CAPITOLO VIII.

»Sol per prodigio a lacrimevol, fera

»Strage sottratto, or move a questa banda

»Uom tal che di valor dà fede intera

»Col sangue sol che d'ogni membro ei manda.»

_Finlay._

Pensiamo ora agli abitanti di Tillietudlem. Nella notte successiva alla

battaglia, il maggiore pose sul pianerottolo della torre alcune

sentinelle instrutte di dar all'arme ad ogni menomo segnale che

annunziasse l'avvicinar del nemico; ma un profondo silenzio avendo

regnato in tutta la notte, i difensori del forte poterono godere d'un

qualche riposo. Al primo schiarire del giorno fu data mano a continuare

le fazioni della difesa incominciate il dì innanzi, e alcuni istanti

dopo una sentinella diede avviso d'un reale che s'avviava verso il

castello. L'andatura lentissima del palafreno, e il modo di tenersi in

sella del cavaliere, davano a scorgere com'ei fosse o infermo o ferito.

Si corse tosto alla portella per dargli ingresso, e fu gioia universale

in ravvisandolo per lord Evandale. Il molto sangue uscito dalle sue

ferite gli fu cagione di tale spossatezza, che senza l'altrui soccorso

non avrebbe potuto scendere da cavallo, e allorchè reggendosi ad un

servo entrò nella sala, le due signore mandarono al vederlo un grido di

sorpresa e spavento. Pallido come la morte, coperto di sangue, lacere le

vesti, disordinati i capelli, più di spettro che di uomo aveva

sembianza.

»Sia lodato Dio! sclamò lady Margherita; sia lodato Dio poichè fuggiste

dalle mani di quegli scellerati, ingordi di sangue, di quei mostri che

trucidarono tanti fedeli servi di sua maestà!»

»Grazie al cielo! soggiunse Editta, siete qui, siete sicuro! Quanti

spaventi abbiamo provati per voi! Ma voi siete ferito, o milord, e temo

non troviate qui tutti i soccorsi necessari allo stato in cui vi

veggiamo.»

»Le mie ferite non sono pericolose (rispose lord Evandale, che fu

tostamente fatto sedere sopra d'un canapè); lo sfinimento di cui parlate

è solo effetto di molto sangue perduto. Ma non venni io qui a crescere

gl'impacci che vi molestano. Entrando in questo castello non mi proposi

altro fine che sapere le notizie vostre e se foste qui tuttavia; vedere

ancora se potessi esservi di qualche sollievo, e intendere ad un tempo

contezze del mio reggimento, giacchè ne riconobbi in lontananza gli

uniformi allorchè portai gli sguardi sul pianerottolo della torre.

Permettetemi in tale occasione di comportarmi, come un figlio vostro,

lady Margherita, come un _vostro fratello_, miss Bellenden.»

E adoperò un tuono particolare nel pronunziar le voci _vostro fratello_,

onde miss Editta non credesse che in qualità d'amante il proprio

servizio offerisse. Accortasi ella d'un sì dilicato riguardo, gliene fu

grata, ma non era quello istante per attaccar gara di nobili sentimenti.

»Noi siamo deliberati a difenderci, o Milord, soggiunse dignitosamente

la vecchia matrona. Mio fratello ha assunto il comando della

guernigione, e spero colla grazia di Dio che i ribelli qui troveranno

un'accoglienza conforme ai lor meriti.»

»Quanto mi sarebbe grato, disse lord Evandale, cooperare anch'io alla

difesa che intraprendete! Ma nello stato di debolezza cui mi trovo

ridotto, io non vi sarei che di peso. Dico più. La mia presenza potrebbe

crescervi intorno i pericoli. Guai se i ribelli s'accorgessero che un

de' primi uffiziali del reggimento guardie fosse riparato in questo

castello! Si farebbero più inviperiti, più ardenti nel disegno

d'impadronirsene!»

»Potete voi, o milord (esclamò Editta con uno di quegli slanci di

commozione che sono spesse volte il caratteristico del bel sesso, e così

ben gli si addicono) potete voi supporre in noi tanta abbiezione,

crederne così assorte in pensar solo a noi stesse per acconsentir che

partiate? E vi par egli che le considerazioni da voi poste in campo

valgano ad impedire ai vostri amici il darvi ricetto, e il darvelo in un

momento che il paese è coperto di nemici, in un momento che non siete in

essere di potervi difendere? Evvi forse in tutta la Scozia una sola

capanna, donde vi permettessero l'uscita nello stato in cui siete? E

come v'immaginaste che vi lasceremmo partir da un castello, entro cui

noi medesime ci crediam protette a bastanza?»

Editta pronunziò sì fatti accenti con voce agitata da verissima

commozione interna; e il rossore apparsole in sulle guance palesò

com'ella sentisse fortemente nell'animo tutto quanto esprimeva.

»Lord Evandale non può assolutamente pensare ad abbandonarci, aggiunse

lady Margherita. Pique, il vecchio servo di mio fratello, egli che lo ha

seguito in tutte le guerre, ha acquistata qualche cognizione di

chirurgia, e curerà le ferite di milord. Non permetterei all'ultimo fra

i soldati di sua maestà che abbandonasse il castello di Tillietudlem,

allorchè d'ogni parte la spada si sguaina contro di essi. Vi lascio dire

se soffrirei che uscisse lord Evandale! Sarebbe per questa mia casa tale

disdoro, di cui la sola idea m'atterrisce. Dacchè il castello di

Tillietudlem è stato onorato di una visita di sua ma....»

Fortunatamente in tal punto fu interrotta dall'arrivo del maggiore.

»Abbiamo fatto un prigioniero, mio zio, disse miss Editta, e un

prigioniero ferito che tenta prender la fuga. Spero che ne aiuterete a

trattenerlo per forza.»

»Lord Evandale! il maggiore tosto sclamò. Il piacer che ne provo è tanto

grande come quello ch'io gustai, sono tanti anni, al ricevere la mia

nomina di tenente. Claverhouse ne avea fatto temere che foste caduto

prigioniero, o che forse anche aveste perduta la vita.»

»Se nulla di questo è accaduto, ne ho debito ad un vostro amico (rispose

lord Evandale con qualche commozione e chinando la testa, quasi temesse

scorgere l'impressione che quanto egli stava per raccontare avrebbe

prodotto sull'animo di miss Bellenden). Io era già rovesciato da cavallo

e privo d'ogni difesa, la sciabola dell'inimico pendea sul mio capo,

allorchè Morton, il prigioniero per cui ieri intercedevate voi stesso,

si è generosamente frapposto in mio favore, mi ha salvati i giorni a

rischio dei propri, m'ha somministrate le vie d'una fuga.»

Nel terminar tai detti una curiosità dolorosa al suo cuore trionfò in

lui della precedente risoluzione. Sollevò gli occhi suoi sopra Editta, e

in quelli della giovane credè ravvisare la gioia impadronitasi di lei in

udendo che l'amante suo era vivo, era libero, nè si era lasciato vincere

in generosità dal rivale. Tali erano di fatto i sentimenti ohe Editta

provava; ma a questi aggiugneasi l'altro di verace ammirazione tributata

alla nobile franchezza, onde lord Evandale rendea giustizia ad un tale

competitore, e gli si professava debitor d'un servigio, di cui giusta

ogni probabilità avrebbe voluto avere a tutt'altri l'obbligazione.

Il maggiore che non si sarebbe accorto della commozione fattasi negli

animi di sua nipote e di lord Evandale, foss'anche stata le mille volte

più evidente, si limitò a dire: »Poichè Enrico Morton ha qualche

prevalenza sullo spirito di questi sciagurati, godo che ne abbia fatto

un sì buon uso; ma spero si torrà, tosto che il possa, dalle loro mani.

Non dubito ch'ei nol desideri. Io ne conosco le massime, e so com'ei

detesti il gergo mistico, l'ipocrisia di costoro. Quante volte l'ho

udito ridere della pedanteria di quei vecchio furfante, del ministro

presbiteriano Poundtext, di questo iniquo, che dopo avere goduto per

tanti anni della condiscendenza del governo, si leva sfacciatamente la

maschera alla prima occasione, e sovvertendo colle sue ciance tre quarti

di parrocchiani, a capo d'essi va a raggiugnere le bande ribelli. — Ma e

voi come fuggiste o milord?»

»Che volete? rispose sorridendo lord Evandale: a guisa d'un cavalier

miscredente, e affidandomi tutto alla celerità del mio palafreno. Ho

preso la via, che credei mi avventurasse meno ad uno scontro

cogl'inimici, nè indovinereste mai in qual luogo io abbia trovato

ricovero la scorsa notte.»

»Senza dubbio nel castello di Braklan, o presso qualche altro leal

gentiluomo» soggiunse lady Margherita.

»No, milady: ben mi presentai a diversi castelli, i cui padroni si sono

dispensati di accogliermi, quale con un pretesto, quale con l'altro, ma

tutti in sostanza perchè temevano che la mia presenza traesse loro

addosso il nemico. — Ho trovato rifugio entro la capanna di una povera

vedova, alla quale, non son tre mesi, uno squadrone della mia compagnia

ha moschettato il marito, e che adesso ha i suoi due figli nell'esercito

de' sollevati.»

»E dovrò crederlo? sì fatta donna avrà potuto esser capace di un tanto

atto di generosità?.... Ma senza dubbio penserà in un modo affatto

diverso dal rimanente della famiglia.»

»Perdonatemi, o milady. La cosa è affatto all'opposto. Ma questa donna

non vide in me che un ferito, un uomo pericolante, e dimenticò a tal

vista ch'io fossi ufiziale spettante alla parte de' suoi nemici. Ella

medesima ha fasciate le mie ferite, ella mi ha dato un letto, ella mi ha

sottratto alle ricerche di una banda di ribelli che inseguivano i

fuggitivi, nè stamane mi ha lasciato partire, se prima non si è

assicurata ch'io potea tener questa strada senza abbattermi nelle truppe

de' Puritani.»

»Ecco in che sta la vera nobiltà d'animo, si fece ad osservare miss

Bellenden. Io son ben certa, o milord, che troverete qualche occasione

di ricompensare una tanta generosità.»

»Oh miss Editta! in questa giornata di mal'augurio ho corse obbligazioni

da tutte le parti; ma spero non verrò accusato di non saper che sia

gratitudine, ogni qualvolta mi si presenti l'occasione di usarla.»

Tutti allora rinnovarono le proprie istanze per indurre lord Evandale a

rimaner nel castello; ma a tal uopo il maggiore si valse d'un argomento

che trionfò di qualunque resistenza dell'altro.

»Almeno voi non mi negherete, o milord, di dovere sottomettervi agli

ordini del vostro colonnello. Ebbene sappiatelo da me. Mi ha autorizzato

a trattenere nel castello il primo ufiziale del suo reggimento che vi si

presentasse, e ciò a fine di mantenere l'ordine e la disciplina fra i

dragoni che mi lasciò di rinforzo; e se ho da dirvela, mi son già

accorto, ch'era necessario questo provvedimento.»

»Allora poi non mi rimangono obbiezioni, soggiunse lord Evandale, e

comunque sieno possenti i motivi che mi costringevano ad allontanarmi,

questi cedono all'obbligo della subordinazione, e soprattutto alla brama

ch'è in me d'esservi giovevole in qualche modo. — Oserei chiedervi, o

maggiore, quai modi, qual metodo di difesa abbiate scelto? Ov'è ch'io

debbo seguirvi per dare un'occhiata ai primi lavori di fortificazione?»

»Mio caro zio (disse Editta che scorgea lo stato di languore e di

spossatezza che opprimeva lord Evandale) ora che milord acconsente a far

parte della nostra guarnigione, io credo vi convenga incominciar ad

usare della vostra autorità per intimargli l'arresto nel suo

appartamento tantochè si riposi e ricuperi le forze prima di mettersi

nelle fazioni del suo nuovo servigio.»

»Editta ha ragione, aggiunse la vecchia matrona. Vogliamo sapervi il più

presto in letto, o milord. Pique esaminerà lo stato delle vostre ferite,

e vi porrà, come dessi, le fasciature. Io poi v'invierò una pozione

preparata dalle mie mani.»

»Mille ringraziamenti, milady! mi sottometto a tutte le ordinanze che mi

prescrivete, e spero, grazie alle vostre bontà, mi troverò ben presto in

essere, e meglio che or nol sono, di difendere il vostro castello. Il

mio braccio sarà ognor pronto a prestarvi servigio. Quanto ai servigi

della mia mente non ne avete d'uopo; poichè il maggiore si trova con

voi.»

Dette le quali cose uscì della sala, e si ritirò nella stanza

assegnatagli.

»Eccellente giovane, ed altrettanto modesto!» dicea il maggiore

abbandonando egli pure la sala per trasferirsi alle ispezioni de' lavori

militari che continuavano.

Lady Margherita così continuò l'elogio incominciato dal maggiore: »È

privo di quell'amor proprio che fa credere a una gran parte de' giovani

odierni di saperne al di sopra di chi è più esperto di loro!» Uscì ella

pure per farsi ad apparecchiare la pozione promessa a milord.

»Ben fatto quanto generoso!» Aggiunse la sua parte di lode anche Jenny

Dennison, entrata ivi nell'atto che ne usciva lord Evandale.

Editta non accompagnò tutti i ridetti elogi che con un sospiro, ma

benchè rimasta in silenzio, non sentiva al certo men vivamente degli

altri quanto fossero meritati.

»In somma, si fece indi a dire Jenny, milady ha ragione nel sostenere

che non c'è da fidarsi in nessun Presbiteriano; non ve n'è un di costoro

che abbia nè legge nè fede. Chi avrebbe creduto che il sig. Enrico e

Cuddy si sarebbero arrolati fra i ribelli?»

»Che cosa intendete dire, o Jenny? Le si volse con tuono d'impazienza la

sua padrona. Quali sciocchezze spacciate ora?»

»So che questa corda non vi sona grata all'orecchio, nè per vero dire

piace a me maggiormente il toccarla: Pure è ben necessario il farvi

istrutta di cosa omai divulgata per tutto il castello.»

»Ma di che cosa? qual è questa cosa? Avete voglia di farmi perder la

mente?»

»La cosa è che il sig. Morton ha raggiunti i ribelli, e che lo hanno

nominato per un de' lor condottieri.»

»Tutto menzogna! Tutto abbietta calunnia! e mi sorprende il vostro

ardire di riportarmela. Enrico è incapace di porre in dimenticanza

quanto deve al suo re ed alla sua patria. — Dire il contrario è un

mancar crudelmente di riguardo a me, e a... a persone innocenti

perseguitate, e che non si trovano qui per difendersi. — Ve lo ripeto;

Enrico è incapace dell'azione che gli attribuite.»

»Mio Dio! miss Editta, farebbe mestieri conoscere i giovani più di me, e

più di quanto ho voglia di conoscerli, per dir con certezza di che sono

e di che non sono capaci. Sappiate dunque che stamane Holliday e un

altro dragone si sono travestiti da contadini Scozzesi per fare una

sco.... sì una scoperta, così la chiama Gudyil. Si sono trasportati nel

campo dei ribelli; e tornati ora, ne raccontano d'aver veduto il Sig.

Enrico Morton armato di sciabola e di pistole che cavalcava un cavallo

del reggimento guardie, e trattava da pari a pari cogli altri capi de'

ribelli. L'hanno veduto dar ordini a quelle turbe, e Cuddy gli veniva

dopo, vestito d'un farsetto che hanno riconosciuto appartenere a

Bothwell, colla _coccarda_ di fettuccia turchina al cappello, che questo

è il color de' ribelli; e poi i merletti allo sparato della camicia

all'usanza d'un lord. Una cosa veramente andava bene coll'altra!»

»È impossibile, Jenny. Questa notizia non può esser vera. Mio zio non ne

ha udito parlare.»

»Lo credo anch'io. Holliday è tornato cinque minuti dopo l'arrivo di

lord Evandale, e appena è stato istrutto di tal novità, ha giurato per

tutti i santi, che trovandosi ora entro il castello un ufiziale del

reggimento, farebbe a questo e non più al maggiore Bellenden il suo....

come ha detto?.... il suo _rapporto_; e se ha raccontato a me questa

faccenda, è stato, cred'io, per farmi tribolare al proposito di Cuddy.»

»Ed è ben per questo, sciocchissima creatura, che la notizia è falsa,

architettata solo per darti un po' di martirio.»

»No, miss Editta; perchè John Gudyil ha fatto entrare in credenza

l'altro dragone, vecchio soldato, del quale non so il nome, e questi

intanto che beveva un bicchiere d'acquavite gli ha ripetuto parola per

parola lo stesso racconto. Cagione per cui il sig. Gudyil è montato in

grandissima collera, dando colpa di tutto ciò a milady e al maggiore, i

quali, diceva egli, se non avessero posta alcuna sorte di mediazione pel

sig. Enrico,[5] se questi, e parimente Cuddy fossero stati moschettati,

non si starebbero ora impugnando l'armi in compagnia de' ribelli. Nè qui

mi pare che abbia poi tutto il torto.»

[5] Gudyil non potea sapere che ingrosso le faccende de' suoi

padroni. Onde qualunque sia il modo onde è venuto a scoprire

ch'essi intercedettero per Morton, non dovea dubitare che non

fosse opera della lor prevalenza la salvezza dello stesso

Morton, e quella ancor di Gudyil. — _N. del T._

Non appena Jenny ebbe proferite sì fatte parole, fu costretta ad

atterrire dell'effetto che produssero sull'animo della sua giovine

padrona, effetto doppiamente forte, perchè questa era imbevuta delle

massime monarchiche giusta le quali venne educata. Ogni vermiglio le

sparì dal volto, le mancò il respiro, cadde priva di moto sopra il

seggiolone che fu più prossimo. Jenny si fe' a tagliarne le stringhe del

busto, le appressò alle narici un profumo di penne abbruciate, tentò in

somma tutti que' rimedi soliti a credersi efficaci in tai casi; ma tutto

invano.

»Dio mi perdoni! Jenny esclamò. Che mai fec'io, sciagurata. Era meglio

mi avessero prima tagliata la lingua. Ma chi avrebbe creduto ch'ella si

prenderebbe tanto a cuor questa cosa? Si tratta poi di un giovane. Nè

anche se non ve ne fossero più a questo mondo! — Miss Editta, mia cara

padroncina, riprendete coraggio. Chi sa? Quanto vi ho raccontato

potrebbe anche non essere vero. — Ma l'ho sempre detto che questa mia

lingua dovea giuocarmi un cattivo giuoco. — Buon Dio! Mancherebbe or

solo che venisse milady, e vedesse la nipote stesa su questo seggiolone,

ove niuno si è più seduto dopo che servì a sua maestà. — Che cosa devo

fare? Come terminerà questo intrico?»

Intantochè Jenny diffondevasi in tai lamentevoli considerazioni sulla

sorte della padrona e sulla propria, miss Editta andava acquistando i

sensi e riavendosi dallo stato letargico, in cui una notizia sì

inaspettata la immerse.

»Infelice soltanto, dicea fra se stessa, non lo avrei abbandonato

giammai; morto l'avrei pianto, per tutta la vita; infedele, gli avrei

perdonato, ma ribelle al suo re, traditore alla patria; collegato co'

malvagi e co' masnadieri! oh ne strapperò ogni rimembranza da questo

cuore, se tale sforzo mi dovesse costar persino la vita.»

Rasciugatasi gli occhi, si alzò da quel seggiolone, pronta essendo tosto

Jenny a scuoterne i cuscini, affinchè perdessero ogni traccia di quanto

lady Bellenden avrebbe forse chiamato una profanazione.

»Reggetevi al braccio mio, miss Editta. Egli è d'uopo che il dolore

abbia il suo sfogo. In appresso....»

»No, Jenny; rispose Editta con fermo tuono. Voi foste spettatrice della

mia debolezza. Or lo sarete del mio coraggio. Il sentimento del dovere

mi sosterrà. — Però tutto vuol essere ponderato. Ch'io conosca prima i

motivi della condotta tenuta da Morton, indi saprò dimenticarmi di lui.»

Così parlando si tolse dalla sala, ritirandosi nella sua stanza per

esaminare il proprio cuore e pensare su i modi più efficaci a sbandirne

la rimembranza di Morton.

»Ella è una cosa singolare! meditò fra se stessa quando fu rimasta sola

Jenny. Passato il momento della prima botta, miss Editta prende il suo

partito con una facilità eguale alla mia; anzi maggiore, perchè io ho

bene amato Cuddy, ma non mai tanto quant'ella il suo Enrico. — Però,

pensandola giustamente, non è male l'avere amici da tutte due le bande.

Se i ribelli si impadroniscono del castello (cosa possibilissima,

perchè, si sta male in dispensa, e i dragoni mangiano in un giorno

quanto basterebbe a noi per un mese...) se ciò dunque accade.... Morton

e Cuddy dalla parte dei ribelli!... Oh! la loro protezione diventa un

tesoro. — Fu ben questa la mia prima idea quando diedi alla mia padrona

la notizia che l'ha fatta svenire.»

Confortata da tale considerazione la nostra ancella, andò a dar opera

agli usati lavori del suo ministerio.

I Puritani di Scozia, vol. 2 · 第 9 / 19 题