

ch'è scritta nel _Talmud_, che tutti i buoni, di qualunque religione

siano, posson godere i beni celestiali [18]. I contemporanei di Dante, in

pieno medio-evo, non potevano non ammirare la tolleranza del giudeo — come

essi lo chiamavano — e trovò infatti a Fermo un mecenate nella casa del

quale visse tranquillo gli ultimi anni della vita, come Dante avea trovato

rifugio presso lo Scaligero di Verona.

Tornando al _Paradiso_ dell'Immanuele — molto più semplice di quello

dell'Alighieri quantunque non meno delizioso — ci troviamo i profeti che

lodano l'autore pe' suoi Commentarii siccome Dante (gonfii gli amici

entrambi d'amor proprio) in più luoghi si loda da sè, ad es.: _Lo bello

stile che m'ha fatto onore_ — _Ed io fui sesto fra cotanto senno, per

darne due soli esempii. E ci troviamo i dotti d'ogni nazione, i generosi,

i martiri per la fede, concetti larghi, pensieri elevati, senza ambagi,

senza timori.

Certo che bisognerebbe esser vissuto ai tempi dell'autore per comprender

tutte le allusioni del suo bel poema. Nè qui vogliamo addentrarci più

oltre nella questione della priorità diremo così o dell'imitazione fra le

cantiche de' due poeti. Quello che ripeter non ci sazieremo egli è che

fino dai tempi di Dante quest'amicizia parve un miracolo, una cosa strana

e i nemici del divino poeta non sapendo come castigarlo, anche dopo morto

lo misero nell'inferno col suo Immanuele [19]! Meno male che vivendo

insieme, indivisibili anche oltre tomba, i due poeti non avranno trovato

tempo d'annoiarsi nemmeno all'inferno. Tutt'altro!

Dante e gli Ebrei: Studio · 第 19 / 25 题