Furio non aveva mai visto tanto da vicino una signora così bella;
ragazzine sì, ma alla sfuggita, e poi sopra un giovinetto della sua età
le ragazzine non fanno molta impressione, perchè non gli paiono ancora
donne: le signore, invece, insieme con la intera grazia femminile hanno
tutte per lui qualcosa del fascino delle regine. Furio passeggiava pel
giardino, pensieroso. Aveva sempre dinanzi quel viso e quei due occhi
grandi e celesti che s'erano incontrati coi suoi. — Che bella signora!
— diceva a mezza voce, col tono di chi fa un complimento. E poi rideva
e ripeteva le parole e gli accenti di lei che lo avevano tanto colpito,
e soggiungeva: — Curiosa! — Le foglie stormivano e gli pareva come di
sentirsi alle spalle il fruscìo del vestito d'Iride. Uscendo dalla
villa, le era passato vicino, quasi da toccarla, e aveva sentito un
leggero profumo, e gli pareva che quel profumo gli fosse venuto dietro
e l'accompagnasse. Sedette all'ombra d'un albero, e disse a bassa voce
quasi senza accorgersene: — Mammina. — Subito si domandò come gli fosse
venuta sulla bocca quella parola, e rispose a sè stesso: — Sì.... se
essa fosse mia madre.... — Pensò un momento, e si meravigliò di trovar
così poco gusto in quel pensiero; benchè Iride, ch'era sui trentanni,
avrebbe ben potuto esser madre di lui che n'aveva quattordici. E
poi pensava quanto sarebbe stato felice se Iride gli avesse voluto
bene come a un fratello; ma era impossibile. — Se una volta fosse in
pericolo, — uscì a dire, — se cadesse nel lago (sul confine del podere
c'era un lago) e io le salvassi la vita! — Poi rise e soggiunse: —
Ma perchè dovrebbe cadere nel lago? — Pensava come a una cosa strana
che Iride aveva un marito, e che questo marito era suo fratellastro,
e che non era bello. — La comanda? — domandò a sè stesso con grande
curiosità. E fantasticava che mai si dovessero dire quando eran soli:
se il marito le facesse delle carezze, e lei che cosa diceva allora.
Accanto a lui c'era un fiore di campo, alto e diritto, e il vento ora
lo piegava lentamente, ora senza piegarlo lo scoteva tutto, che pareva
una persona irrequieta. Furio l'osservò e disse: — Sembra Iride. — Poi
si spinse innanzi sulle mani e sulle ginocchia, e si specchiò in un
ruscello che passava per di là. Rialzò la testa e si guardò una mano,
di sopra e di sotto, e sospirò. Tutt'a un tratto si levò in piedi e si
mise a correre pei campi.