E nella più parte di quei miei compagni è seguìta o segue la medesima
cosa. I volti si son fatti più serii, o come vuol che si dica il
Leopardi, più tristi; ma coi volti si son composti a serietà anche gli
animi. Dissi i mutamenti che mi addoloravano; ma ci sono anche quelli
che mi confortano. Incontro qualcuno dei miei compagni, di quei che
avevano meno giudizio e meno proposito, e mi meraviglio di sentirli
parlare, come parlano, di patria, di lavoro, di dovere da compiere,
di avvenire da preparare. Un rivolgimento generale s'è operato negli
animi, e, forse in virtù dei molti e grandi casi seguìti in questi
pochi anni, oltre che generale, precoce. In alcuni una segreta
ambizione, in altri la cura della famiglia, in molti la sazietà della
vita dissipata, in non pochi una schietta e spontanea passione per
gli studii, sorta all'improvviso in mezzo alla noia degli ozii della
guarnigione, hanno raccolto i pensieri vaghi, e composto ad uno scopo
le forze disperse; hanno indotto l'abito della riflessione, e rivolte
le menti ai grandi problemi della vita; hanno dato a tutti un perchè
di questa vita e segnato a tutti un cammino da percorrere, e tolto
il tempo di rimpiangere inutilmente il passato. Siamo entrati nella
seconda giovinezza, con qualche disinganno, con un po' di esperienza
e colla persuasione che la felicità, — quel poco che se ne può godere
quaggiù, — non si ottiene dibattendosi e tempestando e gridando al
cielo e alla terra: — La voglio! — ma si cava a poco a poco dalla più
intima parte dell'anima colla lunga costanza d'una quiete operosa.
Alle visioni splendide son succedute le speranze modeste; ai grandi
disegni, i saldi propositi; alla immagine sfolgorante della guerra, Dea
promettitrice di ebbrezza e di glorie, l'immagine dell'Italia, madre,
la quale non promette — e ci basta — che il conforto altero d'averla
amata e servita.