_Costumanze curiose — La scolaresca._
Stamane per tempissimo che appena la cuspide dello Sternehorn
s'indorava ai primi raggi del sole, ed ancora soffiava nella valle
la notturna brezza, uscito dalla capanna per godere il sempre nuovo
spettacolo dell'aurora e bagnarmi in quella frescura, ecco a capo
del ponte di Wald un drappello di questi buoni montanari che recano
a battesimo un neonato. Il padrino coperta la testa d'un cappello
di feltro tutto ornato di lunghi nastri svolazzanti e la persona
d'un lungo mantello — qualunque sia la stagione — porta al tempio il
pargoletto per esservi battezzato, tenendolo nascosto sotto le falde
del pallio: sicchè il Formazzese al primo uscire alla libera luce dei
campi non ha le molli donnesche carezze, ma comincia sotto quei ruvidi
panni ad educarsi ad una vita tutta laboriosa e parca.
E di tanto mi fu cortese la sorte che mentre io me ne sto quassù
badaluccando s'ammogliasse il gallo della checca del villaggio di
Zumsteg.
Tutti gli amici ed i vicini sono concordi a festeggiarne le nozze con
incondite canzoni, con moltissimi spari d'arcobugio e di pistola,
onde tutti gli spechi montani e valloncelli attorno ne echeggiano
lungamente. Al partire della sposa dal natio casale nessuno compare
a far evviva: un canto, un colpo di carabina sarebbe un insulto. Così
gli sposi s'avviano coi pochi più stretti di sangue al tempio. Appena
usciti, ecco loro incontro una frotta di giovani stranamente mascherati
che li saluta con fragoroso tuonare delle armi. Uno di questi, coperte
d'una sottile maglia le vive carni, malgrado la brezza quasi invernale
del mattino, precede gli altri e dalle penne ond'ha ornato il capo
appare quale Caraibo. Egli tiene spiegata nella destra una piccola
bandiera bianca orlata di fettuccie rosse, quasi simbolo di pace e
d'amore. A parte le antitesi dell'abito colla temperatura, il nostro
giovinotto fa bella mostra di tarchiate membra e di sporgente petto,
quale scolpiva Spartaco il Vela. Quest'altro che inchina sul bastone
la gibbosa persona, ti rappresenta al vivo un vecchierello di cent'anni
fa, coll'abito rosso, le scarpe fibbiate, il cappello a tre punte e lo
sparato della camicia trinato, tutto splendente di cento bottoni che
non hanno pari se non lo scudo d'Achille.
Questi dalla persona sottile, dritta ed alta come un pino, si è
travestito da donna con non poca ingiuria al bel sesso.
Alto là! Ecco una cricca di furfantelli ha sbarrato la strada: gli
sposi non oltrepasseranno la barriera se non distribuiscono ad ognuno
un fazzoletto. Durante il cammino gli amici continuano allegramente ad
assordare collo sparo delle armi i poveri sposi gongolanti per tanta
festa. Al giungere al casolare dello sposo la strada è nuovamente
barricata con una tavola imbandita di ciotole e di boccali: nuovi
evviva: nuove libazioni, nuovo fragore.
Pagato anche qui il dazio e sgombrato il passo, essi si recano
all'abituro dello sposo, ove nella _stufa_ li attende un desco tutto
carico di caci, di carni salate. La sposa s'assiede a capo del tavolo,
mentre lo sposo fa da coppiere: mesce ad ogni istante ai convitati,
pago dei loro evviva; in quel giorno la sua casa è di tutti, chiunque
ha dritto di cioncare a sua posta quando ha fatti voti per la felicità
della sposa.
Accade qualche volta, mi si disse da un burlone, che sopravvenuta la
notte, lo sposo è ancora a digiuno, poichè nessuno ha pensato a lui ed
egli solo ebbe a pensare a tutti.
*
* *
Chi non si ricorda sorridendo dei primi tempi della scuola infantile?
Allora forse il giorno era sovente affannoso pei rimbrotti ed i
castighi nell'_ingiusto_ maestro, per le paterne tirate d'orecchi,
per la perdita di qualche biglia al classico arringo dei birilli! Ma
è destino dell'uomo rimpiangere il passato, sprezzare il presente
e sperare nell'avvenire. Queste ed altre più cose per consolarmi
della perduta fanciullezza io pensava quando entrai fra la scolaresca
formazzese, una quarantina di biricchini che mi parvero italianamente
svegliati, i quali convengono in Zumsteg da tutti i casolari della
valle per imparare la lingua tedesca ed italiana, il conteggio
elementare e lo scrivere. Entrato, zittirono: interrogati a prova,
risposero a cappello — ed io a rallegrarmi coll'ottimo D. Pietro
Anderlin per la veramente alemanna perduranza con cui pazienta a prò
del suo paese. In Zumsteg ed Andermatten vi sono ancora scuole per le
bimbe, e tutte fioriscono — anche perchè nella valle il saper leggere e
scrivere è cosa da lungo tempo tenuta indispensabile.