IX.

Intanto metteva ogni cura nel nascondere ad Alberto la mala riuscita

delle sue ricerche; o almeno, per ogni speranza fallita, gliene faceva

balenare una nuova, confortandolo con allegre parole; e quanto più

andava penetrando nella sua anima onesta e buona, tanto più fortemente

s'infervorava nel suo proposito. Ma Alberto non s'illudeva. Da

qualche parola incerta, da alcuni turbamenti fuggevoli del suo giovine

protettore, gli trapelava la verità; e man mano che si sentiva crescere

per lui l'affetto e la gratitudine, la speranza gli veniva meno, e

colla speranza quella po' di serenità, a cui gli s'era aperta l'anima

dopo i giorni della disperazione. Egli tornava a prevedere molto triste

il suo avvenire. Giulia e sua madre lo avevano indotto, e più che

indotto, costretto a viver con loro come un fratello e un figliuolo;

ed egli non dubitava punto ch'esse si sarebbero sobbarcate lietamente

ad ogni sacrifizio per continuare a tenerlo in casa, finchè non avesse

trovato un mezzo di sostentamento. Ma come gli sarebbe bastato l'animo

di approfittare più a lungo di quella generosità? Egli aveva accettato

la loro offerta, s'era arreso alle loro preghiere, colla speranza di

potere uscir tra pochi giorni da quello stato, e affrettarsi a pagare,

a prezzo di qualunque privazione, il suo debito di gratitudine. Ma

i giorni passavano, e la sua condizione non mutava. Ogni volta che

egli sedeva a tavola, per quanto quelle due buone donne cercassero di

rallegrarlo in tutti i modi possibili, gli si stringeva il cuore. Quel

sentimento d'alterezza, che l'abbandono, la disperazione e la fame

avevano fatto per poco tacere, ora gli si ridestava più vivo e più

geloso di prima; e quel sedersi alla tavola altrui senza pagare gli

cominciava a parere un'umiliazione insopportabile. Egli capiva i mille

sacrifizii che quelle due povere donne facevano per lui; e l'idea di

costringerle a vivere in quel modo, forse per qualche mese ancora, lo

spaventava. Avrebbe potuto valersi delle offerte di Riccardo, e pagare

la pigione e la pensione con quei denari. Ma egli era certo che Giulia

spontaneamente, e la madre per consiglio di Giulia, non avrebbero mai

accettato un centesimo che potessero immaginare gli fosse stato dato da

altri. Questi pensieri lo rendevano di giorno in giorno più triste. E

questa tristezza era cresciuta ancora dalla previsione d'un giorno non

lontano, in cui avrebbe dovuto a qualunque costo allontanarsi da quella

casa, separandosi da Giulia, quando appunto cominciava a stimarla, ad

amarla, ad ammirarla più di quello che avesse mai fatto pel passato;

quando cominciava a sentirsi stretto a lei da tanti dolori; quando

oramai la vita non gli pareva più bella e più desiderabile che per

lei. Una sera mentre stavano desinando, e Giulia si sforzava di parere

allegra, egli proruppe in singhiozzi.

Novelle(#58341) · 第 77 / 95 题