Le donne sono più notevoli per robustezza che per avvenenza di forme,
e meglio ritraggono la seria impronta dell'antica patria, che non la
gentile finezza del profilo italiano.
Quanto all'indole dei Formazzesi, sì largamente dotati dalla natura di
saldissime membra, mi parve ottima. Del resto nella valle nè polizia,
nè milizie comunali. Pochi doganieri perlustrano i confini nei quattro
mesi della bella stagione.
Le furie sanguinose della vendetta e della gelosia non agitano i loro
cuori, in cui le passioni per l'indole pacata e riflessiva, pei nodi
fratellevoli del sangue, per influsso della fede, e fors'anche per
effetto benigno dell'aria che tutto volatizza, hanno meno impero che
non avrebbero altrove.
Ho già notato altrove che la maggior parte — e doveva dire la migliore
— della gioventù maschile emigra a Roma. Avvenutomi un giorno in un
crocchio di garzoni di recente ritornati da quella città, avendoli
richiesti dell'arte che praticavano, uno d'essi risposemi: — vi eravamo
ministri.
Non crediate che i dabben uomini governassero colà il periglioso timone
della pubblica cosa, come si crederebbe a prima vista da noi. Presso
il popolo a Roma ministro è semplicemente il garzone di bottega. O
ambiziosi!
*
* *
Tutta la valle era anticamente una foresta, come lo indica lo stesso
nome dei villaggi. I primi immigrati sterparono le foreste del piano,
conservando a sicurezza della valle le folte boscaglie che vestono
i monti, senza la quali in pochi anni l'intiera vallea sarebbe
un deserto, un caos di frane, di ciottoli — forse il letto d'un
ghiacciaio.
Da Unterstalden alla Frua (1885 m.), oltre la quale non trovai che tre
o quattro pini nei valloni di Kerback e di Morasch, s'elevano veri Dei
Penati della valle, migliaia e migliaia di pini, di larici e d'aceri in
foltissime foreste.
In esse il balsamico profumo della pianta stessa, il muschio che copre
da secoli la rupe, la misteriosa oscurità e quell'indefinibile musica,
che fa il più lieve susurrare di vento fra i rami e le foglie, ti fa
sostare le ore seduto appiè di quegli alberi secolari, assorto, rapito.
La più bella di queste foreste è quella che copre il Reti fra Touffwald
e Wald. La salita è rapidissima. Sopra la pineta poca verzura, e poi
le nude roccie, fra cui ultimo l'odoroso rododendro, il quale fiorisce
spesso sul freddo terriccio delle diacciaie. Di quando in quando —
troppo sovente forse — si recidono i pini più annosi, anche sulle
difficili cornici; ed io me ne andai più d'una volta presso Andermatten
a vedere le travi scuoiate tratte dai legnaiuoli sulle fittizie rotaie
scivolare rapidissime dalle balze del Krayhorn al fondo della valle.
Ammassati questi fusti in cataste lungo la strada, le traggono poi
nell'inverno sulle slitte sino alla rupe di Puneigen, sulle casse e
li precipitano da quel ciglione. La Toce conduce poi queste travi al
Verbano. I legnaiuoli che esercitano questa pericolosa tratta sogliono
essere per lo più della valle Cannobina o del Lago Maggiore.
*
* *
Entrai in un antico abituro a Gurfelen.
Da lungo tempo vi abitava la miseria e la malattia. L'infelice sdraiato
nel suo lettuccio di paglia, mi guardò con occhio stupito, e con fioca
voce disse:
— Non guarirò più, sa? Ho tentato ogni rimedio.
— Che vi disse il medico?
Mi guardò altra volta meravigliato.
— Medico? Noi non abbiamo medici. La visita d'un medico da Domodossola
rovinerebbe la mia famiglia. Ci curiamo con decozioni di erbe
aromatiche, con acquavite, burro e grasso di marmotta. Ma io ho tentato
tutto invano..... forse mi manca qualche pianticella... l'ho già
sognata tre volte..... ma non ne so il nome. Gli è come il mio male, mi
sento morire e non ne so il nome.
Perchè non conosco io la pianticella che tu sogni!